ParafarmaciaNews

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Archivio per Settembre 2008

Analisi tecnica del ddl Gasparri-Tomassini ovvero: i meandri dei cavilli spiegati e commentati

Pubblicato da Leonardo Marchitto su Settembre 26, 2008

Riceviamo dal MNLF (Movimento Nazionale Liberi Farmacisti) e volentieri pubblichiamo questa analisi tecnica dell’articolato del ddl Gasparri -Tomassini leggendola attentamente, con l’aiuto del testo del disegno di legge Gasparri-Tomassini è tutto molto chiaro:

LM

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Il ddl Gasparri/Tomassini deve essere letto da un punto di vista tecnico intersecando gli articoli e i commi al fine di rendere visibile il risultato e i relativi provvedimenti che ne scaturiscono.

comma 6 – Art. 1 comma 8 – Art. 1 comma 9 – Art. 9 comma 1

Con queste indicazioni nella sostanza vengono introdotte le confezioni “starter”, ovvero confezioni con un numero limitato di unità posologiche (numero di compresse, supposte ecc. Es. Aspirina oggi in commercio da 10 cpr effervescenti, domani da 5 compresse) che sono vendibili al di fuori della farmacia senza la presenza del farmacista. L’AIFA stilerà una lista di principi attivi (quindi inferiore a quella relativa agli OTC e SOP attualmente vendibili fuori dalla farmacia) che potranno essere venduti in esercizi diversi dalle farmacie. In pratica questi farmaci potranno essere venduti non solo nei supermercati e posti direttamente negli scaffali per il self-service, ma potranno essere venduti praticamente in tutti gli esercizi, non esclusi bar (alcool- medicine) e tabaccherie (tabacco – medicine), nonché potranno essere venduti anche nei distributori automatici. E’ chiaro che i produttori non potranno mantenere lo stesso rapporto costo/numero di unità posologiche, e le confezioni starter avranno in proporzione al numero delle compresse o altro presente nella confezione un costo maggiore di quelle attualmente presenti nelle parafarmacie e supermercati.

L’art. 9 comma 1 toglie qualsiasi dubbio circa la sorte degli altri SOP e OTC attualmente dispensati alla presenza del farmacista sia nei supermercati che nelle parafarmacie: tutto ciò che non rientra nella lista stilata dall’AIFA non potrà essere venduto fuori dalla farmacia. Dall’elenco dei farmaci vendibili fuori dalla farmacia sono esclusi tutti quelli che hanno necessità di essere conservati in frigorifero (es. fermenti lattici) e quelli che hanno una validità inferiore a 18 mesi.

Art. 1 comma 2

Anche i presidi medico-chirurgici e gli alimenti speciali (es. prodotti per celiaci senza glutine o aproteici per neuropatici) a carico del SSN. Potranno essere venduti solo nelle farmacie. Attualmente in molte regioni tali prodotti possono essere venduti anche nelle parafarmacie con un rapporto d convenzione con l’A.S.L. questo per rendere più agevole il reperimento da parte dei cittadini ed innescare forme di concorrenza e quindi abbassamento del prezzo.

Art. 1 comma 11

L’unificazione del quorum tra i comuni di piccole e grandi dimensioni (oggi una ogni 5000 abitanti nei comuni al disotto dei 12500 abitanti e 1 ogni 4000 abitanti nei comuni al sopra dei 12500 abitanti) porterà all’apertura di pochissime farmacie, questo perché esistono già nel territorio italiane numerose farmacie sopranumerarie, ovvero farmacie aperte in deroga al criterio della popolazione o che continuano ad operare magari vi siano stati spostamenti della popolazione. Bene, queste farmacie attraverso una unificazione del quorum sarebbero riassorbite nel criterio della popolazione, quindi nessun nuovo esercizio verrebbe aperto. Da una nostra precedente indagine (in allegato), con un simulazione a quorum di 3800 abitanti (quindi ulteriormente inferiore a quello proposto) risultava che nei comuni con popolazione maggiore (metropoli) si sarebbero potute aprire appena 5 nuove farmacie, mentre nei comuni capoluogo di provincia (in allegato) si sarebbero potute aprire in totale 78 nuove farmacie. Mentre il risultato totale su tutto il territorio nazionale ( con quorum a 3800 abitanti) non più di 300 nuove farmacie, prendendo in considerazione anche quei comuni con popolazione esigua, dove molto probabilmente il concorso per l’assegnazione andrebbe deserto.

Art 1 comma 12

Mentre il decreto Bersani aveva ristretto il tempo necessario per ereditare una farmacia, quando i naturali eredi non hanno i titoli per diventare titolari, questo ddl lo allunga riavvicinando il termine (cinque anni) a quello precedente al provvedimento del luglio 2006.

Art. 1 comma 15

L’anzianità di servizio per poter partecipare ad un concorso per sedi farmaceutiche in comuni con popolazione superiore a 100.000 abitanti viene differenziato da quello degli altri comuni, servono 5 anni d’iscrizione all’albo, come se una farmacia che opera in questi centri avesse modalità operative, tecniche e professionali diverse. Chiaro è l’intento di produrre nuove artificiose barriere.

Art. 1 comma 20 – Art. 1 comma 22 punto b), d), g)

Mentre si fa credere ai titolari di parfararmacia che il servizio prestato nei propri esercizi verrà valutato come quello di direttore di farmacia (due anni) nel concorso straordinario a cui non potranno partecipare i titolari di farmacia urbana (ma i loro figli sì, anche se soci della farmacia del padre), allo stesso tempo si permette la partecipazione dei titolari di farmacia a cui si assegna una valutazione del punteggio per i titoli maggiorato del 30 % del punteggio, con buona pace dei titolari di parafarmacia e di tutti i farmacisti non titolari che non potrebbero automaticamente vincere il concorso stesso. Inoltre appaiono di dubbia laicità rispetto alle norme costituzionali e a quelle del Trattato europeo sia il limite di quaranta anni per l’assegnazione delle farmacie rurali che quello dei sessantacinque anni per le altre farmacie. Il provvedimento di aumentare il punteggio del 30% a chi è titolare di farmacia rurale andrebbe sicuramente incontro al veto della Commissione Europea, questo perché semplicemente la farmacia rurale, così intesa come tipologia all’estero non esiste e di conseguenza i cittadini UE non italiani che volessero partecipare ad un concorso nel nostro Paese sarebbero svantaggiati in partenza al pari dei farmacisti non titolari. Dello stesso avviso è stato il Consiglio di Stato con un parere espresso su richiesta del Presidente della repubblica.

Art. 2 comma 6

Mentre oggi il titolare di una farmacia che si assenti per un periodo significativo deve nominare un direttore responsabile per il tempo necessario, con questo comma tale obbligo viene meno introducendo la responsabilità oggettiva del dipendente laureato che non viene risarcito per il compito svolto e contemporaneamente si trova con un carico di responsabilità maggiori da cui il titolare è affrancato. Con questo comma viene introdotta la “titolarità a distanza”, essendo praticamente possibile per il titolare di farmacia recarsi nell’esercizio per un numero di ore e giorni limitato.

Art. 3

Con questo articolo s’introduce la possibilità di aprire delle vere e proprie “filiali”, sedi farmaceutiche anche importanti (con 1200 abitanti si vive dignitosamente) sottratte ai concorsi ed assegnate alla farmacia più vicina. Non solo, la filiale potrebbe addirittura essere finanziata dal Comune con un contributo sino a 6000 euro!!!!

Art. 6

Appare quanto mai retorico parlare con questo articolo di libera scelta del cittadino.

Art. 8

A questo articolo bisogna fare molta attenzione perché conporterebbe sostanzialmente un aggravio sulla spesa sanitaria nazionale.

Si tratta di un articolo che cerca di riportare in farmacia privata farmaci che attualmente vengono distribuiti per il tramite delle Farmacie territoriali o ospedaliere del  SSN, così come avviene per le malattie rare, per la fibrosi cistica ecc. Secondo questo comma la distruibuzione ospedaliera dovrebbe essere un’eccezionalità o solo al momento della dimissione. ( In particolare il comma 1  il Decreto Lg.svo 124 art. 5, citato,  individua le malattie croniche, invalidanti e  rare che danno diritto all’esenzione);

Ancora più impatto ha il disposto del comma  2 del Disegno di  Legge di Tomassini  e Company in cui si dice che trascorsi 24 mesi dalla  immissione in commercio la distribuzione per conto deve cessare perché i prodotti devono rientrare nel normale circuito delle farmacie.

Basta guardare il PHT ( secondo il sole 24 0re  tutti ammontano a 2000) per capire che i prodotti di commercializzazione recente ( meno di 24 mesi )sono marginali, questo vorebbe dire  un notevole aggravio per le casse pubbliche.  Se a questo si aggiunge che nel comma 1 del Disegno si dice che le ASL devono provvedere a fare gli accordi con le farmacie private per la distribuzione per conto il cerchio si chiude.

Ricapitolando: la distribuzione diretta per malattie croniche e rare deve cessare e passare al normale circuito delle farmacie convenzionate

La distribuzione diretta deve  essere superata (  e limitata solo alla dimissione ) a favore della distribuzione per conto che diventa vincolante per tutte le ASL.

La distribuzione per conto non può comunque valere per farmaci in commercio da oltre 24 mesi!

Fornisco di seguito alcune informazioni ricavate dal sole 24 ore sanità ( 2-8 settembre)  in cui si dice ( pag16 ) che ” la Corte dei Conti arebbe rilevato mancati risparmi per 28 milioni nella distribuzione dei medicinali da parte delle ASL Liguri: a tanto ammonterebbe, secondo i magistrati, il risparmio ottenuto, dal 2000, se le Asl avessero privilegiato la distribuzione diretta al posto di quella ” in nome e per conto”così come sollecitato dalla regione. Sulla base di questi rilievi l’assessore alla sanità ligure ha riconfermato la distribuzione per conto ( abbassando  di 3 punti la remunerazione ai farmacisti, però poi nello stesso articolo parla di  6 euro a confezione al netto dell’IVA! invitando a potenziare la distribuzione diretta a tutte le ASL, sulla base di quello che fa l’ASL 1 di Imperia che dal 2002 distribuisce tutto in forma diretta ed è presa a modello in tutta italia….”

Con l’attuale sistema le ASL possono stabilire direttamente accordi con i produttori per farmaci ad alto costo, anche attraverso delle aste, poi questi farmaci vengono distribuiti direttamente o attraverso le farmacie a cui viene riconosciuto un contributo per l’atto della dispensazione. Con questo ddl tale processo sarebbe interrotto e le ASL dovrebbe concordare le modalità con le organizzazioni sindacali Federfarma, Assofarm, Famindustria ecc, alla faccia della concorrenza.

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Liberalizzazioni e parafarmacie: i radicali cambiano politica e appoggiano il ddl corporativo di Gasparri-Tomassini

Pubblicato da Leonardo Marchitto su Settembre 24, 2008

La lettera in basso è stata inviata al segretario, al presidente, ai deputati e senatori Radicali in Parlamento (vedi in basso)

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Dopo qualche ora l’on Bernardini ha replicato con la lettera sottostante:

Confermo che, per quanto mi riguarda, sono per sostenere pienamente la posizione di D’Elia (come ho fatto da Segretaria di Radicali Italiani), unica in questo momento che può mantenere un minimo di liberalizzazione/regolamentazione.
Rita Bernardini

Ce ne rallegriamo e ringraziamo, ma il resto dei deputati e Senatori Radicali chi appoggiano l’ On. Bernardini o la Sen. Poretti?

La  segreteria della Sen. Poretti ha risposto il 25/09/08:

Gentile dott. Leonardo,
per il momento non e' prevista nessuna calendarizzazione
del ddl Gasparri ne alla Camera ne' al Senato.
La senatrice Poretti sosterrà con entusiasmo il
ddl, tanto che lo presenteremo come radicali anche al senato.
Il ddl è scritto dai liberi farmacisti.
Ma la senatrice non intende comunque abbandonare quella battaglia
che da sempre ha sostenuto,
prima di Bersani e in parte contro Bersani, della possibilita'
di venedere i farmaci sop e otc
senza l'obbligo della presenza del farmacista.
Cordiali saluti.
Segreteria Senatrice Donatella Poretti
__________________________________________

Gentile Segretario e On e Senatori eletti del Partito Radicale in Parlamento,

Vi scrivo come responsabile regionale Marche e componente della FEF ( Federazione Esercizi Farmaceutici) associazione nazionale di titolari di parafarmacia ( legata al MNLF Movimento Nazionale Liberi Farmacisti) esercizi commerciali nati dopo le liberalizzazioni di Bersani.

Ora noto che i Radicali hanno cambiato politica, e i motivi li spiego in basso.
La liberalizzazione in tema di farmaci da banco ( che ha fatto nascere le 2500 parafarmacie e con consistenti sconti sui medicinali fino al 30 %) è forse una delle poche liberalizzazioni che rimane ancora intatta, dopo che quella tassisti, della class action e altre sono state imbrigliate dal Governo in carica.

Ancora per poco però, perche Gasparri –Tomassini del PDL in un ddl (disposizioni…normative in materia di medicinali ad uso umano e di riordino dell’esercizio farmaceutico ” n° 863 del 1° luglio 2008. vedi allegato) propongono in commissione Sanità Senato una norma che in breve vuole:
1. rafforzare il monopolio delle farmacie sui farmaci, presidi e prodotti sanitari aumentando il numero dei farmaci di loro esclusività
2. distruggere la concorrenza delle parafarmacie, permettendo la vendita di farmaci senza ricetta anche in assenza del farmacista che ( insieme alle farmacie rurali) sarebbero le più vulnerabili all’attacco di tabaccherie (accoppiata farmaci e fumo), spacci alimentari, bar (accoppiata farmaci ed alcool), edicole……..e contestualmente
3) favorire il licenziamento dei circa 2500 farmacisti dipendenti della GDO che sommati alla chiusura delle parafaramcie indipendenti porterebbe la cifra degli “esuberi” a 5000 unità
Ma la cosa più sorprendente è che, mentre Bersani e Bubbico in comunicati stampa e in TV ( dibattito a Ballarò trà Bersani-Gasparri) si sono dimostrati contro questo disegno iperliberista e corporativo La Senatrice Poretti ( vicina all’ADUC, eletta nel PD ma radicale e presente in commissione sanità senato) ha intenzione di appoggiare il ddl Gasparri-Tomassini…distruggendo il lavoro fatto da D’Elia.
La stessa senatrice presenterebbe contestualemnte ( pannicello caldo) un progetto di legge che preveda la possibilità per le parafaramacie di vendere tutti i medicinali ….(cosa auspicabile, perché noi siamo per la libera professione) ma che nell’attuale situazione politica e di composizione della commissione Senato dove al PDL mancano uno o due voti per far approvare il progetto, risulta essere una mazzata reale per la sopravvivenza delle parafarmacie.
Infatti sarà facile per il PDL( con l’aiuto dei Radicali) far passare il progetto Gasparri e poi bocciare sonoramente il secondo progetto( che non ha maggioranza) della Sen Poretti stessa.
In bereve la Poretti rischia di essere il cavallo di troia per cui il PDL( appoggiato dai titolari di farmacia e con il silenzio colpevole della FOFI) vuole far approvare l’eliminazione delle parafarmacie in Italia
Per questo vi chiedo di cambiare politica seguire la politica che D’Elia, Zamparutti e latri radicali hanno avuto fino a poco tempo fa.

Dott. Leonardo Marchitto
FEF – MNLF

Dichiarazioni Poretti:dal sito ADUC 23-9-08 riportato anche da agenzie stampa
Dopo il successo che la vendita di farmaci senza ricette sta avendo nelle parafarmacie e la sperimentazione sul campo, e’ evidente che per vendere questo tipo di medicinali la presenza del farmacista e’ inutile oltre che un ostacolo ai diritti dei consumatori. La diffusione dei farmaci da banco e’ limitata proprio per quei farmaci di piu’ frequente uso: perche’ non poter acquistare un farmaco a base di ibuprofene (contro il mal di testa) in una stazione di servizio lungo l’autostrada, che sicuramente non si attrezzera’ mai con un farmacista per avere un angolo con questi prodotti? In questo senso va parte del disegno di legge presentato dal sen. Maurizio Gasparri, che trova il nostro appoggio visto che si riferisce anche ad una proposta di legge che, nella passata legislatura, con la nostra collaborazione era stata presentato dal deputato Donatella Poretti e altri (1) e che in questi giorni ripresenteremo.
La cosa importante, pero’, e’ non fermarsi a questi aggiustamenti della “rivoluzione Bersani” della scorsa legislatura, ma andare oltre, interpretando quelle che sono le esigenze dei consumatori, sempre piu’ consapevoli dopo questi primi anni di rodaggio del superamento del monopolio delle farmacie.
Per questo, sempre con la sen. Donatella Poretti, stiamo preparando un disegno di legge che prevede la vendita di farmaci con ricetta anche nelle parafarmacie. Non si capisce perche’ la presenza di un farmacista non debba essere sufficiente a garantire l’erogazione di un prodotto con prescrizione; forse un farmacista e’ piu’ affidabile quando e’ in farmacia e non quando e’ in un altro tipo di presidio sanitario?
Due provvedimenti che riteniamo importanti: se da un lato servono a rompere il monopolio delle farmacie su alcuni prodotti senza levare nulla alla professionalita’ dei farmacisti, dall’altro garantiscono la piu’ ampia apertura di un mercato ancora nella fase della puberta’ e, per questo, non ancora scrostato di tutti gli impedimenti che favoriscono qualita’, economicita’ e scelta dei consumatori.

bonino_e@posta.senato.it

perduca_m@posta.senato.it

poretti_d@posta.senato.it

bernardini_r@camera.it

beltrandi_m@camera.it

farinacoscioni_m@camera.it

mecacci_m@camera.it

turco_mrz@camera.it

zamparutti_e@camera.it

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Parafarmacie: l’ultima trincea delle liberalizzazioni in Italia

Pubblicato da Leonardo Marchitto su Settembre 22, 2008

Lettera inviata al Blog Italians di Beppe Severgnini

Caro Severgnini,

come sa purtoppo l’Italia è capovolta, cioè chi è di centro-destra dovrebbe in tutti modi , entro delle regole minime giustificate e razionali, favorire la libera iniziativa economica come pure la libera professione, ma in Italia non è così.

Per qualcuno libertà economica vuol dire solo libertà di iniziativa solo per chi è già sul mercato questo si chiama corporativismo, un aspetto della poca democrazia che vige oggi nel nostro paese.

Così è toccato due anni fa al “comunista” Bersani dare una timida ventata alle liberalizzazioni in Italia aumentando per decreto la concorrenza in tema di professionisti, farmaci, taxi, mutui, telefoni ec…….

Ma come ha detto Roberto Mazzotta “ gli italiani sono favorevoli alle liberalizzazioni degli altri” e quindi :

a) i tassisti si sono rivoltati ( con appoggio del centro destra che dovrebbe essere liberale ma opera in modo corporativo)

b) la portabilità del mutui è stata pian piano riassorbita in un intreccio che ne è annullato gli effetti

c) la class action è stata bloccata è sarà imbrigliata con il tempo

Gli unici “residui” delle liberalizzazioni sono la tassa sulle ricariche ( improbabile da recuperare) e le parafarmacie.

Sono ormai queste ultime, che hanno causato la riduzione dei prezzi dei farmaci senza ricetta fino al 20-25 %), una delle poche bandiere residue delle timide liberalizzazioni Italiane….ma anche qui ci hanno pensato Gasparri e Tomassini (spalleggiati dai titolari di farmacie e con il silenzio complice degli ordini) che con un ddl vogliono: ridurre il numero di farmaci da banco da far vendere alle parafarmacie, eliminare la presenza del farmacista ( si parla di circa 5000 esuberi) e aumentare il monopolio delle farmacie  su farmaci, parafarmaci e aumentando la distanza imposta tra una farmacia e l’altra……..…….. perfetto!

La fine delle parafarmacie sarebbe quindi il completamento dell’operazione di smantellamento delle liberalizzazioni in Italia.

Difendendole si difende un principio, il principio della libertà economica e professionale nel nostro paese.

Leonardo Marchitto (FEF)

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Bersani a Ballarò accusa il ddl Gasparri sulle parafarmacie di essere anti-liberalizzazioni

Pubblicato da Leonardo Marchitto su Settembre 17, 2008

parafarmacie-rischio-chiusura-repubblica-sett-2008 

Bersani a Ballarò difende le parafarmacie

Bersani a Ballarò difende le parafarmacie

Interessante battibecco tra Bersani e Gasparri nella puntata di ieri sera a Ballarò dove

poche argomentazioni contro accuse Bersani

Gasparri: poche argomentazioni contro accuse Bersani

tra gli altri temi di attualità (Alitalia, scuola, ICI ecc…) si è parlato di parafarmacie e del ddl Gasparri-Tomassini.

Bersani, che ha dimostrato perfetta conoscenza della situazione, ha accusato Gasparri di proporre una controriforma nel settore dei farmaci dicendo…….”mentre io sono stato sempre a favore per un aumento del numero di farmaci vendibili nelle parafarmacie, aumentando così il ruolo dei parafarmacisti……tu (Gasparri ndr) fai una proposta che aumenta il monopolio delle farmacie….”

Gasparri lo ha interrotto dicendo “……ma se tu hai sempre voluto aiutare le Coop….!”

Bersani ha replicato “…e qui ti voglio Gasparri….tu non leggi neanche quello che scrivi!….Con la tua proposta di legge vuoi far ritornare il monopolio delle farmacie che sarebbero le uniche ad avere i laureati, vuoi eliminare il farmacista per la vendita dei farmaci da banco e cosi favorisci anche la Coop che licenzierà i farmacisti che ha assunto per poter vendere poche medicine senza ricetta e senza l’assistenza del farmacista….”

Gasparri non ha replicato……

Commento di ParafarmaciaNews: Bravo Bersani che ha capito esattamente il nocciolo del problema….., siamo d’accordo con lui…la Coop è avvisata……ma soprattutto è avvisata anche l’altra GDO quella vicina politicamente al centro destra che non ha mai investito nelle parafarmacie nei suoi supermercati, non ha assunto un solo farmacista……e pretende forse ora di vendere una manciata di farmaci da banco in confezione starter…….

Che ne pensate?

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Bersani c’è: in un comunicato stampa dichiara “Vogliono cancellare parafarmacie. A rischio risparmi e posti di lavoro”

Pubblicato da Leonardo Marchitto su Settembre 12, 2008

Bersani in un comunicato di oggi sul sito del Partito Democratico fa capire che ha da dire la sua sulle liberalizzazioni…….: denuncia la tentata controriforma sui farmaci da banco voluta da Gasparri-Tomassini focalizzandosi sulla fine dei risparmi sui farmaci da banco ma soprattutto sui posti di lavoro…..la GDO è avvertita non si licenziano i giovani colleghi e contemporaneamente si distruggono le parafarmacie che hanno favorito i risparmi. (vedi sotto)

commento di ParafarmaciaNews: la coerenza si vede sempre, a chi accusava Bersani di favorire le cooperative rosse….ecco la risposta. Ora le COOP ripensino alla politica di eliminazione del farmacista dai supermercati…….una polpetta avvelenata che serve solo ai titolari di farmacia per ripristinare il monopolio sui farmaci. Se i vertici COOP, come fa capire qualcuno in Federfarma, fossero tentati da un accordo di potere GDO-Federfarma (Molotov-Ribbentrop?) a danno delle parafarmacie indipendenti e delle farmacie rurali….farebbero bene a cambiare idea……la reazione delle parafarmacie sarà unitaria e senza sconti per nessuno……

12 settembre 2008

Farmaci: Bersani, “Vogliono cancellare parafarmacie. A rischio risparmi e posti di lavoro”

“Parlamento e governo ascoltino le ragioni dei parafarmacisti”.

Lo afferma Pier Luigi Bersani, a proposito delle proteste dei parafarmacisti in corso in questi giorni in seguito al progetto di legge del centrodestra che prevede la chiusura delle parafarmacie, introdotte dal governo Prodi nel 2006.

“In questi mesi – continua Bersani – le parafarmacie, di cui la stragrande maggioranza è formata da piccoli esercizi, hanno garantito sconti sui farmaci, provvedimento che ha inciso positivamente sulle tasche degli italiani e hanno prodotto più di 5000 nuovi posti di lavoro, in particolare tra i giovani laureati in farmacia”.

“Qui si sta tornando indietro: dalla scuola alle liberalizzazioni, dalla lotta all’evasione alla sicurezza. Questa ulteriore iniziativa della destra non mi sorprende ma preoccupa”.

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Parafarmacie come Alitalia: 5000 “Esuberi”

Pubblicato da Leonardo Marchitto su Settembre 12, 2008

parafarmacie-rischio-chiusura-sole24-ore-sett-2008

Riceviamo dal MNLF e dalla FEF e gentilmente pubblichiamo 

Mentre Il Governo cerca una soluzione per i dipendenti Alitalia, 5000 lavoratori e le relative famiglie rischiano di perdere il proprio posto di lavoro se fosse approvato il disegno di Legge Gasparri/Tomassini sul sistema farmaceutico italiano (S. 863).
Nel palese intento di cancellare il Decreto Bersani, il progetto prevede di riportare sotto il controllo delle farmacie tutti i farmaci oggi venduti nelle parafarmacie, lasciando ai supermercati una quantità esigua di medicinali costituiti da un numero ridotto di unità posologiche, vendibili senza la presenza del farmacista e poste negli scaffali per il self-service.

 

La proposta, presentata da due dei più strenui oppositori del Decreto Bersani, si propone di riportare sotto il controllo corporativo delle farmacie tutto ciò che in questi ultimi anni è stato ottenuto in fatto di concorrenza e risparmio per i cittadini.
Le conseguenze sarebbero, oltre alla chiusura di oltre 2000 parafarmacie, la cancellazione della libera scelta del cittadino, l’annullamento della possibilità di risparmio sull’acquisto dei farmaci e un forte ridimensionamento della consegna diretta di alcune tipologie di farmaci ad alto costo da parte delle strutture ospedaliere e delle ASL.
Un ritorno feudale al binomio farmaco-farmacia che sarebbe pagato a caro prezzo da tutta la popolazione con una perdita sensibili di posti di lavoro e un aumento della spesa sanitaria.

 

Nell’assordante silenzio della Federazione degli Ordini dei Farmacisti si consuma l’arrogante ritorno del monopolio delle farmacie che, dimenticando la propria campagna inscenata sui pericoli dei farmaci venduti fuori della farmacia, opera una conversione di 360 gradi permettendo la vendita de medicinali anche nei tabaccai per l’accoppiata farmaci-fumo e nei bar per quella farmaci-alcool.

 

Il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti e la Federazione Esercizi Farmaceutici chiedono l’immediato ritiro del disegno di legge, assicurando che in caso contrario problema sarà sollevato davanti alla Corte Costituzionale, alla Comunità Europea e alla Corte di Giustizia.
Inoltre, sarà aperta una causa risarcitoria contro il Governo italiano perché lo stesso non può “giocare” sulla pelle dei cittadini consentendo prima una parziale liberalizzazione del settore per poi cancellare tutto al cambio di coalizione. Un Paese moderno guarda avanti e non, come sempre più spesso accade in Italia, indietro alla ricerca costante di difendere gli interessi particolari di pochi a danno di quelli generali della maggior parte della popolazione.

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