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iperliberismo, lavoro, parafarmacie

Parafarmacie e OTC: no a proposte Poretti-Gasparri-Tomassini ”iper-trio” anti-farmacista

Ancora una volta la Sen. Poretti (Radicali e componente della commissione sanità che dovrà esaminare il ddl Gasparri-Tomassini) chiede, ora attraverso la presentazione di un suo disegno di legge, la “rimozione” del farmacista nella vendita dei farmaci SOP e OTC.

Si tratterebbe di una cosa differente rispetto a quello che chiedono Gasparri e Tomassini i quali vogliono eliminare il farmacista per gli OTC e SOP in confezione starter (cioè con poche unità posologiche) mentre il resto dei farmaci da banco ritornerebbe sotto il monopolio della farmacia manifestando chiaramente gli scopi “iper corporatvi” di tale progetto a favore delle farmacie. I primi fautori quindi dell’eliminazione del binomio farmaco-farmacista (Gasparri –Tomassini) hanno però trovato ora chi rilancia al ribasso e riduce gli spazi professionali dei farmacisti ovunque siano presenti: farmacie, parafarmacie e corner GDO.

Si tratta appunto della sen Poretti che ora vuole eliminare il farmacista per la vendita di tutti i SOP e OTC proponendo in modo “iper liberista” la trasformazione dei medicinali da banco in beni di consumo cosa che un medicinale non potrà mai essere dato che non si può suscitare il “bisogno di una malattia” come la voglia di uno yogurt al cioccolato pena l’aumento del rischio di malattie iatrogene, come accade nei paesi anglosassoni.

A tale fatto va aggiunto il rischio interazione erbe-farmaci o integratori-farmaci cosa frequente con l’espandersi del mercato dei prodotti naturali.

Se quindi si ignora che il farmaco da banco ha senso solo se lo si inquadra nel concetto di “automedicazione responsabile”,come molti esperti di farmaceutica sanno, si rischia di diventare gli apprendisti stregoni della dispensazione del farmaco.

Chi, nel mondo della farmacia, ha proposto per primo e avventatamente l’eliminazione del binomio farmaco-farmacista rischia ora di dare l’avvio a proposte irrazionali e populiste comportandosi come il marito della famosa storiella che “pur di fare un dispetto alla moglie si tagliò i gli attributi” , cosa ne pensa Federfarma?

La FOFI (federazione degli ordini dei farmacisti) accetterà supinamente questa politica suicida e la riduzione del ruolo dei farmacisti ovunque essi siano presenti?

Come si vede quindi gli “iper”, in versione conservatrice o liberista si ritrovano sempre nei momenti decisivi. E’ chiaro però, anche dagli avvenimenti economici recenti, che “l’iper-mercato”, cioè il liberismo sfrenato, è sempre generato da un ottuso “iper corporativismo”.

Quello che invece occorre fare è partire dalla realtà dal “modello italiano alle liberalizzazioni” che Bersani ha proposto ed attuato che si basa proprio sul binomio farmaco-faramcista un modello che avvicina il nostro paese a moderni sistemi di dispensazione del farmaco mettendo in concorrenza i professionisti, un sistema che ben visto dai consumatori e che ha determinato una diminuzione diffusa del costo dei medicinali da banco con sconti che vanno dal 10 al 30 % rispetto ai prezzi precedenti.

In questo senso infatti è comprensibile e chiara la posizione del Movimento Nazionale Liberi Farmacisti e della Federazione Esercizi Farmaceutici (associazione delle parafaramacie) che denunciano l’irresponsabile posizione della Poretti la quale facendo riferimento alla situazione americana, ignora completamente la volontà del 65% dei cittadini italiani che in un recente sondaggio del Censis si sono dichiarati contrari all’ipotesi di eliminare la presenza del farmacista nella vendita dei farmaci d’automedicazione.

Alla sen. Poretti val la pena ricordare che dopo l’approvazione del decreto Bersani e la conseguente liberalizzazione dei farmaci d’automedicazione non c’è stato alcun innalzamento dei casi di patologie dovute ad abuso dei farmaci e questo risultato è dovuto proprio alla presenza e professionalità dei farmacisti.

Alla sen. Poretti bisogna ricordare che se il suo progetto andasse in porto, sarebbero proprio i monopolisti a beneficiarne perché le oltre 2500 parafarmacie aperte sino ad oggi chiuderebbero immediatamente con oltre 5000 addetti senza lavoro.

Come il Movimento nazionale Liberi Farmacisti e la Federazione Esercizi Farmaceutici evidenziano “la Grande Distribuzione Organizzata (GDO cioè super e ipermercati) se non ottiene i risultati sperati in un settore in crescita, non è opportuno cercare di cambiare le regole adattandole alle proprie condizioni”. L’ eliminazione della figura del farmacista sarebbe più un danno che un beneficio per la GDO e questo perché il cittadino italiano non vuole il “self service” del farmaco.

Se qualcuno ha intenzione di fare qualcosa di costruttivo per ampliare e non “trasfigurare” una delle poche liberalizzazioni riuscite in questo Paese, si adoperi perché aumentino il numero dei farmaci vendibili senza ricetta medica, (come accade nel resto d’Europa) altrimenti si deve ammettere che la fisiologia degli italiani è diversa da quella dei Tedeschi, Inglesi e Francesi che quotidianamente comprano dal farmacista farmaci che in Italia necessitano di ricetta medica.

Si aumenterebbe così il numero di medicinali disponibili in farmacia e parafarmacie in concorrenza tra di loro ma dietro consiglio di un professionista del farmaco.

Questo sì, significherebbe fare l’interesse generale e non quello particolare.

Leonardo Marchitto

MNLF – FEF

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Discussione

31 pensieri su “Parafarmacie e OTC: no a proposte Poretti-Gasparri-Tomassini ”iper-trio” anti-farmacista

  1. A chi tira la volata… il titolo dice tutto. La logica è “Se uno non è d’accordo con me allora tira la volata a qualcuno”.
    Dunque quali sono gli interessi del sig. Leonardo Marchitto. Perché anch’io sono autorizzato a pensare che non abbia una opinione, ma solo un interesse, così come lui si permette di pensare di altri.
    Io invece penso solo con tristezza che il sig Marchitto è molto italiano!!!!

    Pubblicato da carlodelnero | novembre 15, 2008, 1:22 am
  2. “le oltre 2500 parafarmacie aperte sino ad oggi chiuderebbero immediatamente”. Perche’?

    E’ davvero una domanda, non una polemica.

    Pubblicato da omnologos | novembre 15, 2008, 1:23 am
  3. Gentile sig. Carlo Del Nero,

    mi spiace che lei non replichi sulla sostanza della cosa ma solo su di un titolo di un comunicato di persone che, riconosco, hanno un pensiero vicino al mio…….

    Direi che dal fatto in questione emergono, come ho scritto nel articolo sopra, alcuni punti fondamentali per la dispensazione del farmaco in Italia:

    1)chi, nel mondo della farmacia, ha proposto per primo e avventatamente (Gasparri-Tomassini-Federfarma) l’eliminazione del binomio farmaco-farmacista rischia ora di dare l’avvio a proposte irrazionali e populiste, come quella della Sen Poretti che prevede la rimozione della presenza del farmacista per OTC e SOP, trsformando di fatto il farmaco da banco in prodotto di largo consumo…….
    2)purtroppo in Italia la cultura delle riforme condivise fa fatica a crescere infatti gli “iper”, in versione conservatrice o liberista si ritrovano sempre insieme nei momenti decisivi. Cioè “l’iper-mercato”, cioè il liberismo sfrenato, è sempre generato da un ottuso “iper corporativismo”.
    E’ un pò il cambiare tutto per poi non cambiare nulla…il classico Gattopardesco cambiare tutto in modo tale da non cambiare niente…..

    Così come chi quando ha poco da dare al dibattito su di un tema, non argomenta ma la butta sempre “in cagnara” in modo che dal caos risultante non si ricavi nulla, non si provi a cambiare qualcosa…….
    Rifletta, cosa c’è di più italiano di questo modo di affrontare i vari problemi?

    p.s. comunque, non so lei, ma io sono nonostante tutto e con mota fatica contento di essere italiano e lei?

    Pubblicato da Leonardo Marchitto | novembre 15, 2008, 2:01 am
  4. Caro Marchitto

    E’ curioso che ha deciso di spendere il suo tempo per rispondere a Del Nero accusandolo di buttarla in “cagnara” ma ancora non una parola sulla mia semplicissima domanda.

    Aspettero’

    Pubblicato da omnologos | novembre 15, 2008, 10:59 pm
  5. e no!
    qui non si tratta di cagnara, ma di riconoscere l’interlocutore. Questa è la premessa ad ogni serio dibattito. Se non si riconosce l'”altro” accusandolo di “tirare la volata” è perfettamente inutile proseguire. Difronte ad un chiaro pre-giudizio l’unica cosa da fare è denunciarlo. Quando sparirà quel titolo ed ogni altra allusione e ci si limiterà a confutare la tesi di una persona con idee legittime, ma differenti dalla propria, allora si potranno fare dei progressi.

    Pubblicato da carlodelnero | novembre 16, 2008, 3:17 am
  6. Caro Del Nero,

    purtroppo lei non è informato a dovere….
    prima di pubblicare qualsiasi cosa ho cercato di chiedere spiegazioni, esponendo le tesi e argomentazioni che potrà leggere sul sito ma che sostengo da molto tempo (veda su Farmacia News di ottobre sulla rubrica posta che è stata gentilmente pubblicata), alla Sen.Poretti che attraverso la sua segreteria ha semplice risposto di essere “entusiaticamente favorevole alla legge Gasparri-Tomassini” e che avrebbe contestualmente proposto un ddl per permettere la vendita di tutti i farmaci anche alle parafarmacie.
    Il risultato dopo qualche mese è davanti a tutti: la sen. propone semplicemente l’eliminazione della riforma Bersani punto e basta.
    La sen. si è mai confrontata con le parti in questione? Ha cercato di capire la realtà della dispensazione del farmaco in Italia? Sa la Sen che se passasse la sua legge o quella proposta da Gasparri-Tomassini molti giovani farmacisti perderebbero il lavoro?
    Lo sa che con questo tipo di liberalizzazione non ci sono avuti casi di di aumento di malattie iatrogene e di consumismo farmaceutico? ( ci sono dati a testimoniarlo)
    Purtroppo no…purtroppo per la sen. il farmaco da banco è semplicemente un bene di consumo….questa è la verità e quindi si comporta di conseguenza. Se lei pensa che il farmaco sia un bene di consumo (cosa non accettata neanche dall’ANIFA cioè i produttori di medicinali da banco che sarebbero teoricamente interessati ad aumentare le vendite e basta) è libero di farlo come ogni persona è libera di pensare quello che vuole. La sen. si spieghi allora, dica perchè nelle liste in cui è stata eletta/nominata ci sono colleghi radicali che la pensano come la Bernardini, D’Elia, Bersani, Bubbico etc….che continuano a sostenere una delle liberalizzzioni che ha funzionato ( quella dei farmaci) soprattutto per la presenza del farmacista.
    E guardi che quello che le tesi che porto avanti in questa fase storica, non sono ne pro-D?Elia/ Bernardini ne Pro Gasparri-Poretti-Tomassini.
    Quello che propongo ora è che tutti i faramcisti titolari e non si guardino in faccia e guardino la realtà il sistema attuale è basato su:
    1)professionalmente sulla presenza del binomio farmaco-farmacista, cosa che approvo e difendo (la chiami pure pregiudiziale se vuole ma è una pregiudiziale basata su un oggettività tecnica ovvero il farmaco deve essere dispensato correttamente da un professionista e gli abusi vanno puniti)
    2) il mercato dei medicinali è basato sullo strapotere delle farmacie e su una piccolissima fetta di mercato in concorrenza (cosa positiva per me) di parafaramacie e corner GDO.
    3)Molti medicinali, a ricetta in Italia, sono senza ricetta nel resto d’Eurpoa ( si veda studi ANIFA in tal senso)e a meno che si sostenga che la fisiologia di francesi, tedeschi ed inglesi sia diversa da quella degli italiani per che non permettere che avvenga ciò in Italia avvicinandoci un pò di più in europa? Ne beneficerebbero subito i cittadini dato che aumenta la concorrenza e la possibilità di sconti limiterebbe lo strapotere monopolista delle farmacie (che Gasparri e Tomassini vorrebbero restaurare estendendolo agli alimenti speciali ed ausili sanitari, ritornando al bel tempo antico)ma eviterebbe la trasformazione dei medicinali in un bene di consumo una cosa che anche l’OTC non potrà mai essere.

    Attendo da lei ora delle argomentazioni……
    Saluti
    LM

    Pubblicato da Leonardo Marchitto | novembre 16, 2008, 10:44 am
  7. Caro Omnologos,
    le chiedo gentilmente di leggere gli articoli che ho gia scritto ad esempio:

    Farmaci senza farmacista, pdl Gasparri-Tomassini:“supermonopolio” per farmacie, iperliberismo per i farmacisti rurali, caos per la distribuzione intermedia.Dai farmaci senza ricetta ai “farmaci da drogheria” (..pigliate tre pastiglie… pigliate tutta a scatola …siente a mme.. )”

    oppure

    Parafarmacie come Alitalia: 5000 “Esuberi”

    Sono assolutamente disponibile comunque a rispondere poi a qualsiasi domanda.
    Grazie per l’interesse
    LM

    Pubblicato da Leonardo Marchitto | novembre 16, 2008, 10:54 am
  8. Caro signor Marchitto,
    “vorrei darle un bel voto, ma purtroppo è andato fuori tema” le dicevano così a scuola?
    Per me il tema rimane il TIRARE LA VOLATA, tutto il resto è noia…
    Se il titolo non le appartiene, semplicemente se ne dissoci e tutto il resto del messaggio acquisterà valore.
    In caso contrario resta una cosuccia molto “italiana”.

    saluti
    Carlo

    PS a me francamente di essere italiano m’importa poco, talvolta (spesso) mi fa vergognare ma nel complesso non mi da piacere né depressione.

    Pubblicato da carlodelnero | novembre 16, 2008, 4:11 pm
  9. Se le argomentazioni in genere la annoiano, se le motivazioni razionali di un’affermazione le sono indifferenti e non la stimolano ad un dibattito fra adulti, non so più cosa dirle.
    La saluto cordialmente.
    LM

    …p.s. io nonostante tutto sono contento di essere italiano e non mi vergogno (posizione secondo me comoda) però mi indigno e la sana indignazione è fonte di impegno e di voglia di cambiare le cose, quello che molte volte a noi italiani manca……ecco perchè siamo nella disperata situazione in cui siamo. Non crede? Penso di si, e vedrà che le nostre posizioni non sono poi tanto differenti (almeno spero!)

    Pubblicato da Leonardo Marchitto | novembre 16, 2008, 5:51 pm
  10. …la fiera dello svicolo

    Pubblicato da carlodelnero | novembre 17, 2008, 1:01 am
  11. Mi spiace dirlo, veramente dato che speravo di intavolare con lei una discussione nel merito, ma con garbo sono costretto( dai fatti) a dire che lo svicolatore è lei e le spiego perchè:
    1) le ho dato delle motivazioni argomentante di un affermazione
    2) dopo questo ho continuato a spiegarle le mie argomentazioni sulla questione
    3) lei ha continuato, nonostante questo, a non esporre il suo pensiero ma ha fare delle affermazioni non supportate ( e questo non è voglia di buttare all’aria il tavolo della discussione?)

    Sulle basi di ciò chi è lo svicolatore?
    Cordiali saluti
    LM

    p.s. attendo dopo 3 interventi di capire da lei il suo pensiero sul merito della questione, può avere la gentilezza di farcelo conoscere per cortesia?

    Pubblicato da Leonardo Marchitto | novembre 17, 2008, 10:00 am
  12. Gentile Omnologos,
    ha letto gli articoli che le ho indicato?
    Cosa ne pensa?
    Mi farebbe piacere sapere il suo pensiero.
    Grazie
    LM

    Pubblicato da Leonardo Marchitto | novembre 17, 2008, 10:06 am
  13. assolutamente no!
    Quello che penso sulla materia non è in questione, e neppure quello che pensa lei, al limite potremmo anche essere d’accordo (ma più probabilmente no), il punto che le ho posto era ed è sulla CORRETTEZZA nel dibattere (questa come qualunque altra materia). Volutamente non sono entrato nel merito perché mi interessano le premesse. Prima la civiltà, poi, se interessa, la discussione. Da questo lei continua a svicolare relegando a “secondario” tutto il resto.
    …mi dispiace, ma sono tosto anch’io.
    La questione del “tira la volata” è ancora tutta lì e le sue spiegazioni non hanno spostato di un millimetro il punto.
    Tira la volata significa a scelta o tutte insieme:
    – è in malafede
    – è un’utile idiota
    – ha un interesse personale
    …ed anche altro probabilmente.
    Queste non sono cose che si possono scrivere e poi fischiettare facendo finta di nulla.
    Io semplicemente voglio che lei ammetta che la sen. Poretti potrebbe anche semplicemente avere una opinione diversa dalla sua.

    …ma non credo che potrò ottenere tanto
    saluti
    Carlo

    Pubblicato da carlodelnero | novembre 17, 2008, 10:50 am
  14. Assolutamente no!
    non mi interessa argomentare alcunché perché il problema è altro. La mia opinione non conta, potrebbe anche essere uguale alla sua o probabilmente no, ma è irrilevante.
    Dire “tira la volata” significa:
    – ha un interesse
    – è un’utile idiota
    – è in malafede.
    Non si mette in conto che l'”avversario” possa semplicemente avere una opinione diversa.
    Lei è inamovibile su questo, io lo sono nell’evidenziarlo. Tutto qua. Siamno tosti tutti e due evidentemente.

    saluti
    Carlo

    Pubblicato da carlodelnero | novembre 17, 2008, 12:41 pm
  15. infatti vedo che l’inserimento dei messaggi non è più aperto…

    Pubblicato da carlodelnero | novembre 17, 2008, 12:42 pm
  16. Grazie dei titoli. Ho trovato un paio di link che penso siano quelli giusti

    Comunicato Stampa

    Parafarmacie come Alitalia

    Nel primo si dice che uno degli obiettivi della Gasparri-Tomassini e’ “eliminare lentamente le parafarmacie, permettendo la vendita di farmaci senza ricetta anche in assenza del farmacista e di conseguenza mettere in difficoltà le farmacie rurali che sarebbero le più vulnerabili all’attacco di tabaccherie, spacci alimentari, bar, edicole……..“.

    Nel secondo si dice che la stessa proposta “prevede di riportare sotto il controllo delle farmacie tutti i farmaci oggi venduti nelle parafarmacie, lasciando ai supermercati una quantità esigua di medicinali costituiti da un numero ridotto di unità posologiche, vendibili senza la presenza del farmacista e poste negli scaffali per il self-service.“.

    Non capisco ancora se il problema per la parafarmacie sara’ la nuova concorrenza dai tabacchini, o il nuovo monopolio per le farmacie.

    La critica alla proposta-Poretti invece menziona che “si tratterebbe di una cosa differente rispetto a quello che chiedono Gasparri e Tomassini” ma poi si dice che e’ “iper liberista” e che “il farmaco da banco ha senso solo se lo si inquadra nel concetto di ‘automedicazione responsabile’“.

    C’e’ dunque un bel po’ di confusione. Mettere insieme Poretti con Gasparri e Tomassini e’ una bella e ingiustificata forzatura. Lamentarsi che gli uni rafforzerebbeo il monopolio mentre l’altra e’ troppo liberista mi sembra un ulteriore modo per confondere le acque e praticamente dire di no a tutto “a prescindere”.

    Insomma ‘ste parafarmacie chiudono di qua’, chiudono di la’, un giorno tutte assieme, il giorno dopo un po’ alla volta. E la proposta quale sarebbe? Difenderle a ognicosto? E perche’? Se i farmaci sono senza prescrizione e uno se li prende quando vuole, forse non c’e’ bisogno di parafarmacie (voglio vederlo il farmacista che si rifiuta di vendermi l’aspirina…). Amen!

    Consiglierei in ogni caso di rivolgersi a qualcuno che parli l’itagliano, perche’ questi blog, e questi comunicati stampa, sono dannatamente ostici e spesso impervi a ogni capacita’ di analisi e comprensione.

    Pubblicato da omnologos | novembre 17, 2008, 1:21 pm
  17. Non è assolutamente bloccato nulla….mi scusi ma il programma ha un sistema automatico di blocco degli spam e ha scambiato i suoi come spam è capitato anche con altri utenti…..

    Vede….nessuno vieta alla Sen. Poretti di avere le sue idee, infatti appena qualche mese fa ha manifestato le sue sono andato direttamente alla fonte: ho chiesto a lei ( rappresentante di noi tutti e pagata da noi stessi) il perchè delle sue opinioni quali erano le argomentazioni e le motivazioni esponendo le mie.
    La risposta è stata quella che sa, una sua a collaboratrice mi ha risposto che con entusiasmo appoggerà la legge Gasparri……….” non una motivazione razionale, non una disponibilità al confronto con chi cittadino qualunque gli chiedeva le motivazioni e sperava in un confronto…..
    Le sembra corretto? Le sembra un comportamento democratico?
    Ho trovato più disponibilità anche da esponenti di AN e da altri rappresentanti del partito democratico, i primi anche se hanno diverse idee sono comunque disposti ad ascoltare le ragioni di altri……chi si chiude a riccio certo non sono io……
    Recentemente la Sen. è stata smentita dai suoi stessi compagni di partito il segretario radicale Casu, D’Elia, che hanno criticato la sua unilaterale presa di posizione….
    L’unica cosa che le posso dire è che da più parti sul web c’è chi crede che la sua posizione sia funzionale ai titolari di farmacia… legga qui
    Dichiarazione di Antonella Casu (segretaria dei radicali e di D’Elia:

    Fermo restando, ma è bene ricordarlo, che i parlamentari – anche o soprattutto quelli Radicali – agiscono secondo Costituzione senza vincolo di mandato, non condividiamo la proposta dell’ADUC, tradotta in disegno di legge da Donatella Poretti, volta ad abrogare la norma che prevede la presenza del farmacista per la vendita dei farmaci senza obbligo di prescrizione. Se a una ‘linea comune’ del partito sulla questione si può fare riferimento, è quella deliberata in passato dagli organi del movimento e che si è tradotta recentemente anche nella proposta di legge presentata alla Camera da Elisabetta Zamparutti e al Senato da Marco Perduca, proposta sottoscritta da tutti i parlamentari radicali, Donatella Poretti compresa. Tale proposta, elaborata in collaborazione con le organizzazioni dei liberi farmacisti, in sintesi, prevede la istituzione di un sistema parallelo di ‘farmacie convenzionate’ con il Servizio Sanitario Nazionale e di ‘farmacie non convenzionate’. In queste ultime, si propone sia consentita la libera vendita con possibilità di sconto, quantomeno, dei farmaci di fascia C, cioè quelli con obbligo di ricetta e non coperti dal SSN. Questa è la vera riforma che teme Federfarma, la potente lobby dei farmacisti titolari che con il primo decreto Bersani e la nascita delle parafarmacie, per la prima volta dopo mezzo secolo, ha visto intaccato, sia pur minimamente, il proprio fatturato e il proprio strapotere. Tant’è che la proposta Aduc-Poretti è anche la proposta di Federfarma, e gli va bene perchè gli farebbe prendere due piccioni con una fava: intanto, sarebbero costrette a chiudere le 2.600 parafarmacie (ma non i 215 ‘corner’ nei supermercati che non vivono di soli farmaci) che oggi gli fanno concorrenza e il cui fatturato rientrerebbe quasi tutto nelle farmacie convenzionate e, fatto ancora più rilevante in termini di potere e di fatturato, sarebbe definitivamente scongiurato il pericolo rappresentato, in prospettiva, dai liberi farmacisti e dalle ‘farmacie non convenzionate’ con possibilità di sconto, la cui nascita porterebbe di fatto a un aumento della pianta organica e a creare concorrenza, a vantaggio quindi del cittadino consumatore oltre che del bilancio della spesa sanitaria pubblica, oggi insostenibile. Il ‘sistema americano’ va bene, ma se si prende solo un pezzettino come, ad esempio, la vendita senza farmacista dei farmaci da banco, lo si colloca nell’attuale sistema e si tralascia il resto, cioè la liberalizzazione della professione di farmacista e, poi, la regolamentazione del sistema di vendita dei farmaci (con o senza obbligo di ricetta, convenzionati o non convenzionati), si rischia di ottenere esattamente l’opposto di un sistema liberale e anti-corporativo.”

    C’è scritto, e non lo dico io, che la proposta della sen. Poretti è anche la proposta di Federfarma…..
    Non so, legga si informi e poi tragga le sue conclusioni…..
    LM

    Pubblicato da Leonardo Marchitto | novembre 18, 2008, 8:46 am
  18. Gentile Omnologos,

    una semplice domanda: lei crede che io difendo un monopolio?

    Pubblicato da Leonardo Marchitto | novembre 18, 2008, 8:52 am
  19. Io non credo a niente in questa storia. Io mi chiedo cosa ci sia dietro tutta questa confusione. Il comunicato Casu-D’Elia che conoscevo gia’, ha semplicemente aggiunto alla mia confusione, pieno di affermazioni inspiegate.

    Sui problemi di comunicare con la Poretti non mi pronuncio (per esempio, ha un blog). E sul suo entusiasmo per Gasparri-Tomassini, saranno opinioni sue. Non c’entra con i punti di cui parlavo:

    * La proposta Poretti non c’entra con la Gasparri-Tomassini. Una va in una direzione, l’altra in un’altra (secondo lei, Leonardo). Sempreche’ io abbia capito qualcosa. Quindi che senso ha mischiarle, aumentando di nuovo la confusione?

    * Il linguaggio usato da tutti e’ “dannatamente ostico e spesso impervio a ogni capacita’ di analisi e comprensione”. Aumentando la confusione.

    * Quale sia il futuro migliore per la parafarmacie, non viene spiegato. Perche’ finiscano con il chiudere, e come, non viene spiegato. Perche’ dovremmo interessarcene, non viene spiegato. Alla fine, visto che le proposte liberiste e quelle monopoliste vengono messe nello stesso calderone, aumentando la confusione per l’ennesima volta, sembra che l’unica cosa da fare e’ lasciare lo status quo.

    un suo commento sara’ gradito

    Pubblicato da omnologos | novembre 18, 2008, 11:12 am
  20. Mi scusi Omnologos ma il commento era destinato a carlo del nero
    a lei risponderò a breve
    Grazie

    Pubblicato da Leonardo Marchitto | novembre 18, 2008, 11:31 am
  21. Gentile Omnologos:

    riconosco, che come tutte le cose nel nostro paese non è semplice ma provo a riassumere semplificando allo scopo di farla entrare per quanto possibile nella questione:

    1) il ministro Bersani nel 2006 ha avviato una politica nuova per il nostro scletotizzato paese, positiva, il decreto sulle liberalizzazioni nel quale , con molte difficoltà corporative si cercava di aumentare il grado di concorrrenza i alcuni settori economici del nostro paese tra qui quello dei farmaci
    2) il risultato è stato ( nel campo farmaceutico) sia pur timidamente limitato ai soli farmaci da banco un cambiamento radicale della visione della dispensazione dei medicinali: non importava il luogo dove avveniva (la farmacia ) ma a prescindere dal luogo dalla presenza di un professionista esperto o meno (cosa giusta). Sulla base di questo il libero mercato ha determinato in questi 2 anni la nascita di circa 2500 aziende chiamate in genere parafarmacie.
    PArlo di libero mercato perchè chiunque,e non solo farmacisti, possono aprire una parafaramcia.Quando parlo di timida riforma penso al fatto che liberalizzare solo i farmaci da banco ( il 10 % di tutti i faramci) è una riforma molto limitata però per la situazione italiana è vissuta come una rivoluzione dagli ambienti più retrivi e corporativi.
    3)la legge dice che per avviare una parafarmacia occorre solo: un reparto attrezzato allo scopo e un farmacista ( se avessi spazio e tempo di spiegarle cosa ci vuole nel nostro paese per aprire una farmacia capirebbe la portata rivoluzionaria del provvedimento Bersani.)
    4)l’on. D’Elia e i radicali nella scorsa legislatura si sono spesi, giustamente dico io, affinche la liberalizzazione divenisse totale, in quanto la laurea e l’abilitazione ad una professione sono già una garanzia per i pazienti, per cui ogni laureato dovrebbe avere la possibilità di fare liberamente la sua professione, altrimenti la laurea in faramcia potrebbbe essere data non alle prsone ma ai muri di una faramcia. Quello che ha ottenuto D’Elia ( ma poi che non è diventato legge perchè il governo Prodi è caduto) è che in un ramo del parlamento fosse approvato un ulteriore compromesso si ampliavano si i faramci liberalizzati ma solo quelli a totale carico dei cittadini (la fascia C o le ricette bianche) Le farmacie avrebbero avuto il monopolio di tutte le altre ricette.
    5)i titolari di faramcia hanno contrastato prima il decreto Bersani e poi opponendosi bloccandolo l’emendamento D’Elia.
    6) con il nuovo governo, e la nuova maggioranza, che vede la commissione sanità delle camere piena di rappresentanti dei titolari di farmacia, la faccenda è cambiata. I titolari attraverso la Gasparri-Tomassini, che vedono come fumo negli occhi un professionista che è fuori dalle mura della farmacia (la cui apertura è legata alla pianta organica) vogliono: a) lasciare alla libera vendita anche senza faramcista solo una risterttissima lista di confezioni di OTC starter (ovvero confezioni con poche unità pososlogiche), riportando tutto il resto dei SOP/ OTC ed omeopatici sotto il controllo monopolista della farmacia. Le risprmio le altre cose che sono presenti nel ddl che potrà leggere sul sito. (ecco perchè il ddl è corporativo)
    7)la Poretti vuole ora eliminare il farmacista per la vendita di tutti gli OTC e SOP ma senza il farmacista sostenendo che il farmaco da banco è un bene di consumo punto e basta.
    8) questo è sbagliato, come D’ELia e Casu ma manche Scajola, Bersani, Bubbico e molti altri sostengono , l’automedicazione esiste solo se è responsabile ( lo affermano anche i vertici delle aziende che fabbricano gli otc (ANIFA) che avrebbero tutto l’interesse a vendere di più i loro prodotti. Chi vive nel mondo del farmaco sà che non si può indurre il bisogno di una malattia come la voglia di uno yogurt al cioccolato. Per cui la via maestra è quella di aumentare il numero di medicinali da banco disponibili nei vari punti vendita alla presenza di un farmacista, (farmacia, parafarmacie e GDO) si segurebbe la via europea dove sono disponibili molte più medicine nei punti vendita, si eviterebbe di intasare i medici con ricette-timbro,e la concorrenza sarebbe garantita dato che tutti potrebbero aprire il punto vendita (giovani farmacisti, imprenditori di ogni genere, ec…)
    Spero di aver chiarito la questiuone
    Le sembra così irrazionale?
    Saluti.
    LM

    Pubblicato da Leonardo Marchitto | novembre 18, 2008, 1:27 pm
  22. dunque
    La Poretti ci vuol “liberare dal farmacista” mentre lei è un “libero farmacista”…

    Mi dispiace, ma continuo a ritenerle semplicemente due opinioni e mi spiace che non abbia voluto ripensare al “suo” titolo che allude inutilmente senza certo arricchire il dibattito.

    In tutta la mia vita ho avuto raramente bisogno del medico per fortuna, mai ho avuto bisogno di un farmacista se non nella veste di rivenditore.

    Vedremo in futuro…

    Pubblicato da carlodelnero | novembre 18, 2008, 5:46 pm
  23. Ma certo che sono due opinioni,è ovvio io non ho la pretesa di convertire nessuno, io offro le mie argomentazioni e motivazioni relative alle affermazioni.
    Purtroppo non ho ancora sentito una delle sue, non ho sentito una motivazione razionale dalla Senatrice, ammetto però che il partito di cui fa parte ha preso una posizione chiara che la smentisce.
    C’è un però: la senatrice Poretti (nominata dal PD-radicali nella commissione sanità del Senato)avrà il potere di maggioranza quando si deciderà della proposta Gasparri-Tomassini….ora dato che il PD (Bersani, Bubbico) e i radicali (Casu, D’Elia) dicono che le sue posizioni sono sbagliate, infatti la senatrice vuole semplicemente cancellare il decreto Bersani e la politica del PD sulle liberalizzazioni.
    Ma il PD che fa?
    Enrico Letta , ministro sanità ombra PD, che fà?
    Cosentino, sottosegretario ombra PD, che fa?
    Vedremo…
    LM

    Pubblicato da Leonardo Marchitto | novembre 19, 2008, 9:31 am
  24. La senatrice Poretti farà quello che coscienza le imporrà, come del resto la stessa Costituzione prescrive; Letta e Cosentino faranno (spero) altrettanto. Il PD se vagamente vorrà sembrare un partito democratico non farà assolutamente nulla (come giustamente non ha fatto per le farneticazioni della Binetti).
    La mia opinione è che la senatrice abbia ragione in linea di principio, quindi visto che al momento non vedo motivazioni forti per una politica di “opportunismo” piuttosto che di “opportunità” resto dalla sua parte. Le sue (di LM) argomentazioni non mi hanno convinto, ma essendo un laico liberale, sono pronto a cambiare idea in ogni momento, ma appunto devo essere convinto, al momento non c’è riuscito.
    La figura del (libero)farmacista “babbo” di tutti noi “poveri” consumatori non mi entusiasma ed anche il contrasto ed incompatibilità fra la proposta Poretti e la posizione “ufficiale” di Radicali Italiani mi sono sembrate un po’ tirate per i capelli. A parte il fatto che mi convince poco che vi sia una “posizione ufficiale di Radicali Italiani” visto che si tratta di “un partito delle libertà e non dell’appartenenza”(Stanzani).

    Per il resto prendo questo suo “Ma certo che sono due opinioni” come un riconoscimento dell’avversario e quindi per me va bene così.

    saluti
    Carlo

    Pubblicato da carlodelnero | novembre 19, 2008, 3:43 pm
  25. Caro Del Nero,

    ognuno di noi esprime le proprie opinioni…questo per me è scontato, quello che le doveva far capire fin dall’inizio che rispettavo l’opinione della Poretti ( ma la critico aspramente)era che quando è stata resa nota la notizia ho chiesto dierettamenta alla fonte le motivazioni razionali rispetto ( cio è la senatrice) e difronte ad un’associazione professionale la sua risposta è stata quella che sa.
    Mi scusi è qui invece che non si è avuto il rispetto, l’arroganza di non rendere conto a nessuno e dato che viviamo sulla terra e non nei cieli ( che vuol dire la “propria coscienza”? Esistono i cittadini, i partiti, le associazioni sociali, gli altri parlamentari ec…) la sen. Poretti non dovrà rendere conto all’ ADUC ma agli elettori e anche (perchè no) al prorio partito e al PD che l’ha nominata senatore. Se non fosse stato cosi lei non sarebbe in parlamento.
    Questa si chiama responsabilità, voglia di confronto e di discussione.
    Proprio quella che lei Del Nero, mi spiace dirlo nonostante ho cercato di argomentare a lungo le mie posizioni, lei non vuole.
    Purtroppo lei continua a non sostanziare le sue posizioni, dichiara in modo infantile di non volere un farmacista “babbo” che accompagni i consumatori e basta, crede forse che si vuole difendere un altro monopolio ma non riesce proprio a capire ( sarà pregiudizio?) che la proposta Poretti è il favore più grande a Federfarma e la GDO che si potese fare.
    Se analizzasse a mentefredda la situazione sa che questo difficilmente farà il bene dei consumatori.
    A proposito di queste ultime come mai solo l’ADUC è a favore del progetto Poretti mentre tutte le altre asscoazioni di consumatori si sono schierate a favore delle parafarmacie e della Bersani che la Poretti vuole cancellare?
    Forse perchè il decreto Bersani ha determinato la riduzone dei prezzi? Che dice?

    Infine dire quello che da detto in questo ultimo post “non mi ha convinto e basta” è sintomo di mancanza di argomentazioni che nascondono ( come dice lei) la “italica” furbizia del buttarla in cagnara, il dire ” sono pronto a cambiare idea ” ma non dare un contributo al dibattito mettendosi in gioco, è proprio quella malattia da cui, nonostante io sia “pro-Italia”, noi italiani dobiamo guarire.
    Come farmacista però devo dirle che “dicianmo così” per questa “malattia” non basta un farmaco da banco (che Gasparri-Tomassini vorrebbero riportare in farmacia) ma occorre un medicinale da prescrizione ma che, nn si sa perchè lo trova solo nella monopolista farmacia, cosa che la proposta Poretti non cerca di scalfire nemmeno.
    Cosa che invece Bersani, Casu, D’Elia, Inautti, Zamparutti, Bubbico, Silenzi e la quasi totalità delle associazioni dei consumatori vogliono cambiare……..lei “forse” no.
    Cordiali saluti
    LM

    Pubblicato da Leonardo Marchitto | novembre 20, 2008, 8:43 am
  26. I politici rendono conto a se stessi (coscienza è una parola italiana) ed agli elettori una volta ogni cinque anni …si informi! non devono rendere conto a partiti, associazioni o gruppi di potere. La Costituzione garantisce la loro libertà.
    Questo almeno nella sua amata Italia.

    saluti
    C.

    Pubblicato da carlodelnero | novembre 29, 2008, 1:58 am
  27. Mi scusi caro Del Nero ma non ci siamo…….

    Proprio perchè “i politici rendono conto a se stessi” siamo nella situazione in cui siamo in Italia.
    Sono d’accordo che rendano conto agli elettori…ma non solo ogni cinque anni ma sempre, devono rendere conto di ogni azione che fanno: questo è il principio della democrazia.
    L’errore di noi italiani è che non li incalziamo abbastanza…..
    Il rendere conto a se stessi o ogni 5 anni è, mi spiace dirlo, l’inizio del Bonapartismo politico in cui ci siamo infilati da circa 10-15 anni.
    Infine, il principio che lei spaccia come “conoscenza della Costituzione” potrebbe (e uso il condizionale) essere valido se ogni parlamentare italiano fosse stato scelto (con le preferenze per esempio) dai cittadini e non “nominato” dalle segreterie dei partiti o di qualche ras della politica…….
    Concludo: non crede che la costituzione garantisca insieme alla libertà anche la democrazia nel nostro paese? E la democrazia è partecipazione,confronto, discussione e sintesi per andare avanti e migliorare insieme….e non la parvenza coreografica di ciò che è stato già deciso….senza rendere conto se non al proprio comodo o contingenza….
    Saluti
    LM

    Pubblicato da Leonardo Marchitto | novembre 29, 2008, 4:41 pm
  28. …e va bene, allora continuiamo. I politici non possono rendere conto ai cittadini ogni 5 minuti, perché a volte devono prendere decisioni impopolari che solo nel tempo possono essere giudicate. Il fatto è che noi siamo abituati a parlare di “rappresentanti”, parola abominevole, mentre noi scegliamo i Governanti. Io ,da buon liberale e libertario non mi sento rappresentato da chicchessia, neppure dal migliore. Accetto però, perché necessario, di essere governato. Anche un amministratore di condominio nel suo piccolo governa, ma nessun condomino accetterebbe di doversi sentire “rappresentato” da lui. La partecipazione è importante, ma si manifesta in mille altri modi e con mille altri strumenti diversi dall’imbrigliamento del parlamentare di riferimento. Se poi una legge elettorale immonda, fatta per evitare la volontà popolare, ha creato questi “nominati” è un altro problema, anche perché la Costituzione non è stata cambiata ed i principi valgono anche se il sistema elettorale è cambiato. Valgono e varranno finché non si cambierà.
    Saluti
    CDN

    Pubblicato da carlodelnero | dicembre 5, 2008, 7:53 pm
  29. PS: ammetto comunque che su questo terreno la discussione si fa più interessante.

    Pubblicato da carlodelnero | dicembre 5, 2008, 7:54 pm
  30. ora basta !
    Togliere il farmacista ha solo un obbiettivo : il fallimento della liberalizzazione.
    La vera lotta non era su quelle 4 scatolette di otc e sop (davvero poche in italia), ma sulla professione poichè si toglieva il professionista dal suo inmpenetrabile gineceo-farmacia.
    La nostra professione è sempre stata per i più qualcosa di esoterico e poco conosciuto, soprattutto per i politici.
    In tal modo si sono potute attuare delle vere PORCHERIE al fine di tenere i dipendenti in condizioni di vera sudditanza.
    Stipendio ridicolo a fronte di oneri enormi (anche economici:enpaf, onaosi, ordine ed ecm),con la frottola fatta bere ai più che milionari in euro come i titolari non potessero garantire paghe in linea con una delicatissima professione sanitaria.
    Lo sanno, i signori in commissione sanità, che fino a qualche mese fa prendevamo 1.250 al mese?
    Con corsi,enpaf e ordine a nostro carico?
    Con gli scatti non riconosciuti da una farmacia all’altra?
    Senza articolo 18?
    Con un preavviso di 90 giorni (eccezzione nel mondo del lavoro)per le dimissioni?
    Con le classi concorsuali della SIS chiuse specificatamente?
    VERGOGNA PER TUTTI DESTRA SINISTRA CENTRO SOPRA E SOTTO!!!
    La liberalizzazione ha fatto vedere che non è la farmacia a fare il professionista, ma il contrario.
    Ora i caporali non possono più pescare nel mare magnum dei disoccupati facendo il bello e il cattivo tempo.
    ORA DEVONO CONTRATTARE PERCHè è STATO ALZATO IL VELO!
    Questo è punto principe, il resto sono bugie o illusioni.
    Togliere il farmacista e portare le confezioni starter (che NESSUNA azienda produrrà mai) serve solo a riportare il laureato in quell’unico alveo e nascondere al mondo che moltissimi sfortunati sarebbero ottimi anche fuori dalla gilda.
    Inoltre, tutte le case di cosmesi, integratore etc del canale farmacia hanno già detto che senza farmacisti non daranno nulla(altro bubbone da far esplodere)ecco perchè la gdo si è subito morsa la lingua sul ddl gasparri tommasini.
    Se volete saperne di più rispondete qui e abreve lascerò una mail, ma tanto i colleghi sanno già che è cosi!!!

    Pubblicato da lollo | febbraio 9, 2009, 10:13 pm
    • E nei piccoli centri dove esiste una farmacia rurale sussidiata che effetti avrebbe la liberalizzazione?
      Non si parla di Roma, Milano ecc…ma paesi con 1000 abitanti dove oltre alla presenza di una farmacia, sono state aperte 2-3 parafarmacie (ovviamente con la speranza che possano diventare altro).
      Se diventeranno altro o no…..in un paese di 1000 abitanti non si avrà nulla di positivo perchè
      1) tre parafarmacie diventate farmacie porterebbero quasi al fallimento di tutte e tre mettendo a rischio il servizio .

      2) le parafarmacie, rimanendo tali, avrebbero guadagni molto bassi da non garantire nulla!

      A MIO PARERE TUTTO DOVEVA RIMANERE COME PRIMA ED EVENTUALMENTE AUMENTARE IL NUMERO DI FARMACIE IN QUALCHE CITTà IN ESPANSIONE.

      Pubblicato da Gimmy | novembre 19, 2009, 12:30 pm

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