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Proprietari di Farmacie: ora scatta l’opera di svuotamento delle liberalizzazioni.

Si legga l’articolo in basso pubblicato su un giornale telematico del settore farmaceutico . Si tratta di un articolo chiaramente ispirato dai proprietari di farmacia ed è chiara la strategia, garantito a dicembre il monopolio delle farmacie sulla fascia C ed indirizzato “ad Hoc” il governo finto liberalizzatore (alla Catricalà ) verso la modifica della pianta organica, ora la “terza fase” prevede lo svuotamento della norma presente nel “cresci Italia”. Come?

Il numero relativo al quorum abitanti-farmacia va aumentato, anzi si dettano perfino le condizioni al povero ministro della Sanità che come Catricalà è cascato nella fumosa ma efficace rete che i proprietari di farmacie hanno teso al governo: si paventa la serrata delle farmacie ( che erano d’acccordo solo al 60 % per il tipo di lotta dato che il cassetto fa sempre gola) e poi si tratta spuntando incontri ed audizioni al Senato per esporre il compromesso che all’osso è riducibile così:
1. Va innalzato il quorum abitanti- farmacie da 3000 ad almeno a 3500.( ma vedrete che alla fine sarà di più). I resti per apertura di ulteriore sede saranno computati solo dal 50% in su.
2. Va eliminato il comma che prevedeva l’apertura di farmacie comunali nelle grandi stazioni e centri commerciali

Non è chiaro cosa i proprietari di farmacia danno in cambio al governo per queste norme che vanno chiaramente a loro vantaggio e che di fatto faranno apparire ancora una volta il governo dei liberalizzatori come il più gattopardesco e inetto esecutivo e le lenzuolate di bersaniana memoria ( già molto timide) come uno dei più sfrenati liberalizzatori d’Italia.
Un esecutivo che fa la faccia cattiva con i deboli ( le parafarmacie) e la pecora con i forti (Federfarma) in esecutivo che esegue quello che le corporazioni dettano.

Inoltre il quorum proposto dai proprietari non cambierà nulla nella rete della farmacie, in quanto le nuove sedi saranno per la maggior parte riassorbite da quelle che si stanno aprendo già con la legge attuale, si accelererà solo il processo tutto qui.
Un governo veramente liberalizzatore avrebbe invece indirizzato l’azione non verso una punizione dei titolari, mantenedo però la logica perversa e corporativa della pianta organica, ma sul vantaggio dei cittadini, aumentando la concorrenza sulla fascia C e seguendo la linea, già funzionante di potenziamento del secondo canale( le parafarmacie), mantenendolo in competizione con il primo ( le farmacie) accettando la logica della Fascia C in concorrenza reale (le farmacie non faranno mai sconti verso altre farmacie vedi decreto Storace), soo così i prezzi sarebbero scesi.
Per cui cosa fare? Ormai Catricalà ed il governo hanno perso, le parafarmacie hanno perso, ha vinto solo chi non vuole cambiare, dato che ora non avrà più concorrenti, un risultato che neanche il più feroce dei “contro-liberalizzatori” avrebbe mai immaginato.

Leonardo Marchitto

da Farmacista 33 del 31-genn.2012

Balduzzi convoca Federfarma, sciopero rinviato

Slitta a data da destinarsi lo sciopero nazionale delle farmacie che Federfarma aveva indetto per domani. La decisione è stata ufficializzata ieri sera dopo una riunione del consiglio di presidenza del sindacato e vuole rappresentare un messaggio di disponibilità a fronte degli inviti al dialogo arrivati negli ultimissimi giorni dalle istituzioni. Due in particolare: la convocazione del ministro Balduzzi per un incontro al dicastero, domani alle 19, e quindi l’audizione davanti alla Commissione industria del Senato (che sta esaminando il decreto sulle liberalizzazioni),fissata per venerdì.
Per capire quante siano oggi le chance di arrivare a una proposta di riordino che mitighi i passaggi più indigesti del decreto sarà decisivo soprattutto l’incontro con Balduzzi (foto). Non a caso, Federfarma ha già fissato per il giorno successivo una conferenza stampa che servirà ad aggiornare il calendario della protesta in base agli sviluppi. La linea del sindacato, in ogni caso, rimane quella sancita dal manifesto di ottobre, anche se è evidente che ora sul piatto non ci sono più i principi (dalla pianta organica alla liberalizzazione della fascia C) ma i numeri: a quale altezza fissare l’asticella del quorum e soprattutto a quale cifra fermare la conta delle farmacie di nuova istituzione di cui ha bisogno il paese. Si gioca qui il confronto, con gli altri provvedimenti del decreto nel ruolo di pedoni da giocare in base allo sviluppo della partita. Vale certamente per le aperture in stazioni e centri commerciali: in Federfarma, infatti, c’è anche chi non direbbe no a un quorum a 3.500 (più il 50% per la seconda sede) purché si elimini il comma 3 sulle aperture nelle strutture a grande affluenza.

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Discussione

Un pensiero su “Proprietari di Farmacie: ora scatta l’opera di svuotamento delle liberalizzazioni.

  1. le farmacie sono delle lobby, che il governo monti non è riuscito a fare delle vere liberalizzazioni , nell’interesse
    dei cittadini, lasciando la possibilità alle parafarmacie di vendere le medicine da banco. Questa è un’ingiustizia
    non degna di un paese civile e una vera vergogna per gli egoismi delle lobby

    Pubblicato da e giubbi | febbraio 29, 2012, 7:12 pm

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