ParafarmaciaNews

Notizie, Informazioni, Discussioni sul mondo delle Parafarmacie in Italia

Posts contrassegnato dai tag ‘parafarmacie’

Parafarmacie e servizi, FEF e MNLF: si alle proposte del sen. Mercatali

Pubblicato da Leonardo Marchitto su Novembre 29, 2008

il sen. Mercatali del PD

il sen. Mercatali del PD

La FEF (Federazione Esercizi Farmaceutici/Parafarmacie) e il MNLF (Movimento Nazionale Liberi Farmacisti) esprimono la loro soddisfazione ed appoggiano le proposte di emendamenti del Sen. Mercatali (PD) relative al ddl  AS 1082, “Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività nonchè in materia di processo civile in fase di discussione nelle commissioni congiunte giustizia e affari costituzionali.

Come è noto nel mondo farmaceutico l’articolo 9 del ddl in esame riporta delle norme per consentire alle farmacie pubbliche e private l’effettuazione di sevizi al cittadino quali:

  • l’assistenza domiciliare integrata per i pazienti
  • la collaborazione con il medico per il corretto uso dei farmaci
  • la prenotazione in farmacia di esami e visite presso strutture pubbliche e private
  • la partecipazione ad iniziative di educazione sanitaria
  • la partecipazione a campagne di prevenzione delle patologie a forte impatto sociale
  • l’ effettuazione di analisi di prima istanza

Per i servizi resi dalle farmacie sono previste delle forme di remunerazione legate ai risparmi previsti per il SSN per tali attività.

Gli emendamenti n° 9.4; 9.5; 9.6; 9.7; 9.10 in questione tendono a rendere possibile tali servizi anche nelle parafarmacie vista la presenza nelle stesse di un farmacista abilitato come nelle stesse farmacie.

L’approvazione di tali emendamenti renderebbe un servizio ai cittadini se si considera che:

  • aumenterebbe di circa 2500 (le parafarmacie attualmente presenti in Italia) i luoghi dove si potrebbe usufruire di tali servizi, che hanno bisogno di tempo e di professionisti sempre disponibili
  • potrebbe consentire una utile forma di competizione sui servizi disponibili in farmacia/parafarmacia entro parametri tecnici ben definite dalle autorità sanitarie

La FEF e il MNLF auspicano che altri senatori di maggioranza e opposizione facciano propri gli emendamenti del sen Mercatali con l’obiettivo, al di la degli schieramenti politici, di non discriminare nessun professionista e soprattutto di permettere a tutti i cittadini di usufruire di servizi sanitari importanti.

Dott. Leonardo Marchitto presidente FEF Marche

MNLF (Movimento Nazionale Liberi Farmacisti)

Pubblicato su Leggi, Servizi sanitari, educazione sanitaria, parafarmacie | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento »

Il Presidente della Provincia di Macerata: “parafarmacie a rischio, difendiamole”

Pubblicato da Leonardo Marchitto su Novembre 18, 2008

Commento di ParafarmaciaNews: L’intervento del Presidente della Provincia di Macerata Silenzi, ci fa molto piacere ed apprezziamo l’acutezza dell’analisi sulla situazione. La sua preoccupazione è anche rivolta (giustamente pensiamo) al costo della vita che le parafarmacie hanno contribuito a limitare…..cosa sempre utile in vista del periodo di crisi che attraversiamo. Una cosa va notata, l’intervento di Silenzi è solo la punta dell’iceberg di un opposizione alla Gasparri-Tomassini che viene dal basso, iniziano infatti ad aumentare i comuni ed enti locali che approvano mozioni come quelle promosse dalla provincia di Macerata.

LM

__________________________________

2188-silenziDal Resto del Carlino Macerata, 13 novembre 2008 - I Senatori Gasparri e Tomassini hanno presentato il ddl per “disposizioni normative in materia di medicinali ad uso umano e di riordino dell’esercizio farmaceutico”.
I contenuti dello stesso tendono a metter in forte difficoltà l’esperienza delle ‘parafarmacie’ che, attraverso la vendita dei farmaci da banco negli esercizi commerciali prevista all’interno delle liberalizzazioni proposte dal Ministro Bersani, è stata certamente utile ai cittadini non solo per una maggiore diffusione dei punti di vendita di questi prodotti, ma soprattutto per contenere i costi favorendo un regime di positiva concorrenza.

Il presidente della Provincia di Macerata Giulio Silenzi contesta il disegno di legge presentato dai senatori del Pdl: “Partendo da questa constatazione, mi sembra necessario contrastare il ddl difendendo così l’attività delle parafarmacie sul territorio e di conseguenza difendendo i redditi delle famiglie e di alcuni ceti in difficoltà, duramente colpiti dalla attuale crisi economica.

Il ddl, infatti, tende a ridurre drasticamente il numero di confezioni di farmaci da banco vendibili nelle parafarmacie, ristabilendo di conseguenza il sostanziale monopolio di cui godevano le farmacie anche per gli alimenti speciali e gli ausili sanitari. La prima conseguenza di questa situazione sarebbe il licenziamento dei farmacisti dipendenti dei supermercati e delle parafarmacie, stimati in circa 2500 unità.
Del tutto inefficace dal punto di vista occupazionale sarebbe la limitazione del quorum di popolazione per l’istituzione di nuove farmacie, infatti in sostanza il numero delle nuove farmacie sarebbe assolutamente limitato e nella sostanza si ridurrebbe ad un riassorbimento delle farmacie soprannumerarie presenti.

Partendo da queste considerazioni ho sollecitato i parlamentari della regione ad adoperarsi perché ci sia una forte opposizione al ddl dei senatori Gasparri e Tomassini, per difendere contemporaneamente una delle liberalizzazioni volute dal Ministero Bersani e la possibilità dei cittadini di avere una maggiore distribuzione dei farmaci da banco ed un abbassamento del loro costo”.

Pubblicato su parafarmacie | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , | Lascia un commento »

Il farmacista in parafarmacia e GDO ha la stessa dignità degli altri farmacisti

Pubblicato da Leonardo Marchitto su Ottobre 16, 2008

Si riporta la risposta al post inviato al sito da “Genus”

Gentile Genus,
se è profondamente d’accordo con il ddl Gasparri-Tomassini lei è per:

1)l’eliminazione del binomio farmaco-farmacista, cioè accetta da farmacista presumo, che non farmacisti possono dispensare farmaci sia pur in confezione starter. Lei è quindi per una riduzione degli ambiti professionali del farmacista in quanto per alcune molecole e dosaggi i prodotti sarebbero equiparati di fatto a prodotti da mass market. Io e molti altri (l ANIFA, la FEF, l’ANPI, MNLF e circa il 76% della categoria(vedi sondaggio di Farmacia News n° settembre) crediamo che il farmaco OTC e SOP non potrà essere mai quello che non può essere e cioè un prodotto da mass market: lei pensa che si possa indurre la “voglia di mal di testa” come una voglia di uno yogurt alla fragola?

2)per tali motivi i Presidi dovrebbero essere contro alla proposta scellerata di Gasparri e Tomassini, la facoltà di farmacia italiana non può accettare questa riduzione dello spazio d’azione del laureato in Farmacia e CTF. Se lo accetterà cesserà di essere una facoltà di farmacia aperta a tutti ma si trasformerà tristemente (anche come numero di sedi visto che le paghiamo tutti con le tasse) in Istituto Professionale Superiore per Familiari e Titolari di Farmacia (IPSFTF). Inoltre la laurea potrebbe non essere conseguita dalla persona ma la si potrebbe dare direttamente ai muri della farmacia stessa.

Adesso vengo alle sue critiche in dettaglio: lei si preoccupa di ” vedere il farmacista di parafarmacia o di GDO come semplice distributore automatico di scatolette”

- Primo è noto da indagini e trasmissioni televisive che molti farmacisti fanno anche di peggio…vendono senza ricetta farmaci con ricetta obbligatoria, e non parlo di ricetta ripetibile (ed è grave verso la professione e la gente) ma anche di ricette non ripetibili….mi riferisco a farmacie come ha documentato con tanto di filmati Striscia la Notizia oppure la FOFI che ogni tanto invia giustamente circolari(se vuole le do i numeri dei documenti) per richiamare appunto all’Ordine molti faramcisti(?) sbadati diciamo così.
- Secondo è proprio la proposta di Gasparri (che lei profondamente appoggia) che invece favorirà la crescita dei distributori automatici per la vendita di farmaci da banco esautorando professionalmente il farmacista

Lei si preoccupa del fatto che ” in farmacia si possono preparare le le medicine e non è possibile farlo in parafarmacia o GDO” giusta critica alla Bersani, secondo molti infatti è stata molto prudente, si proponga allora che per le parafarmacie e Coner GDO (dove è obbligatoria la presenza di un farmacista abilitato le ricordo) che rispettano i criteri dei laboratori galenici delle farmacie e dopo ispezione delle autorità sanitarie, possano esere allestite tutte le preparazioni galeniche sia con ricetta che non.

Lei afferma che “che i farmacisti sono richiestissimi nelle industrie farmaceutiche e che il lavoro presso l’industria farmaceutica garantisce punteggio a chi voglia fare un concorso” ma è perfettamente sicuro di ciò si è documentato bene? Lo sa che il ministro Scajola ha appena convocato un tavolo sulla ” farmaceutica” che dovrà affrontare l’esubero di molti dipendenti dell’industria farmaceutica di cui molti informatori? Lei lo sa che i famosi punteggi conteggiabili per chi lavora nell’industria sono sostanzialmente ad appannaggio del solo direttore tecnico e non ad esempio per ricercatori sui farmaci (farmacisti e CTF) e responsabili di controllo qualità?(farmacisti e CTF).Cioè chi fa il lavoro piu “farmaceutico” di tutti non ha valore per la farmacia…..le pare giusto o non le sembra una logica dettata dal corporativismo? Lei lo sapeva questo?

Infine conclude con “LAVORARE IN UNA PARAFARMACIA, oltre a non essere per nulla professionale, NON GARANTISCE ALCUN PUNTEGGIO!!”, bene allora appoggi un emendamento alla Gasparri che preveda per i titolari e collaboratori di parafarmacia e GDO una valutazione di punti adeguata a tale lavoro…

Come vede le sue affermazioni hanno poco fondamento.
Saluti
LM

—————————-

Il post di geunus ::Ottobre 15, 2008 a 5:08 pm

sono profondamente d’accordo con il ddl gasparri. La liberalizzazione attuata da bersani non ha fatto altro che denigrare la figura del farmacista, più volte ormai chiamato commesso. E’ una vera tristezza vedere laureati fare scontrini a raffica e dispensare farmaci nella frenetica atmosfera degli acquisti nei grandi supermercati. Sono per il binomio farmaco-farmacista ma sarei ancora di più per il trinomio farmaco-farmacista-farmacia. Non va, a mio avviso, trascurato il ruolo che il farmacista ha come preparatore dei medicamenti, cosa che non si fa in una parafarmacia nè tantomeno in un corner gdo. I presidi delle facoltà di farmacia italiane dovrebbero essere favorevoli a questo decreto, in quanto l’università per prima forma professionisti che nessun docente vorrebbe vedere dietro un banco ad essere semplicemente distributori automatici di scatole. In farmacia il laureato ha la possibilità di preparare le medicine, di mettere in campo le proprie competenze acquisite durante gli studi. Per quanto attiene al presunto sistema corporativo, vorrei ricordare che i pubblici concorsi per l’assegnazione di sedi farmaceutiche esistono ancora.E’ chiaro che un neolaureato non potrà ambire ad una farmacia nel pieno centro di Milano, ma semmai iniziare a lavorare con una farmacia rurale.I concorsi per le farmacie rurali favoriscono i giovani al di sotto dei 40 anni. E’ un settore in cui si fa carriera in questo modo e chi ha la possibilità può contare nelle numerose farmacie in vendita soprattutto nel nord del paese. E poi….diciamo la verità…Chi investe sulle pararafarmacie è qualcuno che già ha un lavoro alle spalle nel settore farmaceutico e se ne sbatte di tutelare la figura professionale del farmacista e ragiona con una logica di profitto. Per tale motivo un neolaureato in farmacia deve ,a mio avviso, uno tutelare l’immagine di una professione utilissima alla società, due adoperarsi per riuscire a vincere una sede farmaceutica, potendo poi svolgere il lavoro per il quale ha studiato per cinque faticosi anni. Ricordo , inoltre, che i farmacisti sono richiestissimi nelle industrie farmaceutiche e che il lavoro presso l’industria farmaceutica garantisce punteggio a chi voglia fare un concorso. LAVORARE IN UNA PARAFARMACIA, oltre a non essere per nulla professionale, NON GARANTISCE ALCUN PUNTEGGIO!!

Pubblicato su parafarmacie | Contrassegnato da tag: , , , , , , , | 1 Commento »

Il Ministro Scajola fa cambiare idea a Gasparri e Tomassini sulle parafarmacie?

Pubblicato da Leonardo Marchitto su Ottobre 8, 2008

Commento di ParafarmaciaNews: (leggete in basso il botta e risposta tra Scajola e il duo Gasparri-Tomassini…)

sen Tomassini

sen Tomassini

il ministro Scajola

il ministro Scajola

Il ministro Scajola fa cambiare idea a Gasparri e Tomassini che, dopo il polverone e le proteste generate dalle associazioni delle parafarmacie e dei consumatori sulla riduzione del numero di OTC vendibili nelle parafaramacie anche in assenza del farmacista, stanno cambiando tiro “dicendo scusate abbiamo sbagliato” e accusano il Ministro Scajola di non aver ben letto la loro proposta.

Leggete l’analisi tecnica del ddl pubblicata su ParafarmaciaNews e inviata da FEF e MNLF al ministro Scajola stesso……..si comprende bene come un uomo di governo derubrichi la controriforma a “proposta parlamentare”

Secondo noi Scajola l’ha letta e capita benissimo….forse chi deve leggere i progetti di legge prima di firmarli è qualcun altro.

Comunque dalle dichiarazioni di Gasparri e Tomassini sembra emergere una novità, sarebbero d’accordo ad un “delisting” , limitato al 15 % delle specialità oggi a ricetta, a farmaci da banco.

E’ certo un primo passo….ma l’eliminazione del farmacista che fine fa? Resta?

Speriamo che Scajola illumini i parlamentari della sua parte politica……….Una considerazione finale ma le opposizioni che fanno?

Dorme, vogliono lasciare alla sola maggioranza un tema così importante come quello dei

l'ex sott. attvità produttive Bubbico

prezzi dei medicinali? Dopo Bersani e Bubbico ci aspettiamo che esponenti dell’opposizione ma anche quelli di maggioranza, facciano proposte serie ed equilibrate sul settore della dispensazione del farmaco.

Riforme condivise che stabilizzino finalmente un settore (le parafaramacie) che crescendo continuerà non a scimmiottare le farmacie, ma troverà un suo spazio dignitoso nel mondo farmaceutico italiano, continuando a generare occupazione e vantaggi per i clienti oggi e in futuro sempre apprezzati.

_______________________

(AGI) – Roma, 7 ott. – “Sono assolutamente contrario alla proposta parlamentare che annulla la liberalizzazione dei farmaci da banco”. Questa la dichiarazione che il Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola ha fatto oggi pomeriggio durante l’incontro con le Associazioni dei consumatori,

La risposta di Gasparri e Tomassini……..

FARMACI: GASPARRI E TOMASSINI, LIBERALIZZAZIONE OTC VA AVANTI

(AGI) – Roma, 7 ott. – La liberalizzazione dei farmaci Otc (’On the counter’, ovvero ‘da banco’) va avanti. Il presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri e il presidente della Commissione Igiene e Sanita’ del Senato, Antonio Tomassini, rassicurano il ministro delle attivita’ produttive Claudio Scajola che, incontrando i consumatori, si era detto contrario ad “una proposta di legge che annullerebbe le liberalizzazioni”, come riferito in un comunicato dal Movimento Difesa del Cittadino.

“Probabilmente il ministro Scajola non ha avuto modo di conoscere ed approfondire la nostra proposta di legge in materia di vendita dei prodotti farmaceutici”, spiegano a loro volta i senatori: “Siamo d’accordo anche noi con la liberalizzazione dei farmaci da banco, specificando che devono essere quelli attuali, cioe’ quelli acquistabili senza obbligo di prescrizione”.

Siamo convinti”, continuano Gasparri e Tomassini, “che questo tipo di farmaci possa essere ampliato aggiungendone altri, almeno il 15 per cento in piu’, ora acquistabili solo con prescrizione ed invece a nostro avviso liberalizzabili. Siamo convinti che tutti i farmaci con prescrizione debbano essere, invece, venduti nelle farmacie. Nessun allarmismo, quindi, puo’ derivare da alcun punto della nostra proposta di legge. Che non solo non fa diminuire l’attuale numero delle parafarmacie, ma anzi conferma i fondamenti che hanno consentito alle parafarmacie di avviare la loro attivita’. Piu’ precisione e meno confusione consentiranno norme utili al paese, per renderlo piu’ libero e tutelare farmacisti, parafarmacisti e consumatori”. (AGI)

Pubblicato su parafarmacie | Contrassegnato da tag: , , , , , , , | Lascia un commento »

Per il canale parafarmacie riforme condivise:pubblicata lettera della FEF su Farmacia News

Pubblicato da Leonardo Marchitto su Ottobre 8, 2008

Riportiamo il testo della lettera pubblicata integralemnte sul numero di ottobre 2008 di Farmacia News. Come vedrete è una lettera improntata alla volontà di individuare riforme condivise e che faccia sviluppare il canale parafarmacie nel nostro paese e contro proposte “iper” conservatrici o “iper” liberali, in modo tale che chi ha intrapreso un’attività commerciale possa tranquillamente programmare il proprio fututo professionale ed imprenditoriale.

LM

______________________________________

Gentile dottoressa,

ho letto con interesse il suo editoriale su Farmacia News n°8 settembre 2008, leggo sempre i suoi editoriali e non condivido sempre le sue idee, ma questa volta si, mi sembrano idee giuste ed equilibrate, tra l’altro confortate dalla vostra inchiesta che vede nella stragrande maggioranza (il 76%) i colleghi favorevoli a mantenere il binomio farmaco-farmacista.

I farmacisti tutti (urbani, rurali e non titolari) sembrano presi da un profondo smarrimento da una lotta senza tregua tra “iper”liberali e “iper”conservatori, continuando così si favorirà solo gli “iper”mercati trasformando il farmaco (anche quello senza ricetta) in quello che non potrà mai essere: cioè un prodotto da mass market.

Di questo ne è perfettamente cosciente l’industria farmaceutica dei farmaci di automedicazione (ANIFA) che anche recentemente ha sempre ribadito la nesessità del medico e del farmacista per lo sviluppo di un automedicazione responsabile.

Concordo con lei le parafarmacie hanno avuto un ruolo in questi anni infatti, hanno colmato i vuoti che la pianta organica non è stata in grado soddisfare ( tenga conto che molte parafarmacie sono proprietà di titolari di farmacia) ma aggiungerei che hanno determinato una riduzione dei prezzi sui medicinali ( si veda una recente ricerca di Altroconsumo) smentendo inoltre chi tra gli “iper” conservatori parlava di consumismo farmaceutico prima della riforma Bersani.

E, cosa a mio avviso importante, hanno il merito di aver fatto capire ad una categoria che storicamente non è abituata che il confronto delle capacità, delle idee e, perché no, della professionalità, in poche parole della concorrenza,  non sono valori negativi.

Siamo dunque ora di fronte (parlo del Ministro della Salute) ma ancora di più Gasparri e Tomassini, autorevoli esponenti dei partiti di governo e vicini a Federfarma, che al Senato con il ddl  n° 863 progettano l’eliminazione del farmacista per la vendita degli OTC.

Questa proposta ricorda tanto quella “iper”liberale n° 989 del 30 maggio 2006 tra l’altro a firma dei radicali Poretti, D’Elia, Capezzone e altri ed appoggiata dall’ ADUC anche li si proponeva di eliminare il farmacista nella vendita di SOP e OTC, come si vede gli “iper” in versione conservatrice o liberale si ritrovano sempre nei momenti che contano.

Credo insieme a lei che la nostra categoria abbia ora bisogno di riprendere nelle proprie mani le sue sorti senza provocazioni per nessuno, c’è bisogno di costruire non di bombardare, con l’aiuto di qualcuno interessato, l’architettura della dispensazione del farmaco nel nostro paese.

Concordo con lei: la colonna di questa architettura è il farmacista ovunque sia presente (in farmacia, in parafarmacia che nei corner GDO) e da qui che bisogna partire per una discussione realistica e seria per governare i processi di riforma del settore che volenti o nolenti occorrerà fare, le cose cambiano: non restano immutabili nel tempo.

Quali processi? Provo ad elencarli:

·         Il processo degli “switch” di un certo numero di farmaci attualmente con ricetta a farmaci di automedicazione. Lo richiede il buon senso del lavoro pratico di farmacista, lo chiedono i cittadini che vogliono avere un maggior numero dei farmaci disponibili rapidamente e dietro consiglio, lo richiedono le aziende (si veda le posizioni dell’ANIFA) dato che è  oggettivamente difficile sostenere che farmaci che sono all’estero senza ricetta in Italia devono avere la prescrizione (a volte elusa diciamocelo). Ma Britannici Tedeschi o Francesi hanno una fisiologia diversa dalla nostra? Il sub-emendamento Banti al famoso emendamento D’Elia sulla fascia C può essere una risposta in tal senso

·         La questione della “proprietà delle farmacie in capo solo a farmacisti” che vede i grossi gruppi di distribuzione pronti ad aggredire il mercato

·         La riforma dei concorsi per farmacie, le situazioni di mancata attuazione della pianta organica soprattutto al sud è ormai insostenibile, occorre dare un valore al lavoro di farmacista in parafarmacia, come viene fatto per quello di collaboratore o direttore di magazzino farmaceutico. Occorrono meccanismi trasparenti ed automatici senza burocrazie, non sanatorie ne per le farmacie ne (come sostiene qualcuno emulando qualche titolare) per le parafarmacie.

·         L’allargamento del “Tavolo sulla farmaceutica” anche alle rappresentanze delle parafarmacie, cosa che fino adesso è stata esclusa dai titolari di farmacia e ministri compiacenti. Una cosa ovvia se si vuole governare le riforme necessarie.

Una FOFI saggia, che ha mostrato fino adesso un silenzio assordante, si opporrebbe alla proposta Gasparri-Tomassini pena la sua trasformazione genetica in qualcosa d’altro un ibrido (FederFOFI?) completamente delegittimato agli occhi della maggioranza degli iscritti agli Ordini che, lo ricordo, sono presenti anche nelle parafarmacie e nei corner.

Spero che partendo da punti di vista diversi ci si possa incontrare.

Per questo le sue parole sono utili e credo che la sua rivista possa essere il forum dove dibattere e dico chiaramente “realizzare” le riforme concordate che il mondo della dispensazione del farmaco ha bisogno nel nostro paese.

Dott Leonardo Marchitto

Federerazione Esercizi Farmaceutici – Regione Marche

Pubblicato su parafarmacie | Contrassegnato da tag: , , , , , | Lascia un commento »

ddl Gasparri-Tomassini:lettera aperta ai presidi delle facoltà di Farmacia

Pubblicato da Leonardo Marchitto su Ottobre 3, 2008

Questa letterà sarà inviata a tutti i presidi delle facoltà di Farmacia italiane….con lo scopo di informare il mondo accademico di quello che stà accdendo ad una parte dei laureati della facoltà.

Credo che anche gli attuali studenti di Farmacia e CTF siano interessati a tale vicenda……..

LM

_____________________________________

Gentile professore,

desideriamo portare alla Sua cortese attenzione un progetto di legge che, se approvato, avrebbe pesanti conseguenze sul futuro degli studenti iscritti alla Sua facoltà e sul valore stesso della laurea in farmacia.

Il ddl in questione è il n° S863, a firma dei senatori Gasparri/Tomassini

In soli due anni il Decreto Bersani in tema di farmaci da banco ha fatto nascere 2500 parafarmacie, stimolato sconti sui medicinali fino al 30%, ma soprattutto, offerto nuovi posti di lavoro a molti giovani laureati.

Nuove opportunità sono state create in un sistema legislativo praticamente “ingessato” da oltre 30 anni.

Ora tutto questo potrebbe finire se fosse approvata quella che in molti hanno ribattezzato come una vera e propria “controriforma”.

Il progetto presentato in Senato intende introdurre nel panorama farmaceutico nazionale una nuova lista di farmaci che potranno essere venduti senza la presenza del farmacista nei supermercati e in qualunque altra tipologia commerciale (comprese tabaccherie, bar e distributori automatici) che ne facessero richiesta. La nuova classe di farmaci verrebbe stilata dall’AIFA scegliendo tra quelli oggi inseriti tra i farmaci d’automedicazione oggetto del decreto Bersani del luglio 2006. I medicinali inseriti che avrebbero un numero limitato d’unità posologiche (confezioni starter), sarebbero gli unici vendibili al di fuori del canale farmacia. Tutti gli altri medicinali, oggi dispensabili nelle parafarmacie alla presenza del farmacista, sarebbero vendibili solo in farmacia.

Questo ddl per la prima volta nel nostro paese rende possibile dispensare farmaci senza la presenza del farmacista, alterando alla radice la natura della professionalità del laureato della facoltà che lei presiede, riducendo il futuro spazio professionale, nonostante il severo impegno di studio che si richiede ad ogni studente in farmacia o CTF per laurearsi.

La proposta di legge infine, banalizza l’uso del farmaco che sarebbe acquistabile in self-service, umiliando le capacità professionali ed imprenditoriali dei laureati ed abilitati in farmacia.

Tutto ciò mentre il 61% dei cittadini italiani è favorevole alla legge in vigore e l’81% ritiene indispensabile la presenza del farmacista (dati CENSIS 2007).

In definitiva si tratta di un disegno corporativo finalizzato a ristabilire le piene condizioni di monopolio delle farmacie con provvedimenti mirati ad eliminare la “libera attività” dei farmacisti che non possono permettersi di acquistare una farmacia o non sono figli di titolari di farmacia.

E’ questo ciò di cui ha bisogno la professione di farmacista?

E’ giusta la riduzione del ruolo della facoltà di Farmacia a istituto di formazione dei soli “figli di proprietari di farmacia”?

Noi Crediamo di no, e per questo motivo chiediamo il suo appoggio e quello della facoltà che lei presiede, per manifestare una ferma opposizione all’approvazione di questo disegno di legge “scellerato” che rappresenta il primo passo a cancellare il ruolo sociale delle professione di farmacista e il ruolo culturale della facoltà di farmacia nel nostro Paese.

Le saremo grati se vorrà comunicarci le eventuali decisioni intraprese nella sua facoltà.

Cordialmente

MNLF – FEF

Pubblicato su parafarmacie | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , | 5 Commenti »

Analisi tecnica del ddl Gasparri-Tomassini ovvero: i meandri dei cavilli spiegati e commentati

Pubblicato da Leonardo Marchitto su Settembre 26, 2008

Riceviamo dal MNLF (Movimento Nazionale Liberi Farmacisti) e volentieri pubblichiamo questa analisi tecnica dell’articolato del ddl Gasparri -Tomassini leggendola attentamente, con l’aiuto del testo del disegno di legge Gasparri-Tomassini è tutto molto chiaro:

LM

____________________________________

Il ddl Gasparri/Tomassini deve essere letto da un punto di vista tecnico intersecando gli articoli e i commi al fine di rendere visibile il risultato e i relativi provvedimenti che ne scaturiscono.

comma 6 – Art. 1 comma 8 – Art. 1 comma 9 – Art. 9 comma 1

Con queste indicazioni nella sostanza vengono introdotte le confezioni “starter”, ovvero confezioni con un numero limitato di unità posologiche (numero di compresse, supposte ecc. Es. Aspirina oggi in commercio da 10 cpr effervescenti, domani da 5 compresse) che sono vendibili al di fuori della farmacia senza la presenza del farmacista. L’AIFA stilerà una lista di principi attivi (quindi inferiore a quella relativa agli OTC e SOP attualmente vendibili fuori dalla farmacia) che potranno essere venduti in esercizi diversi dalle farmacie. In pratica questi farmaci potranno essere venduti non solo nei supermercati e posti direttamente negli scaffali per il self-service, ma potranno essere venduti praticamente in tutti gli esercizi, non esclusi bar (alcool- medicine) e tabaccherie (tabacco – medicine), nonché potranno essere venduti anche nei distributori automatici. E’ chiaro che i produttori non potranno mantenere lo stesso rapporto costo/numero di unità posologiche, e le confezioni starter avranno in proporzione al numero delle compresse o altro presente nella confezione un costo maggiore di quelle attualmente presenti nelle parafarmacie e supermercati.

L’art. 9 comma 1 toglie qualsiasi dubbio circa la sorte degli altri SOP e OTC attualmente dispensati alla presenza del farmacista sia nei supermercati che nelle parafarmacie: tutto ciò che non rientra nella lista stilata dall’AIFA non potrà essere venduto fuori dalla farmacia. Dall’elenco dei farmaci vendibili fuori dalla farmacia sono esclusi tutti quelli che hanno necessità di essere conservati in frigorifero (es. fermenti lattici) e quelli che hanno una validità inferiore a 18 mesi.

Art. 1 comma 2

Anche i presidi medico-chirurgici e gli alimenti speciali (es. prodotti per celiaci senza glutine o aproteici per neuropatici) a carico del SSN. Potranno essere venduti solo nelle farmacie. Attualmente in molte regioni tali prodotti possono essere venduti anche nelle parafarmacie con un rapporto d convenzione con l’A.S.L. questo per rendere più agevole il reperimento da parte dei cittadini ed innescare forme di concorrenza e quindi abbassamento del prezzo.

Art. 1 comma 11

L’unificazione del quorum tra i comuni di piccole e grandi dimensioni (oggi una ogni 5000 abitanti nei comuni al disotto dei 12500 abitanti e 1 ogni 4000 abitanti nei comuni al sopra dei 12500 abitanti) porterà all’apertura di pochissime farmacie, questo perché esistono già nel territorio italiane numerose farmacie sopranumerarie, ovvero farmacie aperte in deroga al criterio della popolazione o che continuano ad operare magari vi siano stati spostamenti della popolazione. Bene, queste farmacie attraverso una unificazione del quorum sarebbero riassorbite nel criterio della popolazione, quindi nessun nuovo esercizio verrebbe aperto. Da una nostra precedente indagine (in allegato), con un simulazione a quorum di 3800 abitanti (quindi ulteriormente inferiore a quello proposto) risultava che nei comuni con popolazione maggiore (metropoli) si sarebbero potute aprire appena 5 nuove farmacie, mentre nei comuni capoluogo di provincia (in allegato) si sarebbero potute aprire in totale 78 nuove farmacie. Mentre il risultato totale su tutto il territorio nazionale ( con quorum a 3800 abitanti) non più di 300 nuove farmacie, prendendo in considerazione anche quei comuni con popolazione esigua, dove molto probabilmente il concorso per l’assegnazione andrebbe deserto.

Art 1 comma 12

Mentre il decreto Bersani aveva ristretto il tempo necessario per ereditare una farmacia, quando i naturali eredi non hanno i titoli per diventare titolari, questo ddl lo allunga riavvicinando il termine (cinque anni) a quello precedente al provvedimento del luglio 2006.

Art. 1 comma 15

L’anzianità di servizio per poter partecipare ad un concorso per sedi farmaceutiche in comuni con popolazione superiore a 100.000 abitanti viene differenziato da quello degli altri comuni, servono 5 anni d’iscrizione all’albo, come se una farmacia che opera in questi centri avesse modalità operative, tecniche e professionali diverse. Chiaro è l’intento di produrre nuove artificiose barriere.

Art. 1 comma 20 – Art. 1 comma 22 punto b), d), g)

Mentre si fa credere ai titolari di parfararmacia che il servizio prestato nei propri esercizi verrà valutato come quello di direttore di farmacia (due anni) nel concorso straordinario a cui non potranno partecipare i titolari di farmacia urbana (ma i loro figli sì, anche se soci della farmacia del padre), allo stesso tempo si permette la partecipazione dei titolari di farmacia a cui si assegna una valutazione del punteggio per i titoli maggiorato del 30 % del punteggio, con buona pace dei titolari di parafarmacia e di tutti i farmacisti non titolari che non potrebbero automaticamente vincere il concorso stesso. Inoltre appaiono di dubbia laicità rispetto alle norme costituzionali e a quelle del Trattato europeo sia il limite di quaranta anni per l’assegnazione delle farmacie rurali che quello dei sessantacinque anni per le altre farmacie. Il provvedimento di aumentare il punteggio del 30% a chi è titolare di farmacia rurale andrebbe sicuramente incontro al veto della Commissione Europea, questo perché semplicemente la farmacia rurale, così intesa come tipologia all’estero non esiste e di conseguenza i cittadini UE non italiani che volessero partecipare ad un concorso nel nostro Paese sarebbero svantaggiati in partenza al pari dei farmacisti non titolari. Dello stesso avviso è stato il Consiglio di Stato con un parere espresso su richiesta del Presidente della repubblica.

Art. 2 comma 6

Mentre oggi il titolare di una farmacia che si assenti per un periodo significativo deve nominare un direttore responsabile per il tempo necessario, con questo comma tale obbligo viene meno introducendo la responsabilità oggettiva del dipendente laureato che non viene risarcito per il compito svolto e contemporaneamente si trova con un carico di responsabilità maggiori da cui il titolare è affrancato. Con questo comma viene introdotta la “titolarità a distanza”, essendo praticamente possibile per il titolare di farmacia recarsi nell’esercizio per un numero di ore e giorni limitato.

Art. 3

Con questo articolo s’introduce la possibilità di aprire delle vere e proprie “filiali”, sedi farmaceutiche anche importanti (con 1200 abitanti si vive dignitosamente) sottratte ai concorsi ed assegnate alla farmacia più vicina. Non solo, la filiale potrebbe addirittura essere finanziata dal Comune con un contributo sino a 6000 euro!!!!

Art. 6

Appare quanto mai retorico parlare con questo articolo di libera scelta del cittadino.

Art. 8

A questo articolo bisogna fare molta attenzione perché conporterebbe sostanzialmente un aggravio sulla spesa sanitaria nazionale.

Si tratta di un articolo che cerca di riportare in farmacia privata farmaci che attualmente vengono distribuiti per il tramite delle Farmacie territoriali o ospedaliere del  SSN, così come avviene per le malattie rare, per la fibrosi cistica ecc. Secondo questo comma la distruibuzione ospedaliera dovrebbe essere un’eccezionalità o solo al momento della dimissione. ( In particolare il comma 1  il Decreto Lg.svo 124 art. 5, citato,  individua le malattie croniche, invalidanti e  rare che danno diritto all’esenzione);

Ancora più impatto ha il disposto del comma  2 del Disegno di  Legge di Tomassini  e Company in cui si dice che trascorsi 24 mesi dalla  immissione in commercio la distribuzione per conto deve cessare perché i prodotti devono rientrare nel normale circuito delle farmacie.

Basta guardare il PHT ( secondo il sole 24 0re  tutti ammontano a 2000) per capire che i prodotti di commercializzazione recente ( meno di 24 mesi )sono marginali, questo vorebbe dire  un notevole aggravio per le casse pubbliche.  Se a questo si aggiunge che nel comma 1 del Disegno si dice che le ASL devono provvedere a fare gli accordi con le farmacie private per la distribuzione per conto il cerchio si chiude.

Ricapitolando: la distribuzione diretta per malattie croniche e rare deve cessare e passare al normale circuito delle farmacie convenzionate

La distribuzione diretta deve  essere superata (  e limitata solo alla dimissione ) a favore della distribuzione per conto che diventa vincolante per tutte le ASL.

La distribuzione per conto non può comunque valere per farmaci in commercio da oltre 24 mesi!

Fornisco di seguito alcune informazioni ricavate dal sole 24 ore sanità ( 2-8 settembre)  in cui si dice ( pag16 ) che ” la Corte dei Conti arebbe rilevato mancati risparmi per 28 milioni nella distribuzione dei medicinali da parte delle ASL Liguri: a tanto ammonterebbe, secondo i magistrati, il risparmio ottenuto, dal 2000, se le Asl avessero privilegiato la distribuzione diretta al posto di quella ” in nome e per conto”così come sollecitato dalla regione. Sulla base di questi rilievi l’assessore alla sanità ligure ha riconfermato la distribuzione per conto ( abbassando  di 3 punti la remunerazione ai farmacisti, però poi nello stesso articolo parla di  6 euro a confezione al netto dell’IVA! invitando a potenziare la distribuzione diretta a tutte le ASL, sulla base di quello che fa l’ASL 1 di Imperia che dal 2002 distribuisce tutto in forma diretta ed è presa a modello in tutta italia….”

Con l’attuale sistema le ASL possono stabilire direttamente accordi con i produttori per farmaci ad alto costo, anche attraverso delle aste, poi questi farmaci vengono distribuiti direttamente o attraverso le farmacie a cui viene riconosciuto un contributo per l’atto della dispensazione. Con questo ddl tale processo sarebbe interrotto e le ASL dovrebbe concordare le modalità con le organizzazioni sindacali Federfarma, Assofarm, Famindustria ecc, alla faccia della concorrenza.

Pubblicato su parafarmacie | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , , | 5 Commenti »

Liberalizzazioni e parafarmacie: i radicali cambiano politica e appoggiano il ddl corporativo di Gasparri-Tomassini

Pubblicato da Leonardo Marchitto su Settembre 24, 2008

La lettera in basso è stata inviata al segretario, al presidente, ai deputati e senatori Radicali in Parlamento (vedi in basso)

__________________________________________

Dopo qualche ora l’on Bernardini ha replicato con la lettera sottostante:

Confermo che, per quanto mi riguarda, sono per sostenere pienamente la posizione di D’Elia (come ho fatto da Segretaria di Radicali Italiani), unica in questo momento che può mantenere un minimo di liberalizzazione/regolamentazione.
Rita Bernardini

Ce ne rallegriamo e ringraziamo, ma il resto dei deputati e Senatori Radicali chi appoggiano l’ On. Bernardini o la Sen. Poretti?

La  segreteria della Sen. Poretti ha risposto il 25/09/08:

Gentile dott. Leonardo,
per il momento non e' prevista nessuna calendarizzazione
del ddl Gasparri ne alla Camera ne' al Senato.
La senatrice Poretti sosterrà con entusiasmo il
ddl, tanto che lo presenteremo come radicali anche al senato.
Il ddl è scritto dai liberi farmacisti.
Ma la senatrice non intende comunque abbandonare quella battaglia
che da sempre ha sostenuto,
prima di Bersani e in parte contro Bersani, della possibilita'
di venedere i farmaci sop e otc
senza l'obbligo della presenza del farmacista.
Cordiali saluti.
Segreteria Senatrice Donatella Poretti
__________________________________________

Gentile Segretario e On e Senatori eletti del Partito Radicale in Parlamento,

Vi scrivo come responsabile regionale Marche e componente della FEF ( Federazione Esercizi Farmaceutici) associazione nazionale di titolari di parafarmacia ( legata al MNLF Movimento Nazionale Liberi Farmacisti) esercizi commerciali nati dopo le liberalizzazioni di Bersani.

Ora noto che i Radicali hanno cambiato politica, e i motivi li spiego in basso.
La liberalizzazione in tema di farmaci da banco ( che ha fatto nascere le 2500 parafarmacie e con consistenti sconti sui medicinali fino al 30 %) è forse una delle poche liberalizzazioni che rimane ancora intatta, dopo che quella tassisti, della class action e altre sono state imbrigliate dal Governo in carica.

Ancora per poco però, perche Gasparri –Tomassini del PDL in un ddl (disposizioni…normative in materia di medicinali ad uso umano e di riordino dell’esercizio farmaceutico ” n° 863 del 1° luglio 2008. vedi allegato) propongono in commissione Sanità Senato una norma che in breve vuole:
1. rafforzare il monopolio delle farmacie sui farmaci, presidi e prodotti sanitari aumentando il numero dei farmaci di loro esclusività
2. distruggere la concorrenza delle parafarmacie, permettendo la vendita di farmaci senza ricetta anche in assenza del farmacista che ( insieme alle farmacie rurali) sarebbero le più vulnerabili all’attacco di tabaccherie (accoppiata farmaci e fumo), spacci alimentari, bar (accoppiata farmaci ed alcool), edicole……..e contestualmente
3) favorire il licenziamento dei circa 2500 farmacisti dipendenti della GDO che sommati alla chiusura delle parafaramcie indipendenti porterebbe la cifra degli “esuberi” a 5000 unità
Ma la cosa più sorprendente è che, mentre Bersani e Bubbico in comunicati stampa e in TV ( dibattito a Ballarò trà Bersani-Gasparri) si sono dimostrati contro questo disegno iperliberista e corporativo La Senatrice Poretti ( vicina all’ADUC, eletta nel PD ma radicale e presente in commissione sanità senato) ha intenzione di appoggiare il ddl Gasparri-Tomassini…distruggendo il lavoro fatto da D’Elia.
La stessa senatrice presenterebbe contestualemnte ( pannicello caldo) un progetto di legge che preveda la possibilità per le parafaramacie di vendere tutti i medicinali ….(cosa auspicabile, perché noi siamo per la libera professione) ma che nell’attuale situazione politica e di composizione della commissione Senato dove al PDL mancano uno o due voti per far approvare il progetto, risulta essere una mazzata reale per la sopravvivenza delle parafarmacie.
Infatti sarà facile per il PDL( con l’aiuto dei Radicali) far passare il progetto Gasparri e poi bocciare sonoramente il secondo progetto( che non ha maggioranza) della Sen Poretti stessa.
In bereve la Poretti rischia di essere il cavallo di troia per cui il PDL( appoggiato dai titolari di farmacia e con il silenzio colpevole della FOFI) vuole far approvare l’eliminazione delle parafarmacie in Italia
Per questo vi chiedo di cambiare politica seguire la politica che D’Elia, Zamparutti e latri radicali hanno avuto fino a poco tempo fa.

Dott. Leonardo Marchitto
FEF – MNLF

Dichiarazioni Poretti:dal sito ADUC 23-9-08 riportato anche da agenzie stampa
Dopo il successo che la vendita di farmaci senza ricette sta avendo nelle parafarmacie e la sperimentazione sul campo, e’ evidente che per vendere questo tipo di medicinali la presenza del farmacista e’ inutile oltre che un ostacolo ai diritti dei consumatori. La diffusione dei farmaci da banco e’ limitata proprio per quei farmaci di piu’ frequente uso: perche’ non poter acquistare un farmaco a base di ibuprofene (contro il mal di testa) in una stazione di servizio lungo l’autostrada, che sicuramente non si attrezzera’ mai con un farmacista per avere un angolo con questi prodotti? In questo senso va parte del disegno di legge presentato dal sen. Maurizio Gasparri, che trova il nostro appoggio visto che si riferisce anche ad una proposta di legge che, nella passata legislatura, con la nostra collaborazione era stata presentato dal deputato Donatella Poretti e altri (1) e che in questi giorni ripresenteremo.
La cosa importante, pero’, e’ non fermarsi a questi aggiustamenti della “rivoluzione Bersani” della scorsa legislatura, ma andare oltre, interpretando quelle che sono le esigenze dei consumatori, sempre piu’ consapevoli dopo questi primi anni di rodaggio del superamento del monopolio delle farmacie.
Per questo, sempre con la sen. Donatella Poretti, stiamo preparando un disegno di legge che prevede la vendita di farmaci con ricetta anche nelle parafarmacie. Non si capisce perche’ la presenza di un farmacista non debba essere sufficiente a garantire l’erogazione di un prodotto con prescrizione; forse un farmacista e’ piu’ affidabile quando e’ in farmacia e non quando e’ in un altro tipo di presidio sanitario?
Due provvedimenti che riteniamo importanti: se da un lato servono a rompere il monopolio delle farmacie su alcuni prodotti senza levare nulla alla professionalita’ dei farmacisti, dall’altro garantiscono la piu’ ampia apertura di un mercato ancora nella fase della puberta’ e, per questo, non ancora scrostato di tutti gli impedimenti che favoriscono qualita’, economicita’ e scelta dei consumatori.

bonino_e@posta.senato.it

perduca_m@posta.senato.it

poretti_d@posta.senato.it

bernardini_r@camera.it

beltrandi_m@camera.it

farinacoscioni_m@camera.it

mecacci_m@camera.it

turco_mrz@camera.it

zamparutti_e@camera.it

Pubblicato su lavoro, parafarmacie | Contrassegnato da tag: , , , , , , | Lascia un commento »

Parafarmacie: l’ultima trincea delle liberalizzazioni in Italia

Pubblicato da Leonardo Marchitto su Settembre 22, 2008

Lettera inviata al Blog Italians di Beppe Severgnini

Caro Severgnini,

come sa purtoppo l’Italia è capovolta, cioè chi è di centro-destra dovrebbe in tutti modi , entro delle regole minime giustificate e razionali, favorire la libera iniziativa economica come pure la libera professione, ma in Italia non è così.

Per qualcuno libertà economica vuol dire solo libertà di iniziativa solo per chi è già sul mercato questo si chiama corporativismo, un aspetto della poca democrazia che vige oggi nel nostro paese.

Così è toccato due anni fa al “comunista” Bersani dare una timida ventata alle liberalizzazioni in Italia aumentando per decreto la concorrenza in tema di professionisti, farmaci, taxi, mutui, telefoni ec…….

Ma come ha detto Roberto Mazzotta “ gli italiani sono favorevoli alle liberalizzazioni degli altri” e quindi :

a) i tassisti si sono rivoltati ( con appoggio del centro destra che dovrebbe essere liberale ma opera in modo corporativo)

b) la portabilità del mutui è stata pian piano riassorbita in un intreccio che ne è annullato gli effetti

c) la class action è stata bloccata è sarà imbrigliata con il tempo

Gli unici “residui” delle liberalizzazioni sono la tassa sulle ricariche ( improbabile da recuperare) e le parafarmacie.

Sono ormai queste ultime, che hanno causato la riduzione dei prezzi dei farmaci senza ricetta fino al 20-25 %), una delle poche bandiere residue delle timide liberalizzazioni Italiane….ma anche qui ci hanno pensato Gasparri e Tomassini (spalleggiati dai titolari di farmacie e con il silenzio complice degli ordini) che con un ddl vogliono: ridurre il numero di farmaci da banco da far vendere alle parafarmacie, eliminare la presenza del farmacista ( si parla di circa 5000 esuberi) e aumentare il monopolio delle farmacie  su farmaci, parafarmaci e aumentando la distanza imposta tra una farmacia e l’altra……..…….. perfetto!

La fine delle parafarmacie sarebbe quindi il completamento dell’operazione di smantellamento delle liberalizzazioni in Italia.

Difendendole si difende un principio, il principio della libertà economica e professionale nel nostro paese.

Leonardo Marchitto (FEF)

Pubblicato su lavoro, parafarmacie | Contrassegnato da tag: , , , , , , , | 8 Commenti »

Bersani a Ballarò accusa il ddl Gasparri sulle parafarmacie di essere anti-liberalizzazioni

Pubblicato da Leonardo Marchitto su Settembre 17, 2008

parafarmacie-rischio-chiusura-repubblica-sett-2008 

Bersani a Ballarò difende le parafarmacie

Bersani a Ballarò difende le parafarmacie

Interessante battibecco tra Bersani e Gasparri nella puntata di ieri sera a Ballarò dove

poche argomentazioni contro accuse Bersani

Gasparri: poche argomentazioni contro accuse Bersani

tra gli altri temi di attualità (Alitalia, scuola, ICI ecc…) si è parlato di parafarmacie e del ddl Gasparri-Tomassini.

Bersani, che ha dimostrato perfetta conoscenza della situazione, ha accusato Gasparri di proporre una controriforma nel settore dei farmaci dicendo…….”mentre io sono stato sempre a favore per un aumento del numero di farmaci vendibili nelle parafarmacie, aumentando così il ruolo dei parafarmacisti……tu (Gasparri ndr) fai una proposta che aumenta il monopolio delle farmacie….”

Gasparri lo ha interrotto dicendo “……ma se tu hai sempre voluto aiutare le Coop….!”

Bersani ha replicato “…e qui ti voglio Gasparri….tu non leggi neanche quello che scrivi!….Con la tua proposta di legge vuoi far ritornare il monopolio delle farmacie che sarebbero le uniche ad avere i laureati, vuoi eliminare il farmacista per la vendita dei farmaci da banco e cosi favorisci anche la Coop che licenzierà i farmacisti che ha assunto per poter vendere poche medicine senza ricetta e senza l’assistenza del farmacista….”

Gasparri non ha replicato……

Commento di ParafarmaciaNews: Bravo Bersani che ha capito esattamente il nocciolo del problema….., siamo d’accordo con lui…la Coop è avvisata……ma soprattutto è avvisata anche l’altra GDO quella vicina politicamente al centro destra che non ha mai investito nelle parafarmacie nei suoi supermercati, non ha assunto un solo farmacista……e pretende forse ora di vendere una manciata di farmaci da banco in confezione starter…….

Che ne pensate?

Pubblicato su parafarmacie | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , | 26 Commenti »