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Liberalizzazioni e parafarmacie: i radicali cambiano politica e appoggiano il ddl corporativo di Gasparri-Tomassini

Pubblicato da Leonardo Marchitto su Settembre 24, 2008

La lettera in basso è stata inviata al segretario, al presidente, ai deputati e senatori Radicali in Parlamento (vedi in basso)

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Dopo qualche ora l’on Bernardini ha replicato con la lettera sottostante:

Confermo che, per quanto mi riguarda, sono per sostenere pienamente la posizione di D’Elia (come ho fatto da Segretaria di Radicali Italiani), unica in questo momento che può mantenere un minimo di liberalizzazione/regolamentazione.
Rita Bernardini

Ce ne rallegriamo e ringraziamo, ma il resto dei deputati e Senatori Radicali chi appoggiano l’ On. Bernardini o la Sen. Poretti?

La  segreteria della Sen. Poretti ha risposto il 25/09/08:

Gentile dott. Leonardo,
per il momento non e' prevista nessuna calendarizzazione
del ddl Gasparri ne alla Camera ne' al Senato.
La senatrice Poretti sosterrà con entusiasmo il
ddl, tanto che lo presenteremo come radicali anche al senato.
Il ddl è scritto dai liberi farmacisti.
Ma la senatrice non intende comunque abbandonare quella battaglia
che da sempre ha sostenuto,
prima di Bersani e in parte contro Bersani, della possibilita'
di venedere i farmaci sop e otc
senza l'obbligo della presenza del farmacista.
Cordiali saluti.
Segreteria Senatrice Donatella Poretti
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Gentile Segretario e On e Senatori eletti del Partito Radicale in Parlamento,

Vi scrivo come responsabile regionale Marche e componente della FEF ( Federazione Esercizi Farmaceutici) associazione nazionale di titolari di parafarmacia ( legata al MNLF Movimento Nazionale Liberi Farmacisti) esercizi commerciali nati dopo le liberalizzazioni di Bersani.

Ora noto che i Radicali hanno cambiato politica, e i motivi li spiego in basso.
La liberalizzazione in tema di farmaci da banco ( che ha fatto nascere le 2500 parafarmacie e con consistenti sconti sui medicinali fino al 30 %) è forse una delle poche liberalizzazioni che rimane ancora intatta, dopo che quella tassisti, della class action e altre sono state imbrigliate dal Governo in carica.

Ancora per poco però, perche Gasparri –Tomassini del PDL in un ddl (disposizioni…normative in materia di medicinali ad uso umano e di riordino dell’esercizio farmaceutico ” n° 863 del 1° luglio 2008. vedi allegato) propongono in commissione Sanità Senato una norma che in breve vuole:
1. rafforzare il monopolio delle farmacie sui farmaci, presidi e prodotti sanitari aumentando il numero dei farmaci di loro esclusività
2. distruggere la concorrenza delle parafarmacie, permettendo la vendita di farmaci senza ricetta anche in assenza del farmacista che ( insieme alle farmacie rurali) sarebbero le più vulnerabili all’attacco di tabaccherie (accoppiata farmaci e fumo), spacci alimentari, bar (accoppiata farmaci ed alcool), edicole……..e contestualmente
3) favorire il licenziamento dei circa 2500 farmacisti dipendenti della GDO che sommati alla chiusura delle parafaramcie indipendenti porterebbe la cifra degli “esuberi” a 5000 unità
Ma la cosa più sorprendente è che, mentre Bersani e Bubbico in comunicati stampa e in TV ( dibattito a Ballarò trà Bersani-Gasparri) si sono dimostrati contro questo disegno iperliberista e corporativo La Senatrice Poretti ( vicina all’ADUC, eletta nel PD ma radicale e presente in commissione sanità senato) ha intenzione di appoggiare il ddl Gasparri-Tomassini…distruggendo il lavoro fatto da D’Elia.
La stessa senatrice presenterebbe contestualemnte ( pannicello caldo) un progetto di legge che preveda la possibilità per le parafaramacie di vendere tutti i medicinali ….(cosa auspicabile, perché noi siamo per la libera professione) ma che nell’attuale situazione politica e di composizione della commissione Senato dove al PDL mancano uno o due voti per far approvare il progetto, risulta essere una mazzata reale per la sopravvivenza delle parafarmacie.
Infatti sarà facile per il PDL( con l’aiuto dei Radicali) far passare il progetto Gasparri e poi bocciare sonoramente il secondo progetto( che non ha maggioranza) della Sen Poretti stessa.
In bereve la Poretti rischia di essere il cavallo di troia per cui il PDL( appoggiato dai titolari di farmacia e con il silenzio colpevole della FOFI) vuole far approvare l’eliminazione delle parafarmacie in Italia
Per questo vi chiedo di cambiare politica seguire la politica che D’Elia, Zamparutti e latri radicali hanno avuto fino a poco tempo fa.

Dott. Leonardo Marchitto
FEF – MNLF

Dichiarazioni Poretti:dal sito ADUC 23-9-08 riportato anche da agenzie stampa
Dopo il successo che la vendita di farmaci senza ricette sta avendo nelle parafarmacie e la sperimentazione sul campo, e’ evidente che per vendere questo tipo di medicinali la presenza del farmacista e’ inutile oltre che un ostacolo ai diritti dei consumatori. La diffusione dei farmaci da banco e’ limitata proprio per quei farmaci di piu’ frequente uso: perche’ non poter acquistare un farmaco a base di ibuprofene (contro il mal di testa) in una stazione di servizio lungo l’autostrada, che sicuramente non si attrezzera’ mai con un farmacista per avere un angolo con questi prodotti? In questo senso va parte del disegno di legge presentato dal sen. Maurizio Gasparri, che trova il nostro appoggio visto che si riferisce anche ad una proposta di legge che, nella passata legislatura, con la nostra collaborazione era stata presentato dal deputato Donatella Poretti e altri (1) e che in questi giorni ripresenteremo.
La cosa importante, pero’, e’ non fermarsi a questi aggiustamenti della “rivoluzione Bersani” della scorsa legislatura, ma andare oltre, interpretando quelle che sono le esigenze dei consumatori, sempre piu’ consapevoli dopo questi primi anni di rodaggio del superamento del monopolio delle farmacie.
Per questo, sempre con la sen. Donatella Poretti, stiamo preparando un disegno di legge che prevede la vendita di farmaci con ricetta anche nelle parafarmacie. Non si capisce perche’ la presenza di un farmacista non debba essere sufficiente a garantire l’erogazione di un prodotto con prescrizione; forse un farmacista e’ piu’ affidabile quando e’ in farmacia e non quando e’ in un altro tipo di presidio sanitario?
Due provvedimenti che riteniamo importanti: se da un lato servono a rompere il monopolio delle farmacie su alcuni prodotti senza levare nulla alla professionalita’ dei farmacisti, dall’altro garantiscono la piu’ ampia apertura di un mercato ancora nella fase della puberta’ e, per questo, non ancora scrostato di tutti gli impedimenti che favoriscono qualita’, economicita’ e scelta dei consumatori.

bonino_e@posta.senato.it

perduca_m@posta.senato.it

poretti_d@posta.senato.it

bernardini_r@camera.it

beltrandi_m@camera.it

farinacoscioni_m@camera.it

mecacci_m@camera.it

turco_mrz@camera.it

zamparutti_e@camera.it

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GDO-Federfarma:un patto Molotov-Ribbentrop a danno delle parafarmacie, farmacie rurali e giovani farmacisti

Pubblicato da Leonardo Marchitto su Luglio 24, 2008

 

L’accordo proposto si profila tra alcuni settori della GDO e Federfarma , benedetto dal ministro del lavoro e della Salute Sacconi (vedi il ritratto in alto) è proprio come questa foto foto: bianco e nero, i personaggi (Molotov, Ribbentrop e sullo sfondo Stalin) sono sorridenti sicuri di se sodddisfatti e arroganti e sprezzanti delle regole (internazionali in quel caso, dato che si spartivano la Polonia) del buon senso e della professionalità nel caso della distribuzione dei farmaci da banco.

Ma come quella fu l’ultima cartuccia di due dittature politiche, quello che si paventa è uno scempio degno del “Gattopardismo” più squallido: cioè cambio tutto (liberismo sfrenato sui farmaci OTC eliminando il farmacista) per non cambiare nulla, dato che senza farmacista nelle parafarmacie/GDO, pian piano la gente ritornerà al consiglio del farmacista ormai solo in farmacia.

Ma continuando con l’analogia del patto scellerato in questione vediamo gli altri ruoli: chi fa la fine della Polonia? Le parafarmacie innanzitutto è ovvio, ma anche le farmacie rurali (con fatturati ridotti rispetto alla grasse urbane) sarebbero immediatamente sottoposte alla brutale concorrenza dei tabaccai, edicolanti, alimentari ecc….ma non dimentichiamo i giovani colleghi che lavorano nei corner salute della GDO licenziati di colpo e che andranno a mendicare lavoro precario dai titolari urbani (Sacconi non è anche ministro del lavoro?)
Vediamo però uno degli epiloghi probabili della faccenda che ha delle analogie con quel patto scellerato:
La spartizione della Polonia proposta da Stalin-Molotov alla Germania di Hitler-Ribbentrop fu una polpetta avvelenata che segnò l’inizio della fine della Germania stessa dato che tra due “caimani” di eguale forza vince alla fina quello più scaltro e diplomatico (in quel caso la Russia di Stalin).

Così per la GDO l’eliminazione del farmacista rischia di essere una “polpetta avvelenata” risparmi ora (sul personale) per avere un bel piatto di lenticchie dopo (cioè solo qualche aspirina da vendere in futuro) bisogna ricordare che nel dopoguerra con la “cortina di ferro” Stalin si pappò tutta l’Europa Centrale e metà Germania….

Cosi Federfarma, senza la professionalità del farmacista nelle parafarmacie/GDO, si riannetterà lentamente tutto il mercato dei farmaci da banco nel nostro paese…..e i delisting di nuove specialità farmaceutiche ad OTC sarà scongiurato……
E si ritornerà ben bene al “buon tempo andato”…….

Che ne pensate?

Leonardo Marchitto

 

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