Rossi, rossi di rabbia i proprietari di farmacie che vedono nell’aumento del numero delle farmacie una prospettiva di calo dei fatturati, però poi sono i secondi in classifica per dichiarazione dei redditi dopo i notai.
Rosse, rosse di sangue le parafarmacie, pugnalate alle spalle da chi come Catricalà, prima scriveva libri a favore della concorrenza ( 1000 zavorre d’Italia) e poi sulle liberalizzazioni dei farmaci scrive il compitino che ha dettato PDL- Federfarma.
Diventano rossi anche i democristiani del PD che consigliati da Federfarma non esitano a pugnalare a freddo anche Bersani pur di difendere il monopolio delle farmaci sulle ricette di fascia C.
La tecnica gattopardesca di questa storia anticoncorrenziale è chiara:
1) Federfarma e la sua “longa manus” politica presente in PDL e PD ha evitato e castrato la liberalizzazione dei farmaci di Fascia C (che generava concorrenza positiva e calo dei prezzi, come è successo con lenzuolate di Bersani, sia nel “salva Italia” che nel “cresci Italia”
2) seconda fase: l’attacco al capo del terrorista di “Aspirina Rossa” colui che ha colpa di un gravissimo reato nei confronti dei grassi titolari di farmacia: aver consentito l’apertura (su 3800) di ben 150 pericolosissimi covi/corner delle parafarmacoop, spina dorsale di “Aspirina Rossa” .
3) terza fase : è quella di riportare il numero delle farmacie a quello previsto dalle sacre scritture della “legge corporativa” ovvero: 4000/5000 abitanti per farmacia. Come? Ma in parlamento ovvio, con cavilli, emendamenti e postille, come i colpi di mano operati a dicembre scorso che ha trovato i fini liberalizzatori alla Catricalà spiazzati….poverini…..sommersi dalle “zavorre italiane” che sono finite per zavorrare anche il PD e il fantomatico capo di “Aspirina Rossa” al secolo Pierluigi Bersani.
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