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Farmaci senza farmacista, pdl Gasparri-Tomassini:“supermonopolio” per farmacie, iperliberismo per i farmacisti rurali, caos per la distribuzione intermedia.Dai farmaci senza ricetta ai “farmaci da drogheria” (..pigliate tre pastiglie… pigliate tutta a scatola …siente a mme.. )”

Renato Carosone "....pigliate na pastiglia siente a mme...pigliate tutta a scatola siente a mme"

Renato Carosone " ...pigliate tre pastiglie siente a mme.....pigliate tutta a scatola siente a mme..."

In fondo c’era d’aspettarselo se il ministro della Salute e Walfare Sacconi dice che “ non vede la necessità della presenza del farmacista nella distribuzione dei farmaci da banco” (alla faccia di quelli che studiano e insegnano nelle facoltà di Farmacia) qualcuno doveva pur tramutare in progetto di legge questa idea diciamo così “strana”.

L’accoppiata è composta da due senatori del PDL Gasparri e Tomassini (presidente della commissione Sanità Senato) che hanno presentato il pdl “ disposizioni…normative in materia di medicinali ad uso umano e di riordino dell’esercizio farmaceutico ” n° 863 del 1° luglio 2008.

Si tratta di 9 articoli, molto sibillini in pieno stile prima repubblica e forse frutto di accordi sottobanco tra GDO e Federfarma, con il silenzio complice della FOFI.

Gli articoli sono tutti indirizzati a:

1. rafforzare il monopolio delle farmacie sui farmaci, presidi e prodotti sanitari

2. distruggere la concorrenza delle parafarmacie, permettendo la vendita di farmaci senza ricetta anche in assenza del farmacista e di conseguenza mettere in difficoltà le farmacie rurali che sarebbero le più vulnerabili all’attacco di tabaccherie, spacci alimentari, bar, edicole……..

Ma vediamo nello specifico quali sono gli strumenti ipotizzati per l’attuazione di questo obiettivo.

1) Rafforzamento del monopolio delle farmacie su farmaci e prodotti sanitari

L’articolo 1 comma 1 parla chiaro “ …..la distribuzione sul territorio delle specialità medicinali è riservata alle farmacie aperte al pubblico……” cioè si ribadisce il monopolio tranne per i farmaci SOP e OTC (si veda il punto 2 successivo)

Il comma 2 dello stesso articolo crea la prima parte del “supermonopolio” per le farmacie e cioè “…la distribuzione dei presidi medico- chirurgici, prodotti sanitari, alimenti speciali e di ogni altro prodotto parafarmaceutico…. (che non hanno bisogno di ricetta medica in quanto non farmaci , per giustificarne l’erogazione da parte del SSN ..ndr) …. è riservata in via preferenziale alle farmacie……”

Ma perché? Quale è l’esigenza “sanitaria” di questo ulteriore supermonopolio?

Perchè non porre sullo stesso piano anche gli altri esercizi commerciali e parafarmacie da convenzionare con il SSN, come hanno già fatto per i prodotti per celiaci le regioni Campania, Emilia-Romagna, Friuli ed Umbria ?

Vediamo la seconda parte del “supermonopolio

L’articolo 1 comma 11 punto a) dice “ ..il numero delle farmacie è stabilito in modo che vi sia una farmacia ogni 4000 abitanti………….nei centri abitati con popolazione residente superiore al 100.000 il numero delle autorizzazioni può essere aumentato del 10 %……….le regioni possono emanare norme che prevedano, per il 10 % delle farmacie istituite in deroga ai criteri di revisione ordinaria…….…il collocamento delle farmacie all’interno di grandi strutture commerciali con superfice di vendita superiore ai 10000 metri quadrati o con affluenza media superiore alle 5000 unità giornaliere…….”

Considerazioni:

a) norme farraginose quelle proposte, che ritoccano solo di poco la pianta organica in vigore (una farmacia ogni 5000 per comuni fino a 12.500 abitanti, per il resto una farmacia ogni 4000 abitanti) generano burocrazie regionali e una montagna di ricorsi, sospensive….. tanto che sono frequenti le sanatorie e il blocco ormai sistematico delle procedure di concorso per nuove farmacie………proprio quello che serve per garantire nei fatti il supermonopolio.

b) la frammentarietà delle norme proposte continua con la parte finale del comma 11 punto a)… vediamo in pratica come funzionerebbe il meccanismo aggiuntivo del 10 % di farmacie suppletive da aprire anche nei centri commerciali con superficie superiore a 10000 metri quadri.

Dal sito www.federdistribuzione.it che raggruppa le maggiori aziende della GDO si apprende che al 2007 in Italia sono presenti circa 112 ipermercati (con superficie superiore a 8000 metri quadri) quindi di cosa si parla? Praticamente di nulla…………… è una norma che non ha attinenza con la realtà delle cose, puro esercizio teorico, fumo negli occhi da esibire come concessioni “liberali” ai non esperti di settore farmaceutico e “far finta di cambiare tutto per non cambiare nulla”……

Anche se si volesse indicare in 8000 metri quadri il limite per l’istituzione di nuove farmacie nei centri commerciali…si tratterebbe alla fine di istituire farmacie (dopo trafila di leggi e delibere regionali) in una parte dei 112 ipermercati …( forse 20- 30 farmacie negli iper in tutta Italia !)

Come e chi definisce un “…affluenza media superiore alle 5000 unità giornaliere….” in un ipermercato? Lo misurano i funzionari delle ASL?

Continuiamo con la descrizione della terza parte del supermonopolio: il rafforzamento del criterio geografico della distribuzione territoriale a favore delle farmacie già aperte.

L’articolo 1 comma 11 punto b) dice “…. .la distanza minima da soglia a soglia misurata tra la via pedonale più breve tra le farmacie di uno stesso comune non può essere inferiore a 500 metri………nei centri con popolazione residente superiore ai 100.000 abitanti può essere ridotta sino a 300 metri……” (attualmente il limite è fissato a 200 metri o a 3000 metri se la farmacia è stata aperta con il criterio della distanza)…..

Una precisione maniacale, che a confronto i legislatori Bizantini erano dei campioni di liberalismo e semplicità……

2) distruggere la concorrenza delle parafarmacie e creare difficoltà ai farmacisti rurali, permettendo la vendita di farmaci senza ricetta anche in assenza del farmacista.

L’articolo 1 comma 5 recita “…….per i farmaci non soggetti a prescrizione medica attualmente suddivisi in farmaci da banco (OTC) e farmaci senza obbligo di prescrizione (SOP) è prevista una ulteriore categoria che comprenda i farmaci previsti dal comma 6…….

Il comma 6 indica sostanzialmente le modalità con cui va definita la lista di questi fantomatici farmaci del comma 6 appunto (i farmaci da drogheria?)

Il comma 6 continua “ ……possono essere venduti……….senza obbligo della presenza di un farmacista……”

Un articolato iperliberista, senza senso, che ad un’analisi attenta determinerebbe nei fatti:

a) la distruzione e chiusura delle parafarmacie ma anche l’erosione dei fatturati delle farmacie rurali già in difficoltà e più sensibili alla concorrenza di tabaccai (accoppiata farmaci-sigarette), edicole, spacci alimentari e bar (accoppiata farmaci-alcool, Happy hours “Alkaseltzer”? )

b) difficoltà, per la distribuzione intermedia dei medicinali, che si è appena riorganizzata per la distribuzione capillare e quotidiana a farmacie e parafarmacie e che dovrebbe servire, pena un probabile ricorso antitrust, anche la miriade di nuovi punti vendita prima citati. Una stima? I tabaccai in Italia sono circa 48000 (fonte FIT Federazione Italiana Tabaccai, http://www.tabaccai.it ) se si considera un 10 % dei negozi siamo già a 4800 potenziali punti vendita……se si sommano anche % minime ricavate per edicole, spacci alimentari e i bar……….ci sono i numeri per far collassare da un giorno all’altro la distribuzione intermedia dei farmaci che invece tende ad una semplificazione e standardizzazione massima.

c) ultimo, ma non meno importante, acquisti di prodotti senza indicazioni e consigli di esperti per l’uso di farmaci, si consideri che nei farmaci da banco sono presenti prodotti a base di cortisonici, antibiotici, antimicotici, antivirali, spasmolitici, anestetici locali, prodotti per bambini e lattanti……cosa potranno rispondere i futuri venditori dei “farmaci da drogheria” ad una richiesta di modalità di assunzione dei farmaci che vendono?

Forse risponderanno imitando Renato Carosone “…..pigliate ‘na pastiglia siente a mme …..,pigliate due pastiglie, pigliate tre pastiglie… pigliate tutta a scatola …siente a mme …..”

Leonardo Marchitto

vedi testo progetto di legge

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Discussione

8 pensieri su “Farmaci senza farmacista, pdl Gasparri-Tomassini:“supermonopolio” per farmacie, iperliberismo per i farmacisti rurali, caos per la distribuzione intermedia.Dai farmaci senza ricetta ai “farmaci da drogheria” (..pigliate tre pastiglie… pigliate tutta a scatola …siente a mme.. )”

  1. questo ci fa riflettere che noi farmacisti non titolari siamo la categoria meno tutelata(senza peccare di vittimismo) d italia.cmq leonardo sto postando il tuo articolo in molti forum di studenti di farmacia per sensibilizzarli..pare che c è recittivita’ e curiosita’!!!
    cmq spero che chi ci rappresenti riesca ad avere AGGANCI politici forti,questa è l unica cosa per sconfiggere il monopolio farmacia-farmaco=federfarma, piuttosto che lagnarsi su un sito..altrimenti siamo da capo a dodici!!

    Pubblicato da gianni | settembre 16, 2008, 8:52 pm
  2. Ho letto con molta attenzione l’analisi del ddl Gasparri/Tomassini fatta da Leonardo e condivido in pieno le sue riflessioni e preoccupazioni. Dal commento di Gianni però traspare la solita impotenza di fronte al gigante e la solita vana speranza di potere avere un aggancio politico forte che ci dia una mano. E’ proprio questo modo di vedere le cose che ci fa ritrovare nella stessa situazione di 50 anni fa, o forse peggio. Io ritengo vada fatta un’analisi più pragmatica del nostro essere: E’ chiaro che dietro tutte queste manovre ci sia federfarma in maniera palese. E’ legittimata a farlo, è un sindacato!!! Ma c’è anche la manina subdola di FOFI che dovrebbe essere legittimata per il contrario e per curare la professione del farmacista. Andiamo al dunque: il consiglio nazionale della FOFI è costituito dai presidenti degli ordini provinciali. Perchè non pensiamo di cambiare questi presidenti e provare a farci rappresentare da un presidente non titolare? Ne abbiamo tutti i numeri, se andassimo tutti a votare compatti i consigli degli ordini sarebbero diretti da colleghi non titolari che certamente saprebbero occuparsi meglio della nostra professione, e a comporre il consiglio nazionale della FOFI ci sarebbe una grossa componente non titolare che non presterebbe il fianco a federfarma nei suoi loschi traffici ultramilionari e che certamente sarebbe propositiva verso le istituzioni di una legislazione a misura di farmacista e non di farmacia. Svegliamoci collegi, questo può e deve essere il nostro “risorgimento”, fra qualche settimana rinnoveremo i consigli direttivi degli ordini; organizziamoci perchè i numeri sono dalla nostra parte.
    Tino
    Tino

    Pubblicato da Tino | settembre 21, 2008, 8:47 pm
  3. Sono d’accordo con Tino, la partecipazione alle elezioni dell’Ordine è fondamentale, per far capire ai titolari che tutto non pùò tornare come prima…che le liberalizzazioni volute da Bersani non possono essere eliminate con una controriforma che metterebbe sul lastrico 5000 colleghi e eliminerebbe per sempre il legame farmcista farmaco….un vulnus nella professione di cui si macchierebbe Federfarma con il silenzio colpevole della FOFI…….

    Pubblicato da Leonardo Marchitto | settembre 22, 2008, 1:18 am
  4. Sono un neolaureato in farmacia, potrete immaginare il mio avvilimento, ci prendono in giro, da un lato esami, abilitazioni, ordini, corsi ECM, dall’altra dicono che non serviamo, le associazioni di consumatori sarebbero felici di lasciare migliaia di laureati disoccupati per avere degli sconti (così dice l’ADUC).
    Ma questo decreto non può fare in modo che i consumatori abbiano dei prezzi migliori, vuole solo aiutare degli imprenditori “morti di fame” che vorrebbero vendere farmaci senza investire in personale competente in grado di descrivere la posologia e le accortezze d’uso dei prodotti.
    Se lasciare degli anziani con la pressione alta e l’ulcera davanti ad uno scaffale con delle aspirine effervescenti è progresso, mi pare l’ennesima americanata che nulla ha a che vedere con la tutela della salute dei cittadini, forse direi che tutela i monopoli persistenti dando ai consumatori uno specchietto per le allodole per ritardare le liberalizzazioni più consistenti che noi attualmente non titolari (o titolari di parafarmacie) chiediamo.
    I consumatori dovrebbero avere l’amor proprio di esigere un farmacista dove ci sono farmaci, non accontentarsi della Coop e lottare con noi per andare avanti!

    Pubblicato da Paolo | settembre 28, 2008, 2:43 am
  5. giusto paolo,ricorda anche che gli studenti preferiscono pensare agli esami invece di “lottare” fin da subito contro quello che li aspetta fuori!!!e farmacia ha questo triste primato!!!!

    Pubblicato da massimiliano | settembre 28, 2008, 5:19 pm
  6. Cari Paolo e Massimiliano,
    la cosa più semplice è protestare!Come?
    Inviare il matriale che vienme messo a disposizione sul sito alle persone direttamente interessate, amici,colleghi, ma anche ai deputati e senatori della commissione sanità del Senato http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Commissioni/0-00012.htm
    li, troverete tutti i link ai vari senatori che dovrebbero(speriamo mai)devidere la vita o la morte delle parafarmacie
    LM

    Pubblicato da Leonardo Marchitto | settembre 28, 2008, 5:58 pm
  7. Gianni, i lavoratori meno tutelati del mercato sono quelli che raccolgono i pomodori nei campi al sud, o altri tipi di lavoratori a cui non vengono garantite le minime condizioni salariali, non certo i Farmacisti non titolari.
    Hai ragione, meno vittimismo, ma non invocare Poteri Forti chevi proteggano, perchè sareste come i Piloti dell’Alitalia (e non lo siete).

    Ugo Bertolotti
    Non Titolare
    Non Farmacista
    Ma spesso presente in Farmacia

    Pubblicato da Ugo Bertolotti | ottobre 5, 2008, 12:05 pm
  8. Cari colleghi, sono giovane (26 anni), neo laureato ma già candidato per il Consiglio dell’ordine e pratico di politica; non ho farmacie nel parentado!

    L’unico modo per bloccare la legge è colpire l’associazione titolari e l’ordine, facendo una serrata delle loro sedi, bloccandogli l’accesso alle riunioni e costringendoli a star dalla nostra parte. Loro metteranno i soldi e ci danno lavoro, ma noi siamo almento cinque volte tanti e spesso senza noi dipendenti loro non sanno accendere neanche un pc!
    Colpiamoli nelle loro tasche, facciamogli paura, e allora si i politici avranno paura di noi e dovranno ascoltarci!
    Non sto parlando di rivoluzione proletaria o di quei moti tipici del comunismo contro il padrone, ma di far sentire la nostra voce, far sapere che noi li rispettiamo e lavoriamo con piacere per loro, ma che senza di noi loro sono zero e che quindi se vogliono ancora guadagnare devono difenderci!

    Pubblicato da Riccardo Pedergnani | marzo 4, 2009, 4:14 pm

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