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Parafarmacie e servizi, FEF e MNLF: si alle proposte del sen. Mercatali

Pubblicato da Leonardo Marchitto su Novembre 29, 2008

il sen. Mercatali del PD

il sen. Mercatali del PD

La FEF (Federazione Esercizi Farmaceutici/Parafarmacie) e il MNLF (Movimento Nazionale Liberi Farmacisti) esprimono la loro soddisfazione ed appoggiano le proposte di emendamenti del Sen. Mercatali (PD) relative al ddl  AS 1082, “Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività nonchè in materia di processo civile in fase di discussione nelle commissioni congiunte giustizia e affari costituzionali.

Come è noto nel mondo farmaceutico l’articolo 9 del ddl in esame riporta delle norme per consentire alle farmacie pubbliche e private l’effettuazione di sevizi al cittadino quali:

  • l’assistenza domiciliare integrata per i pazienti
  • la collaborazione con il medico per il corretto uso dei farmaci
  • la prenotazione in farmacia di esami e visite presso strutture pubbliche e private
  • la partecipazione ad iniziative di educazione sanitaria
  • la partecipazione a campagne di prevenzione delle patologie a forte impatto sociale
  • l’ effettuazione di analisi di prima istanza

Per i servizi resi dalle farmacie sono previste delle forme di remunerazione legate ai risparmi previsti per il SSN per tali attività.

Gli emendamenti n° 9.4; 9.5; 9.6; 9.7; 9.10 in questione tendono a rendere possibile tali servizi anche nelle parafarmacie vista la presenza nelle stesse di un farmacista abilitato come nelle stesse farmacie.

L’approvazione di tali emendamenti renderebbe un servizio ai cittadini se si considera che:

  • aumenterebbe di circa 2500 (le parafarmacie attualmente presenti in Italia) i luoghi dove si potrebbe usufruire di tali servizi, che hanno bisogno di tempo e di professionisti sempre disponibili
  • potrebbe consentire una utile forma di competizione sui servizi disponibili in farmacia/parafarmacia entro parametri tecnici ben definite dalle autorità sanitarie

La FEF e il MNLF auspicano che altri senatori di maggioranza e opposizione facciano propri gli emendamenti del sen Mercatali con l’obiettivo, al di la degli schieramenti politici, di non discriminare nessun professionista e soprattutto di permettere a tutti i cittadini di usufruire di servizi sanitari importanti.

Dott. Leonardo Marchitto presidente FEF Marche

MNLF (Movimento Nazionale Liberi Farmacisti)

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Farmaci senza farmacista, pdl Gasparri-Tomassini:“supermonopolio” per farmacie, iperliberismo per i farmacisti rurali, caos per la distribuzione intermedia.Dai farmaci senza ricetta ai “farmaci da drogheria” (..pigliate tre pastiglie… pigliate tutta a scatola …siente a mme.. )”

Pubblicato da Leonardo Marchitto su Agosto 29, 2008

Renato Carosone "....pigliate na pastiglia siente a mme...pigliate tutta a scatola siente a mme"

Renato Carosone " ...pigliate tre pastiglie siente a mme.....pigliate tutta a scatola siente a mme..."

In fondo c’era d’aspettarselo se il ministro della Salute e Walfare Sacconi dice che “ non vede la necessità della presenza del farmacista nella distribuzione dei farmaci da banco” (alla faccia di quelli che studiano e insegnano nelle facoltà di Farmacia) qualcuno doveva pur tramutare in progetto di legge questa idea diciamo così “strana”.

L’accoppiata è composta da due senatori del PDL Gasparri e Tomassini (presidente della commissione Sanità Senato) che hanno presentato il pdl “ disposizioni…normative in materia di medicinali ad uso umano e di riordino dell’esercizio farmaceutico ” n° 863 del 1° luglio 2008.

Si tratta di 9 articoli, molto sibillini in pieno stile prima repubblica e forse frutto di accordi sottobanco tra GDO e Federfarma, con il silenzio complice della FOFI.

Gli articoli sono tutti indirizzati a:

1. rafforzare il monopolio delle farmacie sui farmaci, presidi e prodotti sanitari

2. distruggere la concorrenza delle parafarmacie, permettendo la vendita di farmaci senza ricetta anche in assenza del farmacista e di conseguenza mettere in difficoltà le farmacie rurali che sarebbero le più vulnerabili all’attacco di tabaccherie, spacci alimentari, bar, edicole……..

Ma vediamo nello specifico quali sono gli strumenti ipotizzati per l’attuazione di questo obiettivo.

1) Rafforzamento del monopolio delle farmacie su farmaci e prodotti sanitari

L’articolo 1 comma 1 parla chiaro “ …..la distribuzione sul territorio delle specialità medicinali è riservata alle farmacie aperte al pubblico……” cioè si ribadisce il monopolio tranne per i farmaci SOP e OTC (si veda il punto 2 successivo)

Il comma 2 dello stesso articolo crea la prima parte del “supermonopolio” per le farmacie e cioè “…la distribuzione dei presidi medico- chirurgici, prodotti sanitari, alimenti speciali e di ogni altro prodotto parafarmaceutico…. (che non hanno bisogno di ricetta medica in quanto non farmaci , per giustificarne l’erogazione da parte del SSN ..ndr) …. è riservata in via preferenziale alle farmacie……”

Ma perché? Quale è l’esigenza “sanitaria” di questo ulteriore supermonopolio?

Perchè non porre sullo stesso piano anche gli altri esercizi commerciali e parafarmacie da convenzionare con il SSN, come hanno già fatto per i prodotti per celiaci le regioni Campania, Emilia-Romagna, Friuli ed Umbria ?

Vediamo la seconda parte del “supermonopolio

L’articolo 1 comma 11 punto a) dice “ ..il numero delle farmacie è stabilito in modo che vi sia una farmacia ogni 4000 abitanti………….nei centri abitati con popolazione residente superiore al 100.000 il numero delle autorizzazioni può essere aumentato del 10 %……….le regioni possono emanare norme che prevedano, per il 10 % delle farmacie istituite in deroga ai criteri di revisione ordinaria…….…il collocamento delle farmacie all’interno di grandi strutture commerciali con superfice di vendita superiore ai 10000 metri quadrati o con affluenza media superiore alle 5000 unità giornaliere…….”

Considerazioni:

a) norme farraginose quelle proposte, che ritoccano solo di poco la pianta organica in vigore (una farmacia ogni 5000 per comuni fino a 12.500 abitanti, per il resto una farmacia ogni 4000 abitanti) generano burocrazie regionali e una montagna di ricorsi, sospensive….. tanto che sono frequenti le sanatorie e il blocco ormai sistematico delle procedure di concorso per nuove farmacie………proprio quello che serve per garantire nei fatti il supermonopolio.

b) la frammentarietà delle norme proposte continua con la parte finale del comma 11 punto a)… vediamo in pratica come funzionerebbe il meccanismo aggiuntivo del 10 % di farmacie suppletive da aprire anche nei centri commerciali con superficie superiore a 10000 metri quadri.

Dal sito www.federdistribuzione.it che raggruppa le maggiori aziende della GDO si apprende che al 2007 in Italia sono presenti circa 112 ipermercati (con superficie superiore a 8000 metri quadri) quindi di cosa si parla? Praticamente di nulla…………… è una norma che non ha attinenza con la realtà delle cose, puro esercizio teorico, fumo negli occhi da esibire come concessioni “liberali” ai non esperti di settore farmaceutico e “far finta di cambiare tutto per non cambiare nulla”……

Anche se si volesse indicare in 8000 metri quadri il limite per l’istituzione di nuove farmacie nei centri commerciali…si tratterebbe alla fine di istituire farmacie (dopo trafila di leggi e delibere regionali) in una parte dei 112 ipermercati …( forse 20- 30 farmacie negli iper in tutta Italia !)

Come e chi definisce un “…affluenza media superiore alle 5000 unità giornaliere….” in un ipermercato? Lo misurano i funzionari delle ASL?

Continuiamo con la descrizione della terza parte del supermonopolio: il rafforzamento del criterio geografico della distribuzione territoriale a favore delle farmacie già aperte.

L’articolo 1 comma 11 punto b) dice “…. .la distanza minima da soglia a soglia misurata tra la via pedonale più breve tra le farmacie di uno stesso comune non può essere inferiore a 500 metri………nei centri con popolazione residente superiore ai 100.000 abitanti può essere ridotta sino a 300 metri……” (attualmente il limite è fissato a 200 metri o a 3000 metri se la farmacia è stata aperta con il criterio della distanza)…..

Una precisione maniacale, che a confronto i legislatori Bizantini erano dei campioni di liberalismo e semplicità……

2) distruggere la concorrenza delle parafarmacie e creare difficoltà ai farmacisti rurali, permettendo la vendita di farmaci senza ricetta anche in assenza del farmacista.

L’articolo 1 comma 5 recita “…….per i farmaci non soggetti a prescrizione medica attualmente suddivisi in farmaci da banco (OTC) e farmaci senza obbligo di prescrizione (SOP) è prevista una ulteriore categoria che comprenda i farmaci previsti dal comma 6…….

Il comma 6 indica sostanzialmente le modalità con cui va definita la lista di questi fantomatici farmaci del comma 6 appunto (i farmaci da drogheria?)

Il comma 6 continua “ ……possono essere venduti……….senza obbligo della presenza di un farmacista……”

Un articolato iperliberista, senza senso, che ad un’analisi attenta determinerebbe nei fatti:

a) la distruzione e chiusura delle parafarmacie ma anche l’erosione dei fatturati delle farmacie rurali già in difficoltà e più sensibili alla concorrenza di tabaccai (accoppiata farmaci-sigarette), edicole, spacci alimentari e bar (accoppiata farmaci-alcool, Happy hours “Alkaseltzer”? )

b) difficoltà, per la distribuzione intermedia dei medicinali, che si è appena riorganizzata per la distribuzione capillare e quotidiana a farmacie e parafarmacie e che dovrebbe servire, pena un probabile ricorso antitrust, anche la miriade di nuovi punti vendita prima citati. Una stima? I tabaccai in Italia sono circa 48000 (fonte FIT Federazione Italiana Tabaccai, www.tabaccai.it ) se si considera un 10 % dei negozi siamo già a 4800 potenziali punti vendita……se si sommano anche % minime ricavate per edicole, spacci alimentari e i bar……….ci sono i numeri per far collassare da un giorno all’altro la distribuzione intermedia dei farmaci che invece tende ad una semplificazione e standardizzazione massima.

c) ultimo, ma non meno importante, acquisti di prodotti senza indicazioni e consigli di esperti per l’uso di farmaci, si consideri che nei farmaci da banco sono presenti prodotti a base di cortisonici, antibiotici, antimicotici, antivirali, spasmolitici, anestetici locali, prodotti per bambini e lattanti……cosa potranno rispondere i futuri venditori dei “farmaci da drogheria” ad una richiesta di modalità di assunzione dei farmaci che vendono?

Forse risponderanno imitando Renato Carosone “…..pigliate ‘na pastiglia siente a mme …..,pigliate due pastiglie, pigliate tre pastiglie… pigliate tutta a scatola …siente a mme …..”

Leonardo Marchitto

vedi testo progetto di legge

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