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Il farmacista in parafarmacia e GDO ha la stessa dignità degli altri farmacisti

Si riporta la risposta al post inviato al sito da “Genus”

Gentile Genus,
se è profondamente d’accordo con il ddl Gasparri-Tomassini lei è per:

1)l’eliminazione del binomio farmaco-farmacista, cioè accetta da farmacista presumo, che non farmacisti possono dispensare farmaci sia pur in confezione starter. Lei è quindi per una riduzione degli ambiti professionali del farmacista in quanto per alcune molecole e dosaggi i prodotti sarebbero equiparati di fatto a prodotti da mass market. Io e molti altri (l ANIFA, la FEF, l’ANPI, MNLF e circa il 76% della categoria(vedi sondaggio di Farmacia News n° settembre) crediamo che il farmaco OTC e SOP non potrà essere mai quello che non può essere e cioè un prodotto da mass market: lei pensa che si possa indurre la “voglia di mal di testa” come una voglia di uno yogurt alla fragola?

2)per tali motivi i Presidi dovrebbero essere contro alla proposta scellerata di Gasparri e Tomassini, la facoltà di farmacia italiana non può accettare questa riduzione dello spazio d’azione del laureato in Farmacia e CTF. Se lo accetterà cesserà di essere una facoltà di farmacia aperta a tutti ma si trasformerà tristemente (anche come numero di sedi visto che le paghiamo tutti con le tasse) in Istituto Professionale Superiore per Familiari e Titolari di Farmacia (IPSFTF). Inoltre la laurea potrebbe non essere conseguita dalla persona ma la si potrebbe dare direttamente ai muri della farmacia stessa.

Adesso vengo alle sue critiche in dettaglio: lei si preoccupa di ” vedere il farmacista di parafarmacia o di GDO come semplice distributore automatico di scatolette”

– Primo è noto da indagini e trasmissioni televisive che molti farmacisti fanno anche di peggio…vendono senza ricetta farmaci con ricetta obbligatoria, e non parlo di ricetta ripetibile (ed è grave verso la professione e la gente) ma anche di ricette non ripetibili….mi riferisco a farmacie come ha documentato con tanto di filmati Striscia la Notizia oppure la FOFI che ogni tanto invia giustamente circolari(se vuole le do i numeri dei documenti) per richiamare appunto all’Ordine molti faramcisti(?) sbadati diciamo così.
– Secondo è proprio la proposta di Gasparri (che lei profondamente appoggia) che invece favorirà la crescita dei distributori automatici per la vendita di farmaci da banco esautorando professionalmente il farmacista

Lei si preoccupa del fatto che ” in farmacia si possono preparare le le medicine e non è possibile farlo in parafarmacia o GDO” giusta critica alla Bersani, secondo molti infatti è stata molto prudente, si proponga allora che per le parafarmacie e Coner GDO (dove è obbligatoria la presenza di un farmacista abilitato le ricordo) che rispettano i criteri dei laboratori galenici delle farmacie e dopo ispezione delle autorità sanitarie, possano esere allestite tutte le preparazioni galeniche sia con ricetta che non.

Lei afferma che “che i farmacisti sono richiestissimi nelle industrie farmaceutiche e che il lavoro presso l’industria farmaceutica garantisce punteggio a chi voglia fare un concorso” ma è perfettamente sicuro di ciò si è documentato bene? Lo sa che il ministro Scajola ha appena convocato un tavolo sulla ” farmaceutica” che dovrà affrontare l’esubero di molti dipendenti dell’industria farmaceutica di cui molti informatori? Lei lo sa che i famosi punteggi conteggiabili per chi lavora nell’industria sono sostanzialmente ad appannaggio del solo direttore tecnico e non ad esempio per ricercatori sui farmaci (farmacisti e CTF) e responsabili di controllo qualità?(farmacisti e CTF).Cioè chi fa il lavoro piu “farmaceutico” di tutti non ha valore per la farmacia…..le pare giusto o non le sembra una logica dettata dal corporativismo? Lei lo sapeva questo?

Infine conclude con “LAVORARE IN UNA PARAFARMACIA, oltre a non essere per nulla professionale, NON GARANTISCE ALCUN PUNTEGGIO!!”, bene allora appoggi un emendamento alla Gasparri che preveda per i titolari e collaboratori di parafarmacia e GDO una valutazione di punti adeguata a tale lavoro…

Come vede le sue affermazioni hanno poco fondamento.
Saluti
LM

—————————-

Il post di geunus ::Ottobre 15, 2008 a 5:08 pm

sono profondamente d’accordo con il ddl gasparri. La liberalizzazione attuata da bersani non ha fatto altro che denigrare la figura del farmacista, più volte ormai chiamato commesso. E’ una vera tristezza vedere laureati fare scontrini a raffica e dispensare farmaci nella frenetica atmosfera degli acquisti nei grandi supermercati. Sono per il binomio farmaco-farmacista ma sarei ancora di più per il trinomio farmaco-farmacista-farmacia. Non va, a mio avviso, trascurato il ruolo che il farmacista ha come preparatore dei medicamenti, cosa che non si fa in una parafarmacia nè tantomeno in un corner gdo. I presidi delle facoltà di farmacia italiane dovrebbero essere favorevoli a questo decreto, in quanto l’università per prima forma professionisti che nessun docente vorrebbe vedere dietro un banco ad essere semplicemente distributori automatici di scatole. In farmacia il laureato ha la possibilità di preparare le medicine, di mettere in campo le proprie competenze acquisite durante gli studi. Per quanto attiene al presunto sistema corporativo, vorrei ricordare che i pubblici concorsi per l’assegnazione di sedi farmaceutiche esistono ancora.E’ chiaro che un neolaureato non potrà ambire ad una farmacia nel pieno centro di Milano, ma semmai iniziare a lavorare con una farmacia rurale.I concorsi per le farmacie rurali favoriscono i giovani al di sotto dei 40 anni. E’ un settore in cui si fa carriera in questo modo e chi ha la possibilità può contare nelle numerose farmacie in vendita soprattutto nel nord del paese. E poi….diciamo la verità…Chi investe sulle pararafarmacie è qualcuno che già ha un lavoro alle spalle nel settore farmaceutico e se ne sbatte di tutelare la figura professionale del farmacista e ragiona con una logica di profitto. Per tale motivo un neolaureato in farmacia deve ,a mio avviso, uno tutelare l’immagine di una professione utilissima alla società, due adoperarsi per riuscire a vincere una sede farmaceutica, potendo poi svolgere il lavoro per il quale ha studiato per cinque faticosi anni. Ricordo , inoltre, che i farmacisti sono richiestissimi nelle industrie farmaceutiche e che il lavoro presso l’industria farmaceutica garantisce punteggio a chi voglia fare un concorso. LAVORARE IN UNA PARAFARMACIA, oltre a non essere per nulla professionale, NON GARANTISCE ALCUN PUNTEGGIO!!

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Discussione

Un pensiero su “Il farmacista in parafarmacia e GDO ha la stessa dignità degli altri farmacisti

  1. Le farmacie come le licenze dei taxi non dovrebbero essere oggetto di scambio, non si dovrebbero nè ereditare nè vendere, quando un farmacista si stufa di lavorare dovrebbe riconsegnare la farmacia allo Stato che la dovrebbe poi mettere a concorso e consegnarla al farmacista più preparato non al più ricco. Federfarma è d’accordo ?

    Pubblicato da aldo | novembre 3, 2008, 6:43 pm

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