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Archivio per Ottobre 2008

Il farmacista in parafarmacia e GDO ha la stessa dignità degli altri farmacisti

Pubblicato da Leonardo Marchitto su Ottobre 16, 2008

Si riporta la risposta al post inviato al sito da “Genus”

Gentile Genus,
se è profondamente d’accordo con il ddl Gasparri-Tomassini lei è per:

1)l’eliminazione del binomio farmaco-farmacista, cioè accetta da farmacista presumo, che non farmacisti possono dispensare farmaci sia pur in confezione starter. Lei è quindi per una riduzione degli ambiti professionali del farmacista in quanto per alcune molecole e dosaggi i prodotti sarebbero equiparati di fatto a prodotti da mass market. Io e molti altri (l ANIFA, la FEF, l’ANPI, MNLF e circa il 76% della categoria(vedi sondaggio di Farmacia News n° settembre) crediamo che il farmaco OTC e SOP non potrà essere mai quello che non può essere e cioè un prodotto da mass market: lei pensa che si possa indurre la “voglia di mal di testa” come una voglia di uno yogurt alla fragola?

2)per tali motivi i Presidi dovrebbero essere contro alla proposta scellerata di Gasparri e Tomassini, la facoltà di farmacia italiana non può accettare questa riduzione dello spazio d’azione del laureato in Farmacia e CTF. Se lo accetterà cesserà di essere una facoltà di farmacia aperta a tutti ma si trasformerà tristemente (anche come numero di sedi visto che le paghiamo tutti con le tasse) in Istituto Professionale Superiore per Familiari e Titolari di Farmacia (IPSFTF). Inoltre la laurea potrebbe non essere conseguita dalla persona ma la si potrebbe dare direttamente ai muri della farmacia stessa.

Adesso vengo alle sue critiche in dettaglio: lei si preoccupa di ” vedere il farmacista di parafarmacia o di GDO come semplice distributore automatico di scatolette”

- Primo è noto da indagini e trasmissioni televisive che molti farmacisti fanno anche di peggio…vendono senza ricetta farmaci con ricetta obbligatoria, e non parlo di ricetta ripetibile (ed è grave verso la professione e la gente) ma anche di ricette non ripetibili….mi riferisco a farmacie come ha documentato con tanto di filmati Striscia la Notizia oppure la FOFI che ogni tanto invia giustamente circolari(se vuole le do i numeri dei documenti) per richiamare appunto all’Ordine molti faramcisti(?) sbadati diciamo così.
- Secondo è proprio la proposta di Gasparri (che lei profondamente appoggia) che invece favorirà la crescita dei distributori automatici per la vendita di farmaci da banco esautorando professionalmente il farmacista

Lei si preoccupa del fatto che ” in farmacia si possono preparare le le medicine e non è possibile farlo in parafarmacia o GDO” giusta critica alla Bersani, secondo molti infatti è stata molto prudente, si proponga allora che per le parafarmacie e Coner GDO (dove è obbligatoria la presenza di un farmacista abilitato le ricordo) che rispettano i criteri dei laboratori galenici delle farmacie e dopo ispezione delle autorità sanitarie, possano esere allestite tutte le preparazioni galeniche sia con ricetta che non.

Lei afferma che “che i farmacisti sono richiestissimi nelle industrie farmaceutiche e che il lavoro presso l’industria farmaceutica garantisce punteggio a chi voglia fare un concorso” ma è perfettamente sicuro di ciò si è documentato bene? Lo sa che il ministro Scajola ha appena convocato un tavolo sulla ” farmaceutica” che dovrà affrontare l’esubero di molti dipendenti dell’industria farmaceutica di cui molti informatori? Lei lo sa che i famosi punteggi conteggiabili per chi lavora nell’industria sono sostanzialmente ad appannaggio del solo direttore tecnico e non ad esempio per ricercatori sui farmaci (farmacisti e CTF) e responsabili di controllo qualità?(farmacisti e CTF).Cioè chi fa il lavoro piu “farmaceutico” di tutti non ha valore per la farmacia…..le pare giusto o non le sembra una logica dettata dal corporativismo? Lei lo sapeva questo?

Infine conclude con “LAVORARE IN UNA PARAFARMACIA, oltre a non essere per nulla professionale, NON GARANTISCE ALCUN PUNTEGGIO!!”, bene allora appoggi un emendamento alla Gasparri che preveda per i titolari e collaboratori di parafarmacia e GDO una valutazione di punti adeguata a tale lavoro…

Come vede le sue affermazioni hanno poco fondamento.
Saluti
LM

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Il post di geunus ::Ottobre 15, 2008 a 5:08 pm

sono profondamente d’accordo con il ddl gasparri. La liberalizzazione attuata da bersani non ha fatto altro che denigrare la figura del farmacista, più volte ormai chiamato commesso. E’ una vera tristezza vedere laureati fare scontrini a raffica e dispensare farmaci nella frenetica atmosfera degli acquisti nei grandi supermercati. Sono per il binomio farmaco-farmacista ma sarei ancora di più per il trinomio farmaco-farmacista-farmacia. Non va, a mio avviso, trascurato il ruolo che il farmacista ha come preparatore dei medicamenti, cosa che non si fa in una parafarmacia nè tantomeno in un corner gdo. I presidi delle facoltà di farmacia italiane dovrebbero essere favorevoli a questo decreto, in quanto l’università per prima forma professionisti che nessun docente vorrebbe vedere dietro un banco ad essere semplicemente distributori automatici di scatole. In farmacia il laureato ha la possibilità di preparare le medicine, di mettere in campo le proprie competenze acquisite durante gli studi. Per quanto attiene al presunto sistema corporativo, vorrei ricordare che i pubblici concorsi per l’assegnazione di sedi farmaceutiche esistono ancora.E’ chiaro che un neolaureato non potrà ambire ad una farmacia nel pieno centro di Milano, ma semmai iniziare a lavorare con una farmacia rurale.I concorsi per le farmacie rurali favoriscono i giovani al di sotto dei 40 anni. E’ un settore in cui si fa carriera in questo modo e chi ha la possibilità può contare nelle numerose farmacie in vendita soprattutto nel nord del paese. E poi….diciamo la verità…Chi investe sulle pararafarmacie è qualcuno che già ha un lavoro alle spalle nel settore farmaceutico e se ne sbatte di tutelare la figura professionale del farmacista e ragiona con una logica di profitto. Per tale motivo un neolaureato in farmacia deve ,a mio avviso, uno tutelare l’immagine di una professione utilissima alla società, due adoperarsi per riuscire a vincere una sede farmaceutica, potendo poi svolgere il lavoro per il quale ha studiato per cinque faticosi anni. Ricordo , inoltre, che i farmacisti sono richiestissimi nelle industrie farmaceutiche e che il lavoro presso l’industria farmaceutica garantisce punteggio a chi voglia fare un concorso. LAVORARE IN UNA PARAFARMACIA, oltre a non essere per nulla professionale, NON GARANTISCE ALCUN PUNTEGGIO!!

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Il Ministro Scajola fa cambiare idea a Gasparri e Tomassini sulle parafarmacie?

Pubblicato da Leonardo Marchitto su Ottobre 8, 2008

Commento di ParafarmaciaNews: (leggete in basso il botta e risposta tra Scajola e il duo Gasparri-Tomassini…)

sen Tomassini

sen Tomassini

il ministro Scajola

il ministro Scajola

Il ministro Scajola fa cambiare idea a Gasparri e Tomassini che, dopo il polverone e le proteste generate dalle associazioni delle parafarmacie e dei consumatori sulla riduzione del numero di OTC vendibili nelle parafaramacie anche in assenza del farmacista, stanno cambiando tiro “dicendo scusate abbiamo sbagliato” e accusano il Ministro Scajola di non aver ben letto la loro proposta.

Leggete l’analisi tecnica del ddl pubblicata su ParafarmaciaNews e inviata da FEF e MNLF al ministro Scajola stesso……..si comprende bene come un uomo di governo derubrichi la controriforma a “proposta parlamentare”

Secondo noi Scajola l’ha letta e capita benissimo….forse chi deve leggere i progetti di legge prima di firmarli è qualcun altro.

Comunque dalle dichiarazioni di Gasparri e Tomassini sembra emergere una novità, sarebbero d’accordo ad un “delisting” , limitato al 15 % delle specialità oggi a ricetta, a farmaci da banco.

E’ certo un primo passo….ma l’eliminazione del farmacista che fine fa? Resta?

Speriamo che Scajola illumini i parlamentari della sua parte politica……….Una considerazione finale ma le opposizioni che fanno?

Dorme, vogliono lasciare alla sola maggioranza un tema così importante come quello dei

l'ex sott. attvità produttive Bubbico

prezzi dei medicinali? Dopo Bersani e Bubbico ci aspettiamo che esponenti dell’opposizione ma anche quelli di maggioranza, facciano proposte serie ed equilibrate sul settore della dispensazione del farmaco.

Riforme condivise che stabilizzino finalmente un settore (le parafaramacie) che crescendo continuerà non a scimmiottare le farmacie, ma troverà un suo spazio dignitoso nel mondo farmaceutico italiano, continuando a generare occupazione e vantaggi per i clienti oggi e in futuro sempre apprezzati.

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(AGI) – Roma, 7 ott. – “Sono assolutamente contrario alla proposta parlamentare che annulla la liberalizzazione dei farmaci da banco”. Questa la dichiarazione che il Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola ha fatto oggi pomeriggio durante l’incontro con le Associazioni dei consumatori,

La risposta di Gasparri e Tomassini……..

FARMACI: GASPARRI E TOMASSINI, LIBERALIZZAZIONE OTC VA AVANTI

(AGI) – Roma, 7 ott. – La liberalizzazione dei farmaci Otc (’On the counter’, ovvero ‘da banco’) va avanti. Il presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri e il presidente della Commissione Igiene e Sanita’ del Senato, Antonio Tomassini, rassicurano il ministro delle attivita’ produttive Claudio Scajola che, incontrando i consumatori, si era detto contrario ad “una proposta di legge che annullerebbe le liberalizzazioni”, come riferito in un comunicato dal Movimento Difesa del Cittadino.

“Probabilmente il ministro Scajola non ha avuto modo di conoscere ed approfondire la nostra proposta di legge in materia di vendita dei prodotti farmaceutici”, spiegano a loro volta i senatori: “Siamo d’accordo anche noi con la liberalizzazione dei farmaci da banco, specificando che devono essere quelli attuali, cioe’ quelli acquistabili senza obbligo di prescrizione”.

Siamo convinti”, continuano Gasparri e Tomassini, “che questo tipo di farmaci possa essere ampliato aggiungendone altri, almeno il 15 per cento in piu’, ora acquistabili solo con prescrizione ed invece a nostro avviso liberalizzabili. Siamo convinti che tutti i farmaci con prescrizione debbano essere, invece, venduti nelle farmacie. Nessun allarmismo, quindi, puo’ derivare da alcun punto della nostra proposta di legge. Che non solo non fa diminuire l’attuale numero delle parafarmacie, ma anzi conferma i fondamenti che hanno consentito alle parafarmacie di avviare la loro attivita’. Piu’ precisione e meno confusione consentiranno norme utili al paese, per renderlo piu’ libero e tutelare farmacisti, parafarmacisti e consumatori”. (AGI)

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Per il canale parafarmacie riforme condivise:pubblicata lettera della FEF su Farmacia News

Pubblicato da Leonardo Marchitto su Ottobre 8, 2008

Riportiamo il testo della lettera pubblicata integralemnte sul numero di ottobre 2008 di Farmacia News. Come vedrete è una lettera improntata alla volontà di individuare riforme condivise e che faccia sviluppare il canale parafarmacie nel nostro paese e contro proposte “iper” conservatrici o “iper” liberali, in modo tale che chi ha intrapreso un’attività commerciale possa tranquillamente programmare il proprio fututo professionale ed imprenditoriale.

LM

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Gentile dottoressa,

ho letto con interesse il suo editoriale su Farmacia News n°8 settembre 2008, leggo sempre i suoi editoriali e non condivido sempre le sue idee, ma questa volta si, mi sembrano idee giuste ed equilibrate, tra l’altro confortate dalla vostra inchiesta che vede nella stragrande maggioranza (il 76%) i colleghi favorevoli a mantenere il binomio farmaco-farmacista.

I farmacisti tutti (urbani, rurali e non titolari) sembrano presi da un profondo smarrimento da una lotta senza tregua tra “iper”liberali e “iper”conservatori, continuando così si favorirà solo gli “iper”mercati trasformando il farmaco (anche quello senza ricetta) in quello che non potrà mai essere: cioè un prodotto da mass market.

Di questo ne è perfettamente cosciente l’industria farmaceutica dei farmaci di automedicazione (ANIFA) che anche recentemente ha sempre ribadito la nesessità del medico e del farmacista per lo sviluppo di un automedicazione responsabile.

Concordo con lei le parafarmacie hanno avuto un ruolo in questi anni infatti, hanno colmato i vuoti che la pianta organica non è stata in grado soddisfare ( tenga conto che molte parafarmacie sono proprietà di titolari di farmacia) ma aggiungerei che hanno determinato una riduzione dei prezzi sui medicinali ( si veda una recente ricerca di Altroconsumo) smentendo inoltre chi tra gli “iper” conservatori parlava di consumismo farmaceutico prima della riforma Bersani.

E, cosa a mio avviso importante, hanno il merito di aver fatto capire ad una categoria che storicamente non è abituata che il confronto delle capacità, delle idee e, perché no, della professionalità, in poche parole della concorrenza,  non sono valori negativi.

Siamo dunque ora di fronte (parlo del Ministro della Salute) ma ancora di più Gasparri e Tomassini, autorevoli esponenti dei partiti di governo e vicini a Federfarma, che al Senato con il ddl  n° 863 progettano l’eliminazione del farmacista per la vendita degli OTC.

Questa proposta ricorda tanto quella “iper”liberale n° 989 del 30 maggio 2006 tra l’altro a firma dei radicali Poretti, D’Elia, Capezzone e altri ed appoggiata dall’ ADUC anche li si proponeva di eliminare il farmacista nella vendita di SOP e OTC, come si vede gli “iper” in versione conservatrice o liberale si ritrovano sempre nei momenti che contano.

Credo insieme a lei che la nostra categoria abbia ora bisogno di riprendere nelle proprie mani le sue sorti senza provocazioni per nessuno, c’è bisogno di costruire non di bombardare, con l’aiuto di qualcuno interessato, l’architettura della dispensazione del farmaco nel nostro paese.

Concordo con lei: la colonna di questa architettura è il farmacista ovunque sia presente (in farmacia, in parafarmacia che nei corner GDO) e da qui che bisogna partire per una discussione realistica e seria per governare i processi di riforma del settore che volenti o nolenti occorrerà fare, le cose cambiano: non restano immutabili nel tempo.

Quali processi? Provo ad elencarli:

·         Il processo degli “switch” di un certo numero di farmaci attualmente con ricetta a farmaci di automedicazione. Lo richiede il buon senso del lavoro pratico di farmacista, lo chiedono i cittadini che vogliono avere un maggior numero dei farmaci disponibili rapidamente e dietro consiglio, lo richiedono le aziende (si veda le posizioni dell’ANIFA) dato che è  oggettivamente difficile sostenere che farmaci che sono all’estero senza ricetta in Italia devono avere la prescrizione (a volte elusa diciamocelo). Ma Britannici Tedeschi o Francesi hanno una fisiologia diversa dalla nostra? Il sub-emendamento Banti al famoso emendamento D’Elia sulla fascia C può essere una risposta in tal senso

·         La questione della “proprietà delle farmacie in capo solo a farmacisti” che vede i grossi gruppi di distribuzione pronti ad aggredire il mercato

·         La riforma dei concorsi per farmacie, le situazioni di mancata attuazione della pianta organica soprattutto al sud è ormai insostenibile, occorre dare un valore al lavoro di farmacista in parafarmacia, come viene fatto per quello di collaboratore o direttore di magazzino farmaceutico. Occorrono meccanismi trasparenti ed automatici senza burocrazie, non sanatorie ne per le farmacie ne (come sostiene qualcuno emulando qualche titolare) per le parafarmacie.

·         L’allargamento del “Tavolo sulla farmaceutica” anche alle rappresentanze delle parafarmacie, cosa che fino adesso è stata esclusa dai titolari di farmacia e ministri compiacenti. Una cosa ovvia se si vuole governare le riforme necessarie.

Una FOFI saggia, che ha mostrato fino adesso un silenzio assordante, si opporrebbe alla proposta Gasparri-Tomassini pena la sua trasformazione genetica in qualcosa d’altro un ibrido (FederFOFI?) completamente delegittimato agli occhi della maggioranza degli iscritti agli Ordini che, lo ricordo, sono presenti anche nelle parafarmacie e nei corner.

Spero che partendo da punti di vista diversi ci si possa incontrare.

Per questo le sue parole sono utili e credo che la sua rivista possa essere il forum dove dibattere e dico chiaramente “realizzare” le riforme concordate che il mondo della dispensazione del farmaco ha bisogno nel nostro paese.

Dott Leonardo Marchitto

Federerazione Esercizi Farmaceutici – Regione Marche

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Il ministro Scajola contro il ddl Gasparri-Tomassini:MNLF e FEF inviano l’analisi tecnica del ddl al ministro.

Pubblicato da Leonardo Marchitto su Ottobre 8, 2008

Dopo le dichiarazioni del Ministro delle Attività Produttive Scajola (leggi in basso), che si è dimostrato contrario alla

Scajola contrario alla proposta Gasparri-Tomassini

Scajola contrario alla proposta Gasparri-Tomassini

controriforma Gasparri-Tomassini sulla vendita dei farmaci da banco, il MNLF e la FEF hanno inviato al ministro l’analisi tecnica del ddl s863 (testo integrale già pubblicato sul Parafarmacia News).Ecco il testo della lettera:

Movimento Nazionale Liberi Farmacisti – FEF

Gentile Ministro dello Sviluppo Economico

On. Claudio Scajola

con riferimento al ddl S863 Gasparri/Tomassini di riforma del settore farmaceutico, ci permettiamo di fornire alla S.V. uno strumento tecnico per evidenziare, aldilà delle dichiarazioni stampa, quali sarebbero le conseguenze se il progetto fosse approvato.

In particolare poniamo in evidenza i seguenti punti:

- immediata cancellazione di oltre 2.000 aziende (parafarmacie)

- innalzamento dei costi pubblici per la spesa farmaceutica del S.S.N.

- apertura di contenziosi a livello nazionale ed europeo

E’ ad avviso dello scrivente che l’immediato ritiro dello stesso disegno di legge sarebbe la cosa più saggia da fare per ridare certezza ad un settore cresciuto tra mille difficoltà strutturale che non può continuare a vivere in una perenne incertezza.

Se lo riterrà opportuno siamo a completa disposizione per spiegare direttamente alla S.V. i contenuti del progetto e la situazione del settore

Cordiali saluti

MNLF/ FEF – Uff. di Presidenza

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(AGI) – Roma, 7 ott. – “Sono assolutamente contrario alla proposta parlamentare che annulla la liberalizzazione dei farmaci da banco”. Questa la dichiarazione che il Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola ha fatto oggi pomeriggio durante l’incontro con le Associazioni dei consumatori, rispondendo a una domanda del Presidente del Movimento Difesa del Cittadino (MDC) Antonio Longo sui motivi che hanno portato alla proposta Gasparri tendente ad azzerare gli effetti delle liberalizzazioni dei farmaci da banco. Longo ha chiesto al Ministro se era d’accordo con una proposta “che farebbe chiudere oltre 2.000 tra parafarmacie e corner farmaci della Grande Distribuzione Organizzata e che ha creato oltre 3.000 posti di lavoro. Un altro effetto molto positivo della liberalizzazione del settore e’ stata la riduzione dei prezzi dei farmaci da banco del 10-20% anche nelle farmacie, costrette a farlo dalla concorrenza delle parafarmacie”. Scajola ha ribadito: “Si tratta di una proposta parlamentare alla quale sono assolutamente contrario”. (AGI)

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ddl Gasparri-Tomassini:lettera aperta ai presidi delle facoltà di Farmacia

Pubblicato da Leonardo Marchitto su Ottobre 3, 2008

Questa letterà sarà inviata a tutti i presidi delle facoltà di Farmacia italiane….con lo scopo di informare il mondo accademico di quello che stà accdendo ad una parte dei laureati della facoltà.

Credo che anche gli attuali studenti di Farmacia e CTF siano interessati a tale vicenda……..

LM

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Gentile professore,

desideriamo portare alla Sua cortese attenzione un progetto di legge che, se approvato, avrebbe pesanti conseguenze sul futuro degli studenti iscritti alla Sua facoltà e sul valore stesso della laurea in farmacia.

Il ddl in questione è il n° S863, a firma dei senatori Gasparri/Tomassini

In soli due anni il Decreto Bersani in tema di farmaci da banco ha fatto nascere 2500 parafarmacie, stimolato sconti sui medicinali fino al 30%, ma soprattutto, offerto nuovi posti di lavoro a molti giovani laureati.

Nuove opportunità sono state create in un sistema legislativo praticamente “ingessato” da oltre 30 anni.

Ora tutto questo potrebbe finire se fosse approvata quella che in molti hanno ribattezzato come una vera e propria “controriforma”.

Il progetto presentato in Senato intende introdurre nel panorama farmaceutico nazionale una nuova lista di farmaci che potranno essere venduti senza la presenza del farmacista nei supermercati e in qualunque altra tipologia commerciale (comprese tabaccherie, bar e distributori automatici) che ne facessero richiesta. La nuova classe di farmaci verrebbe stilata dall’AIFA scegliendo tra quelli oggi inseriti tra i farmaci d’automedicazione oggetto del decreto Bersani del luglio 2006. I medicinali inseriti che avrebbero un numero limitato d’unità posologiche (confezioni starter), sarebbero gli unici vendibili al di fuori del canale farmacia. Tutti gli altri medicinali, oggi dispensabili nelle parafarmacie alla presenza del farmacista, sarebbero vendibili solo in farmacia.

Questo ddl per la prima volta nel nostro paese rende possibile dispensare farmaci senza la presenza del farmacista, alterando alla radice la natura della professionalità del laureato della facoltà che lei presiede, riducendo il futuro spazio professionale, nonostante il severo impegno di studio che si richiede ad ogni studente in farmacia o CTF per laurearsi.

La proposta di legge infine, banalizza l’uso del farmaco che sarebbe acquistabile in self-service, umiliando le capacità professionali ed imprenditoriali dei laureati ed abilitati in farmacia.

Tutto ciò mentre il 61% dei cittadini italiani è favorevole alla legge in vigore e l’81% ritiene indispensabile la presenza del farmacista (dati CENSIS 2007).

In definitiva si tratta di un disegno corporativo finalizzato a ristabilire le piene condizioni di monopolio delle farmacie con provvedimenti mirati ad eliminare la “libera attività” dei farmacisti che non possono permettersi di acquistare una farmacia o non sono figli di titolari di farmacia.

E’ questo ciò di cui ha bisogno la professione di farmacista?

E’ giusta la riduzione del ruolo della facoltà di Farmacia a istituto di formazione dei soli “figli di proprietari di farmacia”?

Noi Crediamo di no, e per questo motivo chiediamo il suo appoggio e quello della facoltà che lei presiede, per manifestare una ferma opposizione all’approvazione di questo disegno di legge “scellerato” che rappresenta il primo passo a cancellare il ruolo sociale delle professione di farmacista e il ruolo culturale della facoltà di farmacia nel nostro Paese.

Le saremo grati se vorrà comunicarci le eventuali decisioni intraprese nella sua facoltà.

Cordialmente

MNLF – FEF

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