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I produttori di farmaci da banco (ANIFA) : “medico e farmacista utili per la diffusione della cultura dell’automedicazione”

“…..Il medico, sempre più consapevole del proprio ruolo professionale, e il farmacista, impegnato a sviluppare un servizio ad alto valore aggiunto, restano, a nostro avviso, i punti di riferimento privilegiati per la dispensazione dei farmaci e, in questo senso, il nuovo scenario rappresenta un’occasione da cogliere per rilanciare quello spirito di collaborazione indispensabile per l’implementazione di un nuovo approccio al farmaco senza obbligo di prescrizione…..”.

 

Con questa affermazione presente nel comunicato stampa relativo alla presentazione dell’Osservatorio 2008 sull’ automedicazione i produttori di medicinali da banco dicono la loro in modo autorevole e chiaro.

 

La centralità dei professionisti (medici e farmacisti) quali figure cardine per la consulenza nell’uso dei medicinali senza ricetta risulta in questo modo ribadita ancora una volta da recenti ricerche.

E’significativa l’indicazione del professionista e non del luogo dove avviene la consulenza (non si parla di farmacia ne di studio medico infatti) chiaro sintomo che una visione moderna del mercato farmaceutico nell’ OTC necessita di figure esperte per un reale successo.

 

Tale considerazione è avvalorata da un altro dato che emerge dalla ricerca effettuata e cioè “Più del 70 % del pubblico italiano è interessato ad accrescere il proprio bagaglio informativo con finalità chiaramente orientate a incrementare la propria competenza nella gestione dell’automedicazione…”

Ora domandiamoci quale può esssere il luogo elettivo oltre dove è possibile incrementare questo bagaglio informativo che chiede il pubblico?

Ovvio: un negozio specializzato nella vendita di farmaci senza ricetta e cioè le parafarmacie e i corner GDO.

 

E’ chiaro che le affermazioni dell’ANIFA prima citate aprono di fatto alla richiesta di distribuzione più o meno selettiva di SOP e OTC solo ai punti vendita con personale esperto (il farmacista).

Chi lavora nel campo farmaceutico (gli industriali del farmaco ad esempio) sa perfettamente che questo mercato non è esattamente come quello alimentare…..non si potrà mai indurre un consumismo di farmaci…l’istinto personale lo impedisce.

Forse si potranno buttare farmaci che non si pagano…ma quelli che si pagano sicuramente no.

Per questo paradossalmente la gente pretende di sapere di più sull’ OTC (dato  che in parte protagonista nella scelta rispetto al farmaco da prescrizione dove tutto è delegato al medico…….” tanto ci pensa lui…”

LA GDO è consapevole di ciò?

 

Che senso ha, se non quello del bieco interesse immediato e spiccio, eliminare il farmacista dalle parafarmacie/corner GDO?

 

Leonardo Marchitto

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