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Canale parafarmacie/corner GDO:il farmacista necessario per una strategia di sviluppo moderno

Dai dati presentati presenti nell’ “L’osservatorio sull’automedicazione 2008 dell’Anifa (produttori di medicinali di automedicazione).
emerge è che a soli due anni della riforma Bersani sulla vendita dei farmaci senza ricetta in parafarmacie e supermercati il “fuori farmacia” ha già conquistato già il 5,5 % del mercato con un piccolo sorpasso delle parafarmacie indipendenti (oggi: 3,2% nel 2007 1,4%) rispetto ai corner salute della GDO (oggi 2,3% 2007: 2,1%) sorpasso fisiologico se si considera che il numero delle prime è notevolemente superiore ai corner GDO.
Un altro date che emerge è che ormai il tanto paventato “consumismo farmaceutico” da alcuni settori contrari alla riforma Bersani non c’è stato, sintomo che la stessa ha colpito nel segno: i prezzi sono diminuiti, le persone dopo le prime curiosità si sono fidate, l’affidabilità del servizio è stata garantita. Non è irrazionale dire che forse quella dei farmaci senza ricetta fuori dalla farmacia ( e direi io con il farmacista) è una di quelle che ha funzionato.
Quello che servirebbe ora è rafforzare il “canale parafarmacie” (indipendenti e corner) per farlo crescere e diventare un competitor valido verso quello tradizionale delle farmacie.
Quindi diciamo così, dopo i primi entusiasmi e le tendenze positive ( incremento di quote di mercato) occorre analizzare le linee di fondo per consolidare tale canale con giovamento di tutti: aziende farmaceutiche, GDO, parafarmacie.
Per fare questo però occorre capire che cosa vuole il cliente, e in questo caso una ricerca condotta dal Censis nel 2007, cioè qualche tempo dopo la riforma Bersani, è sicuramente utile, vediamo i dati significativi
a) il 61 % dei cittadini intervistati ritiene che vendere farmaci OTC in luoghi diversi dalle farmacie sia una scelta condivisibile;
b) l’81% degli intervistati sostiene che gli OTC non devono essere venduti senza che vi sia un farmacista capace di dare i consigli adeguati
c) oltre il 60% degli intervistati pensa che nei canali alternativi (parafarmacie/corner) debba essere garantita un’offerta di prodotti simile a quella delle farmacie
d) il farmaco non può essere assimilato ad altri prodotti di mass-market
In base a tali risultati le azioni più adeguate per sostenere il nuovo canale dovrebbero essere:
1)occorre aumentare il numero di specialità farmaceutiche vendibili nelle parafarmacie/corner. (risposta alle esigenze dei punti ai punti a,c)
A tale proposito il tentativo di concedere la fascia C ( presente nella terza lenzuolata Bersani) è fallito perché in Italia, nell’attuale situazione di interessi cristallizzati, rompere il legame ricetta – farmacia è poco fattibile. Mentre è più realistico seguire quello che l’ANIFA propone ormai da molti anni e che ormai è maturo (come dimostrava l’emendamento Banti alla terza lenzuolata) effettuare lo switch di farmaci che all’estero (UK,Olanda,Svezia,Francia ec….) sono già venduti senza ricetta altrimenti bisognerebbe dimostrare che britannici, olandesi e francesi hanno una fisiologia diversa dagli italiani.2)riorganizzare e qualificare sempre più le parafarmacie e i corner secondo quello che richiedono i clienti (risposta alle esigenze dei punti ai punti b,d)

 

Domandiamoci: la liberalizzazione Bersani avrebbe avuto successo ( ci sono dati che lo dimostrano) se nei punti vendita non fosse stato presente il farmacista? Direi di no.
Per questo motivo tale presenza dovrà essere garantita in futuro, se si vuole far crescere il canale alternativo a livelli europei ( es.in Olanda circa il 70 % dei farmaci senza ricetta è venduto in canali alternativi alle farmacie). facendolo diventare così sempre più remunerativo.
Ovviamente, come chiedono alcuni settori della distribuzione con logiche differenti dalle parafarmacie indipendenti, nei corner la presenza potrà essere rimodulata nella modalità (farmacista supervisore invece che farmacista a presenza continuata) ma non va sperperato il vantaggio competitivo che la presenza del laureato in farmacia ha per lo sviluppo del canale parafarmacie. Quali vantaggi?
a) garanzia che l’operazione di switch di specialità ora a ricetta continui e vengano resi disponibili in futuro maggiori specialità come OTC
b) ancoraggio dei farmaci SOP (a libera vendita ma non pubblicizzabili al pubblico) ai corner/parafarmacie. Senza farmacista, le aziende sarebbero tentate di richiedere una distribuzione selettiva solo a punti vendita con i laureati. La stessa considerazione va fatta per le aziende con brand più noti. Si tenga contro infine che in molti casi la classificazione come SOP è una sorta di anticamera per molti futuri OTC
c) perdita del mercato dei prodotti omeopatici (ancora limitato, ma con grosso potenziale come per tutti i “metodi di cura dolci” ) dato che, per le particolarità di tale terapia, non sono presenti i fogli illustrativi in tali prodotti e quindi il farmacista offre sicuramente un apporto determinante per l’uso corretto e l’acquisto del prodotto.E’chiaro quindi che le proposte di eliminazione del farmacista dai punti vendita in questione (ministro Sacconi e alcuni sottosegretari di stato, recenti proposte dei titolari di farmacia, alcuni settori della GDO) risulterebbero una vera “polpetta avvelenata” per il canale parafarmacia/corner a fronte del guadagno immediato (riduzione di costi del personale) si perde in prospettiva “la ciccia” dell’allargamento dei farmaci vendibili nel canale, con un progressivo inaridimento di un settore promettente e di un cambiamento reale nella distribuzione del farmaco
Questo ha dato in questi anni un reale beneficio (sconti, servizi) ai clienti ai clienti, cioè quello che conta realmente per lo sviluppo di un’azienda commerciale a dispetto degli interessi consolidati e alla poca voglia di essere competitivi.

 

Leonardo Marchitto

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Discussione

2 pensieri su “Canale parafarmacie/corner GDO:il farmacista necessario per una strategia di sviluppo moderno

  1. Sono interessato a conoscere analisi e strategie di mercato idonee a far crescere la redditività delle parafarmacie, posto che l’attuale assetto non è risultato sufficiente al loro sviluppo.Infatti, alcune sono a rischio chiusura.

    Pubblicato da G. Ferraù | aprile 21, 2010, 5:53 pm
  2. Leggo molti interventi in questo blog che parlano di liberalizzazioni come della panacea di tutti i mali economici del nostro paese. Ora, fermo restando che sono convinto che un ammodernamento profondo di alcuni settori economici e professionali della società sia non solo necessario ma auspicabile, vorrei però cercare di leggere questa necessità in maniera se possibile più completa.Sono certo infatti che delle deregolamentazioni in particolare in settori importanti come ad esempio quello della distribuzione dei farmaci, debbano comunque essere inquadrate nell’ottica di una revisione o di un riordino del settore piuttosto che di una deregolamentazione totale che creerebbe solamente confusione, incertezza e decadimento della qualità del servizio offerto al cittadino.Esistono infatti alcuni elementi fondamentali dai quali non possiamo prescindere e che sono per i farmaci in particolare la capilarità del servizio e il prezzo imposto dallo stato dei farmaci di fascia c, che rendono vane ad esempio le rivendicazioni di convenienza per il consumatore dell’allargamento dell’offerta e che ci obbligano a riflettere se quest’aumento di offerta non ingeneri poi un circolo vizioso che danneggia la capillarità del servizio sul territorio.Sono altresi certo che non debbano esistere professionisti di primo e di secondo ordine ma per rispondere alle considerazioni di qualcuno che mi ha preceduto nell’intervento in questo blog, in tante carriere o professioni esistono concorsi, graduatorie o altri paletti che in qualche modo limitano o regolamentano l’esercizio del proprio mestiere ma cio non significa che queste non siano regole utili per la collettività.Come ultima considerazione vorrei chiedere: ma veramente pensiamo che affidare tutto al libero mercato sia la soluzione migliore?Ricordiamoci che le lenzuolate di Bersani non erano state pensate per la farmacista che ha scritto prima di me ma per far aprire corner alla grande distribuzione ed in particolare alla coop.Stiamo attenti a combattere le battaglie giuste altrimenti invece che titolare di FARMACIA NON CONVENZIONATA la signora si ritroverà in un baleno a fare la commessa nel corner della coop di turno e allora si che a quel punto avrà modo e motivo di recriminare qualcosa.Chi è causa del suo mal….

    Pubblicato da Carlo | febbraio 9, 2011, 1:04 am

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