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Il Presidente della Provincia di Macerata: “parafarmacie a rischio, difendiamole”

Pubblicato da Leonardo Marchitto su Novembre 18, 2008

Commento di ParafarmaciaNews: L’intervento del Presidente della Provincia di Macerata Silenzi, ci fa molto piacere ed apprezziamo l’acutezza dell’analisi sulla situazione. La sua preoccupazione è anche rivolta (giustamente pensiamo) al costo della vita che le parafarmacie hanno contribuito a limitare…..cosa sempre utile in vista del periodo di crisi che attraversiamo. Una cosa va notata, l’intervento di Silenzi è solo la punta dell’iceberg di un opposizione alla Gasparri-Tomassini che viene dal basso, iniziano infatti ad aumentare i comuni ed enti locali che approvano mozioni come quelle promosse dalla provincia di Macerata.

LM

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2188-silenziDal Resto del Carlino Macerata, 13 novembre 2008 - I Senatori Gasparri e Tomassini hanno presentato il ddl per “disposizioni normative in materia di medicinali ad uso umano e di riordino dell’esercizio farmaceutico”.
I contenuti dello stesso tendono a metter in forte difficoltà l’esperienza delle ‘parafarmacie’ che, attraverso la vendita dei farmaci da banco negli esercizi commerciali prevista all’interno delle liberalizzazioni proposte dal Ministro Bersani, è stata certamente utile ai cittadini non solo per una maggiore diffusione dei punti di vendita di questi prodotti, ma soprattutto per contenere i costi favorendo un regime di positiva concorrenza.

Il presidente della Provincia di Macerata Giulio Silenzi contesta il disegno di legge presentato dai senatori del Pdl: “Partendo da questa constatazione, mi sembra necessario contrastare il ddl difendendo così l’attività delle parafarmacie sul territorio e di conseguenza difendendo i redditi delle famiglie e di alcuni ceti in difficoltà, duramente colpiti dalla attuale crisi economica.

Il ddl, infatti, tende a ridurre drasticamente il numero di confezioni di farmaci da banco vendibili nelle parafarmacie, ristabilendo di conseguenza il sostanziale monopolio di cui godevano le farmacie anche per gli alimenti speciali e gli ausili sanitari. La prima conseguenza di questa situazione sarebbe il licenziamento dei farmacisti dipendenti dei supermercati e delle parafarmacie, stimati in circa 2500 unità.
Del tutto inefficace dal punto di vista occupazionale sarebbe la limitazione del quorum di popolazione per l’istituzione di nuove farmacie, infatti in sostanza il numero delle nuove farmacie sarebbe assolutamente limitato e nella sostanza si ridurrebbe ad un riassorbimento delle farmacie soprannumerarie presenti.

Partendo da queste considerazioni ho sollecitato i parlamentari della regione ad adoperarsi perché ci sia una forte opposizione al ddl dei senatori Gasparri e Tomassini, per difendere contemporaneamente una delle liberalizzazioni volute dal Ministero Bersani e la possibilità dei cittadini di avere una maggiore distribuzione dei farmaci da banco ed un abbassamento del loro costo”.

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Parafarmacie e vendita OTC: a chi tira la volata la sen. Poretti?

Pubblicato da Leonardo Marchitto su Novembre 13, 2008

Riceviamo dal MNLF e dalla FEF e volentieri pubblichiamo.

Commento di ParafarmaciaNews: come sapete e leggerete negli articoli di settembre 2008 in questo stesso sito web, abbiamo già sollevato qualche mese fa il problema della sen. Poretti (dei Radicali ma eletta nelle liste PD). Abbiamo inviato e-mail di protesta alla stessa e agli altri senatori e deputati radicali, dato che questo partito non ha una posizione chiara: l’on. Bernardini (radicali) sostiene con un suo ddl la concessione, ad un certo numero di parafarmacie dei farmaci di fascia C (ricette bianche) mentre la Poretti vuole appoggiare (“con entusiasmo” come ci ha scritto) il disegno di legge corporativo Gasparri-Tomassini.

La stessa ha anche dichiarato qualche mese fa che avrebbe presentato un disegno di legge orientato a consentire anche alle parafarmacie la vendita di farmaci con ricetta medica……nessuno ha visto nulla,le dichiarazioni sono rimaste tali, come accade per alcuni politici italiani:solo chiacchiere e forse manovre per comprire le reali intenzioni di parte della GDO per la quale il farmacista è un inutile spesa e il farmaco da banco un prodotto di consumo.

Che politica hanno i radicali allora?

Infine il PD e altri della maggioranza che fanno? Anche qui la situazione è da chiarire: Bersani, Bubbico(PD) e Scajola (Pdl e ministro Attività produttive) si sono schierati nettamente contro, ma il ministro ombra del PD Enrico Letta e il sottosegretario ombra alla salute sen Cosentino che posizione hanno? Continuano ad essere un’ombra? Speriamo di no.

Per adesso non si sa nulla benchè ParafarmaciaNews ha già sottoposto agli stessi la questione.

 

Un consiglio per tutti: chiedere spiegazioni ai parlamentari radicali della posizione della senatrice sarebbe cosa saggia, chiedere ad Enrico Letta e Cosentino spiegazioni sulla faccenda sarebbe utile, più si chiede in molti e più si ha probabilità che della faccenda se ne discuta nei termini corretti.

LM

 

 

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Ancora una volta la Sen. Poretti (dei Radicali e componente della commissione sanità che dovrà esaminare il ddl Gasparri-Tomassini) chiede, attraverso la presentazione di un disegno di legge, la “rimozione” del farmacista nella vendita dei farmaci SOP e OTC.

 

Il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti e la Federazione Esercizi Farmaceutici denunciano l’irresponsabile posizione del parlamentare che facendo riferimento alla situazione americana, ignora completamente la volontà del 65% dei cittadini italiani che in un recente sondaggio si sono dichiarati contrari all’ipotesi di eliminare la presenza del farmacista nella vendita dei farmaci d’automedicazione.

 

Alla sen. Poretti val la pena ricordare che dopo l’approvazione del decreto Bersani e la conseguente liberalizzazione dei farmaci d’automedicazione non c’è stato alcun innalzamento dei casi di patologie dovute ad abuso dei farmaci e questo risultato è dovuto proprio alla presenza e professionalità dei farmacisti.

 

Alla sen. Poretti bisogna ricordare che se il suo progetto andasse in porto sarebbero proprio i monopolisti a beneficiarne perché le oltre 2500 parafarmacie aperte sino ad oggi chiuderebbero immediatamente con oltre 5000 addetti senza lavoro.

 

Il Movimento nazionale Liberi Farmacisti e la Federazione Esercizi Farmaceutici ricordano alla Grande Distribuzione (super e ipermercati) che se non si ottengono i risultati sperati in un settore in crescita, non è opportuno cercare di cambiare le regole adattandole alle proprie condizioni, inoltre l’eliminazione della figura del farmacista sarebbe più un danno che un beneficio per loro e questo perché il cittadino italiano non è abituato al “self service” del farmaco.

 

Se la Sen. Poretti vuole fare qualcosa di costruttivo per ampliare e non “trasfigurare” una delle poche liberalizzazioni riuscite in questo Paese, si adoperi perché aumentino il numero dei farmaci vendibili senza ricetta medica, in quanto diversi preparati, malgrado richiedano la ricetta, oggi sono venduti senza la prescrizione medica nelle farmacie.

Questo sì,  significherebbe fare l’interesse generale e non quello particolare.

 

MNLF – FEF

Uff. Stampa

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