ParafarmaciaNews

Notizie, Informazioni, Discussioni sul mondo delle Parafarmacie in Italia

ParafarmaciaNews diventa Parafarmacianews.com

Pubblicato da Leonardo Marchitto su Gennaio 22, 2009

Cari amci,

da oggi parafarmacianews.wordpress.com cambia e si trasforma in www.parafarmacianews.com

Un nuovo sito, nuove discussioni idee e dibattiti per lo sviluppo e la difesa dell’esperienza delle parafarmacie in Italia.

Un sito più grande ed aperto al contributo e delle opinioni altrui, stimolante e mai demagogico.

Per dibattere e commentare le varie vicende delle parafarmacie in Italia ore su www.parafarmacianews.com c’è un nuovo forum iscrivetevi e inizieremo a dibattere.

Parafarmacianews.com  è ampliato anche ai temi professionali come la fitoterapia, omeopatia cosmesi e legislazione. vi aspettiamo ora sul nuovo sito.

Un saluto a Tutti.

Dott. Leonardo Marchitto

ParafarmaciaNews.com

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Parafarmacie e servizi, FEF e MNLF: si alle proposte del sen. Mercatali

Pubblicato da Leonardo Marchitto su Novembre 29, 2008

il sen. Mercatali del PD

il sen. Mercatali del PD

La FEF (Federazione Esercizi Farmaceutici/Parafarmacie) e il MNLF (Movimento Nazionale Liberi Farmacisti) esprimono la loro soddisfazione ed appoggiano le proposte di emendamenti del Sen. Mercatali (PD) relative al ddl  AS 1082, “Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività nonchè in materia di processo civile in fase di discussione nelle commissioni congiunte giustizia e affari costituzionali.

Come è noto nel mondo farmaceutico l’articolo 9 del ddl in esame riporta delle norme per consentire alle farmacie pubbliche e private l’effettuazione di sevizi al cittadino quali:

  • l’assistenza domiciliare integrata per i pazienti
  • la collaborazione con il medico per il corretto uso dei farmaci
  • la prenotazione in farmacia di esami e visite presso strutture pubbliche e private
  • la partecipazione ad iniziative di educazione sanitaria
  • la partecipazione a campagne di prevenzione delle patologie a forte impatto sociale
  • l’ effettuazione di analisi di prima istanza

Per i servizi resi dalle farmacie sono previste delle forme di remunerazione legate ai risparmi previsti per il SSN per tali attività.

Gli emendamenti n° 9.4; 9.5; 9.6; 9.7; 9.10 in questione tendono a rendere possibile tali servizi anche nelle parafarmacie vista la presenza nelle stesse di un farmacista abilitato come nelle stesse farmacie.

L’approvazione di tali emendamenti renderebbe un servizio ai cittadini se si considera che:

  • aumenterebbe di circa 2500 (le parafarmacie attualmente presenti in Italia) i luoghi dove si potrebbe usufruire di tali servizi, che hanno bisogno di tempo e di professionisti sempre disponibili
  • potrebbe consentire una utile forma di competizione sui servizi disponibili in farmacia/parafarmacia entro parametri tecnici ben definite dalle autorità sanitarie

La FEF e il MNLF auspicano che altri senatori di maggioranza e opposizione facciano propri gli emendamenti del sen Mercatali con l’obiettivo, al di la degli schieramenti politici, di non discriminare nessun professionista e soprattutto di permettere a tutti i cittadini di usufruire di servizi sanitari importanti.

Dott. Leonardo Marchitto presidente FEF Marche

MNLF (Movimento Nazionale Liberi Farmacisti)

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Il Presidente della Provincia di Macerata: “parafarmacie a rischio, difendiamole”

Pubblicato da Leonardo Marchitto su Novembre 18, 2008

Commento di ParafarmaciaNews: L’intervento del Presidente della Provincia di Macerata Silenzi, ci fa molto piacere ed apprezziamo l’acutezza dell’analisi sulla situazione. La sua preoccupazione è anche rivolta (giustamente pensiamo) al costo della vita che le parafarmacie hanno contribuito a limitare…..cosa sempre utile in vista del periodo di crisi che attraversiamo. Una cosa va notata, l’intervento di Silenzi è solo la punta dell’iceberg di un opposizione alla Gasparri-Tomassini che viene dal basso, iniziano infatti ad aumentare i comuni ed enti locali che approvano mozioni come quelle promosse dalla provincia di Macerata.

LM

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2188-silenziDal Resto del Carlino Macerata, 13 novembre 2008 - I Senatori Gasparri e Tomassini hanno presentato il ddl per “disposizioni normative in materia di medicinali ad uso umano e di riordino dell’esercizio farmaceutico”.
I contenuti dello stesso tendono a metter in forte difficoltà l’esperienza delle ‘parafarmacie’ che, attraverso la vendita dei farmaci da banco negli esercizi commerciali prevista all’interno delle liberalizzazioni proposte dal Ministro Bersani, è stata certamente utile ai cittadini non solo per una maggiore diffusione dei punti di vendita di questi prodotti, ma soprattutto per contenere i costi favorendo un regime di positiva concorrenza.

Il presidente della Provincia di Macerata Giulio Silenzi contesta il disegno di legge presentato dai senatori del Pdl: “Partendo da questa constatazione, mi sembra necessario contrastare il ddl difendendo così l’attività delle parafarmacie sul territorio e di conseguenza difendendo i redditi delle famiglie e di alcuni ceti in difficoltà, duramente colpiti dalla attuale crisi economica.

Il ddl, infatti, tende a ridurre drasticamente il numero di confezioni di farmaci da banco vendibili nelle parafarmacie, ristabilendo di conseguenza il sostanziale monopolio di cui godevano le farmacie anche per gli alimenti speciali e gli ausili sanitari. La prima conseguenza di questa situazione sarebbe il licenziamento dei farmacisti dipendenti dei supermercati e delle parafarmacie, stimati in circa 2500 unità.
Del tutto inefficace dal punto di vista occupazionale sarebbe la limitazione del quorum di popolazione per l’istituzione di nuove farmacie, infatti in sostanza il numero delle nuove farmacie sarebbe assolutamente limitato e nella sostanza si ridurrebbe ad un riassorbimento delle farmacie soprannumerarie presenti.

Partendo da queste considerazioni ho sollecitato i parlamentari della regione ad adoperarsi perché ci sia una forte opposizione al ddl dei senatori Gasparri e Tomassini, per difendere contemporaneamente una delle liberalizzazioni volute dal Ministero Bersani e la possibilità dei cittadini di avere una maggiore distribuzione dei farmaci da banco ed un abbassamento del loro costo”.

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Parafarmacie e OTC: no a proposte Poretti-Gasparri-Tomassini ”iper-trio” anti-farmacista

Pubblicato da Leonardo Marchitto su Novembre 13, 2008

Ancora una volta la Sen. Poretti (Radicali e componente della commissione sanità che dovrà esaminare il ddl Gasparri-Tomassini) chiede, ora attraverso la presentazione di un suo disegno di legge, la “rimozione” del farmacista nella vendita dei farmaci SOP e OTC.

Si tratterebbe di una cosa differente rispetto a quello che chiedono Gasparri e Tomassini i quali vogliono eliminare il farmacista per gli OTC e SOP in confezione starter (cioè con poche unità posologiche) mentre il resto dei farmaci da banco ritornerebbe sotto il monopolio della farmacia manifestando chiaramente gli scopi “iper corporatvi” di tale progetto a favore delle farmacie. I primi fautori quindi dell’eliminazione del binomio farmaco-farmacista (Gasparri –Tomassini) hanno però trovato ora chi rilancia al ribasso e riduce gli spazi professionali dei farmacisti ovunque siano presenti: farmacie, parafarmacie e corner GDO.

Si tratta appunto della sen Poretti che ora vuole eliminare il farmacista per la vendita di tutti i SOP e OTC proponendo in modo “iper liberista” la trasformazione dei medicinali da banco in beni di consumo cosa che un medicinale non potrà mai essere dato che non si può suscitare il “bisogno di una malattia” come la voglia di uno yogurt al cioccolato pena l’aumento del rischio di malattie iatrogene, come accade nei paesi anglosassoni.

A tale fatto va aggiunto il rischio interazione erbe-farmaci o integratori-farmaci cosa frequente con l’espandersi del mercato dei prodotti naturali.

Se quindi si ignora che il farmaco da banco ha senso solo se lo si inquadra nel concetto di “automedicazione responsabile”,come molti esperti di farmaceutica sanno, si rischia di diventare gli apprendisti stregoni della dispensazione del farmaco.

Chi, nel mondo della farmacia, ha proposto per primo e avventatamente l’eliminazione del binomio farmaco-farmacista rischia ora di dare l’avvio a proposte irrazionali e populiste comportandosi come il marito della famosa storiella che “pur di fare un dispetto alla moglie si tagliò i gli attributi” , cosa ne pensa Federfarma?

La FOFI (federazione degli ordini dei farmacisti) accetterà supinamente questa politica suicida e la riduzione del ruolo dei farmacisti ovunque essi siano presenti?

Come si vede quindi gli “iper”, in versione conservatrice o liberista si ritrovano sempre nei momenti decisivi. E’ chiaro però, anche dagli avvenimenti economici recenti, che “l’iper-mercato”, cioè il liberismo sfrenato, è sempre generato da un ottuso “iper corporativismo”.

Quello che invece occorre fare è partire dalla realtà dal “modello italiano alle liberalizzazioni” che Bersani ha proposto ed attuato che si basa proprio sul binomio farmaco-faramcista un modello che avvicina il nostro paese a moderni sistemi di dispensazione del farmaco mettendo in concorrenza i professionisti, un sistema che ben visto dai consumatori e che ha determinato una diminuzione diffusa del costo dei medicinali da banco con sconti che vanno dal 10 al 30 % rispetto ai prezzi precedenti.

In questo senso infatti è comprensibile e chiara la posizione del Movimento Nazionale Liberi Farmacisti e della Federazione Esercizi Farmaceutici (associazione delle parafaramacie) che denunciano l’irresponsabile posizione della Poretti la quale facendo riferimento alla situazione americana, ignora completamente la volontà del 65% dei cittadini italiani che in un recente sondaggio del Censis si sono dichiarati contrari all’ipotesi di eliminare la presenza del farmacista nella vendita dei farmaci d’automedicazione.

Alla sen. Poretti val la pena ricordare che dopo l’approvazione del decreto Bersani e la conseguente liberalizzazione dei farmaci d’automedicazione non c’è stato alcun innalzamento dei casi di patologie dovute ad abuso dei farmaci e questo risultato è dovuto proprio alla presenza e professionalità dei farmacisti.

Alla sen. Poretti bisogna ricordare che se il suo progetto andasse in porto, sarebbero proprio i monopolisti a beneficiarne perché le oltre 2500 parafarmacie aperte sino ad oggi chiuderebbero immediatamente con oltre 5000 addetti senza lavoro.

Come il Movimento nazionale Liberi Farmacisti e la Federazione Esercizi Farmaceutici evidenziano “la Grande Distribuzione Organizzata (GDO cioè super e ipermercati) se non ottiene i risultati sperati in un settore in crescita, non è opportuno cercare di cambiare le regole adattandole alle proprie condizioni”. L’ eliminazione della figura del farmacista sarebbe più un danno che un beneficio per la GDO e questo perché il cittadino italiano non vuole il “self service” del farmaco.

Se qualcuno ha intenzione di fare qualcosa di costruttivo per ampliare e non “trasfigurare” una delle poche liberalizzazioni riuscite in questo Paese, si adoperi perché aumentino il numero dei farmaci vendibili senza ricetta medica, (come accade nel resto d’Europa) altrimenti si deve ammettere che la fisiologia degli italiani è diversa da quella dei Tedeschi, Inglesi e Francesi che quotidianamente comprano dal farmacista farmaci che in Italia necessitano di ricetta medica.

Si aumenterebbe così il numero di medicinali disponibili in farmacia e parafarmacie in concorrenza tra di loro ma dietro consiglio di un professionista del farmaco.

Questo sì, significherebbe fare l’interesse generale e non quello particolare.

Leonardo Marchitto

MNLF – FEF

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Parafarmacie e vendita OTC: a chi tira la volata la sen. Poretti?

Pubblicato da Leonardo Marchitto su Novembre 13, 2008

Riceviamo dal MNLF e dalla FEF e volentieri pubblichiamo.

Commento di ParafarmaciaNews: come sapete e leggerete negli articoli di settembre 2008 in questo stesso sito web, abbiamo già sollevato qualche mese fa il problema della sen. Poretti (dei Radicali ma eletta nelle liste PD). Abbiamo inviato e-mail di protesta alla stessa e agli altri senatori e deputati radicali, dato che questo partito non ha una posizione chiara: l’on. Bernardini (radicali) sostiene con un suo ddl la concessione, ad un certo numero di parafarmacie dei farmaci di fascia C (ricette bianche) mentre la Poretti vuole appoggiare (“con entusiasmo” come ci ha scritto) il disegno di legge corporativo Gasparri-Tomassini.

La stessa ha anche dichiarato qualche mese fa che avrebbe presentato un disegno di legge orientato a consentire anche alle parafarmacie la vendita di farmaci con ricetta medica……nessuno ha visto nulla,le dichiarazioni sono rimaste tali, come accade per alcuni politici italiani:solo chiacchiere e forse manovre per comprire le reali intenzioni di parte della GDO per la quale il farmacista è un inutile spesa e il farmaco da banco un prodotto di consumo.

Che politica hanno i radicali allora?

Infine il PD e altri della maggioranza che fanno? Anche qui la situazione è da chiarire: Bersani, Bubbico(PD) e Scajola (Pdl e ministro Attività produttive) si sono schierati nettamente contro, ma il ministro ombra del PD Enrico Letta e il sottosegretario ombra alla salute sen Cosentino che posizione hanno? Continuano ad essere un’ombra? Speriamo di no.

Per adesso non si sa nulla benchè ParafarmaciaNews ha già sottoposto agli stessi la questione.

 

Un consiglio per tutti: chiedere spiegazioni ai parlamentari radicali della posizione della senatrice sarebbe cosa saggia, chiedere ad Enrico Letta e Cosentino spiegazioni sulla faccenda sarebbe utile, più si chiede in molti e più si ha probabilità che della faccenda se ne discuta nei termini corretti.

LM

 

 

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Ancora una volta la Sen. Poretti (dei Radicali e componente della commissione sanità che dovrà esaminare il ddl Gasparri-Tomassini) chiede, attraverso la presentazione di un disegno di legge, la “rimozione” del farmacista nella vendita dei farmaci SOP e OTC.

 

Il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti e la Federazione Esercizi Farmaceutici denunciano l’irresponsabile posizione del parlamentare che facendo riferimento alla situazione americana, ignora completamente la volontà del 65% dei cittadini italiani che in un recente sondaggio si sono dichiarati contrari all’ipotesi di eliminare la presenza del farmacista nella vendita dei farmaci d’automedicazione.

 

Alla sen. Poretti val la pena ricordare che dopo l’approvazione del decreto Bersani e la conseguente liberalizzazione dei farmaci d’automedicazione non c’è stato alcun innalzamento dei casi di patologie dovute ad abuso dei farmaci e questo risultato è dovuto proprio alla presenza e professionalità dei farmacisti.

 

Alla sen. Poretti bisogna ricordare che se il suo progetto andasse in porto sarebbero proprio i monopolisti a beneficiarne perché le oltre 2500 parafarmacie aperte sino ad oggi chiuderebbero immediatamente con oltre 5000 addetti senza lavoro.

 

Il Movimento nazionale Liberi Farmacisti e la Federazione Esercizi Farmaceutici ricordano alla Grande Distribuzione (super e ipermercati) che se non si ottengono i risultati sperati in un settore in crescita, non è opportuno cercare di cambiare le regole adattandole alle proprie condizioni, inoltre l’eliminazione della figura del farmacista sarebbe più un danno che un beneficio per loro e questo perché il cittadino italiano non è abituato al “self service” del farmaco.

 

Se la Sen. Poretti vuole fare qualcosa di costruttivo per ampliare e non “trasfigurare” una delle poche liberalizzazioni riuscite in questo Paese, si adoperi perché aumentino il numero dei farmaci vendibili senza ricetta medica, in quanto diversi preparati, malgrado richiedano la ricetta, oggi sono venduti senza la prescrizione medica nelle farmacie.

Questo sì,  significherebbe fare l’interesse generale e non quello particolare.

 

MNLF – FEF

Uff. Stampa

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Parafarmacie: il 56 % degli italiani vuole il farmacista, la FEF e MNLF: “riforma Bersani utile ai cittadini, occorre una riforma con più farmacista, no al modello iperliberista”

Pubblicato da Leonardo Marchitto su Novembre 4, 2008

Una recente indagine condotta dal Censis su di un panel di 1.000 persone ha evidenziato che per il 56% degli italiani è necessaria la presenza di un farmacista all’interno del punto vendita. Quello che emerge dalla ricerca Censis è quindi perfettamente in linea con quello che le associazioni di Parafarmacie FEF in testa e il MNLF (Movimento Nazionale Liberi Farmacisti) dicono da molto tempo.

La riforma Bersani è il giusto compromesso tra le liberalizzazioni, che hanno portato ad una diminuzione dei prezzi dei farmaci da banco ,aumento dell’occupazione per i giovani farmacisti, e la sicurezza rappresentata dalla presenza del farmacista.

Occorre quindi bloccare il ddl scellerato Gasparri-Tomassini che riduce drasticamente la lista degli OTC /SOP vendibili nelle parafarmacie –esercizi commerciali, ( riportando in farmacia il grosso degli otc) che elimina il farmacista ponendo le basi per il ritorno del monopolio e dei prezzi bloccati delle farmacie.

 

Anche la GDO dovrà rendersi conto che questa proposta è una polpetta avvelenata che nel giro di poco tempo, vuole farla fuori dal settore dispensazione  dei medicinali.

Perdendo il farmacista, i supermercati perdono il principale perno su cui qualificare i propri punti vendita.

Il ddl Gasparri –Tomassini propone un patto a danno delle parafarmacie e a scapito dei consumatori che avranno a disposizione pochi farmaci da banco e solo in confezioni starter cioè con poche unità posologiche. Il rischio è un aumento reale dei costi dei medicinali.

 

Quello che succederà nei fatti sarà:

 

1) meno possibilità di scelta per il paziente, cioè meno principi terapeutici disponibili nelle parafarmacie ( a rischio chiusura), e nei supermercati

2) aumenti di costi per unità posologica, maggior costo relativo al packaging previsto per le confezioni OTC starter. A tale fatto si aggiungerebbe la risposta organizzativa/produttiva delle aziende (diversi packaging, linee produttive nuove ecc…) cioè tutti costi che si scaricheranno poi sui cittadini.

3)un periodo di carenza di prodotti dovuto alla riorganizzazione aziendale dato che produrre medicinali è un operazione relativamente complessa.

 

Una GDO lungimirante lascerebbe perdere le sirene interessate al cassetto immediato e punterebbe all’aumento dei fatturati con il delisting di un certo numero di specialità attualmente a ricetta secondo quanto avviene già nel resto dell’Europa e che molti titolari di farmacia concedono già adesso senza ricetta instillando in molti cittadini la convinzione che molti medicinali siano da banco o comunque ottenibili comunque se si pagano.

 

Domandiamoci è questa la “sicurezza” offerta dal sistema farmacia?

Dopo due anni di riforma Bersani ci sono stati casi di consumismo farmaceutico, come paventava qualcuno interessato a non cambiare nulla?

 

Quindi pare che il modello italiano sia preferito rispetto a quello inglese dove i medicinali sono presenti a scaffale e a libero servizio, con il farmacista relegato in un cantuccio a gestire la farmacia e a “spedire” qualche ricetta.

Che il modello italiano sia preferito lo evidenziava anche uno studio Nielsen per il quale il 78% dei cittadini intervistati non era disponibile a rinunciare al consiglio di un professionista per trovare la soluzione migliore al proprio problema di salute, indipendentemente dal canale d’acquisto

E’ evidente quindi che l’orientamento prevalente è per un sistema di distribuzione del farmaco e dei prodotti salutari che dia ai due canali orientamenti diversi:

 

1) la farmacia più orientata come centro di distribuzione di medicinali (tutte le tipologie) SSN, OTC/SOP ,delisting, parafarmaco, erboristeria ecc…ma sopratutto erogatrice di servizi vari per i pazienti come prenotazioni , analisi ecc…..

2) la parafarmacia più orientata ai farmaci OTC, SOP, MSF ( “medicinali solo farmacista” provenienti dal delisting), omeopatia, erboristeria, fitoterapia e prodotti sanitari (tutti presenti anche in farmacia)

 

Si potrebbe proporre un delisting legato al “consiglio terapeutico” del farmacista individuando, al contrario del ddl Gasparri-Tomassini, non una lista “senza farmacista” ma una lista “con il farmacista” una categoria di medicinali di derivazione prescrittiva che chiede “più professionalità”, il contrario di quanto propone il ddl Gasparri/Tomassini.

 

Un’ipotesi già adottata in Regno Unito, Nuova Zelanda e Australia ove questo tipo di medicinali esistono e sono denominati farmaci “P-Only”, “solo farmacia” in UK o “solo farmacista” in NZ e AU, denominazioni equivalente in quanto in quei paesi ogni laureato e abilitato può aprire una farmacia.

 

Accettando i MSF si attuerebbe una deregulation moderata dalla professionalità, che porterebbe avanti un principio importante per il farmacista, essere partecipe, per un certo numero di molecole, del processo di assunzione del medicinale: un bene particolare che nessuna legge potrà mai trasformare in bene di consumo.

 

Un sistema moderno che è lontano da quello del ddl Gasparri-Tomassini/ Federfarma cioè proporre anche in Italia il peggio dell’esperienza anglosassone cioè la GSL (general sales list) ovvero i farmaci vendibili ovunque e senza farmacista, cosa che in Italia i cittadini non vogliono ma è artificialmente sponsorizzata dagli interessi consolidati.

E’ questa la via iperliberista che si vuole perseguire in Italia?

Noi diciamo di no, al “copia e incolla” e sì alla rielaborazione originale italiana di modelli di dispensazione del farmaco più moderni.

 

Dott. Leonardo Marchitto presidente FEF Marche

MNLF (Movimento Nazionale Liberi Farmacisti) 

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Il farmacista in parafarmacia e GDO ha la stessa dignità degli altri farmacisti

Pubblicato da Leonardo Marchitto su Ottobre 16, 2008

Si riporta la risposta al post inviato al sito da “Genus”

Gentile Genus,
se è profondamente d’accordo con il ddl Gasparri-Tomassini lei è per:

1)l’eliminazione del binomio farmaco-farmacista, cioè accetta da farmacista presumo, che non farmacisti possono dispensare farmaci sia pur in confezione starter. Lei è quindi per una riduzione degli ambiti professionali del farmacista in quanto per alcune molecole e dosaggi i prodotti sarebbero equiparati di fatto a prodotti da mass market. Io e molti altri (l ANIFA, la FEF, l’ANPI, MNLF e circa il 76% della categoria(vedi sondaggio di Farmacia News n° settembre) crediamo che il farmaco OTC e SOP non potrà essere mai quello che non può essere e cioè un prodotto da mass market: lei pensa che si possa indurre la “voglia di mal di testa” come una voglia di uno yogurt alla fragola?

2)per tali motivi i Presidi dovrebbero essere contro alla proposta scellerata di Gasparri e Tomassini, la facoltà di farmacia italiana non può accettare questa riduzione dello spazio d’azione del laureato in Farmacia e CTF. Se lo accetterà cesserà di essere una facoltà di farmacia aperta a tutti ma si trasformerà tristemente (anche come numero di sedi visto che le paghiamo tutti con le tasse) in Istituto Professionale Superiore per Familiari e Titolari di Farmacia (IPSFTF). Inoltre la laurea potrebbe non essere conseguita dalla persona ma la si potrebbe dare direttamente ai muri della farmacia stessa.

Adesso vengo alle sue critiche in dettaglio: lei si preoccupa di ” vedere il farmacista di parafarmacia o di GDO come semplice distributore automatico di scatolette”

- Primo è noto da indagini e trasmissioni televisive che molti farmacisti fanno anche di peggio…vendono senza ricetta farmaci con ricetta obbligatoria, e non parlo di ricetta ripetibile (ed è grave verso la professione e la gente) ma anche di ricette non ripetibili….mi riferisco a farmacie come ha documentato con tanto di filmati Striscia la Notizia oppure la FOFI che ogni tanto invia giustamente circolari(se vuole le do i numeri dei documenti) per richiamare appunto all’Ordine molti faramcisti(?) sbadati diciamo così.
- Secondo è proprio la proposta di Gasparri (che lei profondamente appoggia) che invece favorirà la crescita dei distributori automatici per la vendita di farmaci da banco esautorando professionalmente il farmacista

Lei si preoccupa del fatto che ” in farmacia si possono preparare le le medicine e non è possibile farlo in parafarmacia o GDO” giusta critica alla Bersani, secondo molti infatti è stata molto prudente, si proponga allora che per le parafarmacie e Coner GDO (dove è obbligatoria la presenza di un farmacista abilitato le ricordo) che rispettano i criteri dei laboratori galenici delle farmacie e dopo ispezione delle autorità sanitarie, possano esere allestite tutte le preparazioni galeniche sia con ricetta che non.

Lei afferma che “che i farmacisti sono richiestissimi nelle industrie farmaceutiche e che il lavoro presso l’industria farmaceutica garantisce punteggio a chi voglia fare un concorso” ma è perfettamente sicuro di ciò si è documentato bene? Lo sa che il ministro Scajola ha appena convocato un tavolo sulla ” farmaceutica” che dovrà affrontare l’esubero di molti dipendenti dell’industria farmaceutica di cui molti informatori? Lei lo sa che i famosi punteggi conteggiabili per chi lavora nell’industria sono sostanzialmente ad appannaggio del solo direttore tecnico e non ad esempio per ricercatori sui farmaci (farmacisti e CTF) e responsabili di controllo qualità?(farmacisti e CTF).Cioè chi fa il lavoro piu “farmaceutico” di tutti non ha valore per la farmacia…..le pare giusto o non le sembra una logica dettata dal corporativismo? Lei lo sapeva questo?

Infine conclude con “LAVORARE IN UNA PARAFARMACIA, oltre a non essere per nulla professionale, NON GARANTISCE ALCUN PUNTEGGIO!!”, bene allora appoggi un emendamento alla Gasparri che preveda per i titolari e collaboratori di parafarmacia e GDO una valutazione di punti adeguata a tale lavoro…

Come vede le sue affermazioni hanno poco fondamento.
Saluti
LM

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Il post di geunus ::Ottobre 15, 2008 a 5:08 pm

sono profondamente d’accordo con il ddl gasparri. La liberalizzazione attuata da bersani non ha fatto altro che denigrare la figura del farmacista, più volte ormai chiamato commesso. E’ una vera tristezza vedere laureati fare scontrini a raffica e dispensare farmaci nella frenetica atmosfera degli acquisti nei grandi supermercati. Sono per il binomio farmaco-farmacista ma sarei ancora di più per il trinomio farmaco-farmacista-farmacia. Non va, a mio avviso, trascurato il ruolo che il farmacista ha come preparatore dei medicamenti, cosa che non si fa in una parafarmacia nè tantomeno in un corner gdo. I presidi delle facoltà di farmacia italiane dovrebbero essere favorevoli a questo decreto, in quanto l’università per prima forma professionisti che nessun docente vorrebbe vedere dietro un banco ad essere semplicemente distributori automatici di scatole. In farmacia il laureato ha la possibilità di preparare le medicine, di mettere in campo le proprie competenze acquisite durante gli studi. Per quanto attiene al presunto sistema corporativo, vorrei ricordare che i pubblici concorsi per l’assegnazione di sedi farmaceutiche esistono ancora.E’ chiaro che un neolaureato non potrà ambire ad una farmacia nel pieno centro di Milano, ma semmai iniziare a lavorare con una farmacia rurale.I concorsi per le farmacie rurali favoriscono i giovani al di sotto dei 40 anni. E’ un settore in cui si fa carriera in questo modo e chi ha la possibilità può contare nelle numerose farmacie in vendita soprattutto nel nord del paese. E poi….diciamo la verità…Chi investe sulle pararafarmacie è qualcuno che già ha un lavoro alle spalle nel settore farmaceutico e se ne sbatte di tutelare la figura professionale del farmacista e ragiona con una logica di profitto. Per tale motivo un neolaureato in farmacia deve ,a mio avviso, uno tutelare l’immagine di una professione utilissima alla società, due adoperarsi per riuscire a vincere una sede farmaceutica, potendo poi svolgere il lavoro per il quale ha studiato per cinque faticosi anni. Ricordo , inoltre, che i farmacisti sono richiestissimi nelle industrie farmaceutiche e che il lavoro presso l’industria farmaceutica garantisce punteggio a chi voglia fare un concorso. LAVORARE IN UNA PARAFARMACIA, oltre a non essere per nulla professionale, NON GARANTISCE ALCUN PUNTEGGIO!!

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Il Ministro Scajola fa cambiare idea a Gasparri e Tomassini sulle parafarmacie?

Pubblicato da Leonardo Marchitto su Ottobre 8, 2008

Commento di ParafarmaciaNews: (leggete in basso il botta e risposta tra Scajola e il duo Gasparri-Tomassini…)

sen Tomassini

sen Tomassini

il ministro Scajola

il ministro Scajola

Il ministro Scajola fa cambiare idea a Gasparri e Tomassini che, dopo il polverone e le proteste generate dalle associazioni delle parafarmacie e dei consumatori sulla riduzione del numero di OTC vendibili nelle parafaramacie anche in assenza del farmacista, stanno cambiando tiro “dicendo scusate abbiamo sbagliato” e accusano il Ministro Scajola di non aver ben letto la loro proposta.

Leggete l’analisi tecnica del ddl pubblicata su ParafarmaciaNews e inviata da FEF e MNLF al ministro Scajola stesso……..si comprende bene come un uomo di governo derubrichi la controriforma a “proposta parlamentare”

Secondo noi Scajola l’ha letta e capita benissimo….forse chi deve leggere i progetti di legge prima di firmarli è qualcun altro.

Comunque dalle dichiarazioni di Gasparri e Tomassini sembra emergere una novità, sarebbero d’accordo ad un “delisting” , limitato al 15 % delle specialità oggi a ricetta, a farmaci da banco.

E’ certo un primo passo….ma l’eliminazione del farmacista che fine fa? Resta?

Speriamo che Scajola illumini i parlamentari della sua parte politica……….Una considerazione finale ma le opposizioni che fanno?

Dorme, vogliono lasciare alla sola maggioranza un tema così importante come quello dei

l'ex sott. attvità produttive Bubbico

prezzi dei medicinali? Dopo Bersani e Bubbico ci aspettiamo che esponenti dell’opposizione ma anche quelli di maggioranza, facciano proposte serie ed equilibrate sul settore della dispensazione del farmaco.

Riforme condivise che stabilizzino finalmente un settore (le parafaramacie) che crescendo continuerà non a scimmiottare le farmacie, ma troverà un suo spazio dignitoso nel mondo farmaceutico italiano, continuando a generare occupazione e vantaggi per i clienti oggi e in futuro sempre apprezzati.

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(AGI) – Roma, 7 ott. – “Sono assolutamente contrario alla proposta parlamentare che annulla la liberalizzazione dei farmaci da banco”. Questa la dichiarazione che il Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola ha fatto oggi pomeriggio durante l’incontro con le Associazioni dei consumatori,

La risposta di Gasparri e Tomassini……..

FARMACI: GASPARRI E TOMASSINI, LIBERALIZZAZIONE OTC VA AVANTI

(AGI) – Roma, 7 ott. – La liberalizzazione dei farmaci Otc (’On the counter’, ovvero ‘da banco’) va avanti. Il presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri e il presidente della Commissione Igiene e Sanita’ del Senato, Antonio Tomassini, rassicurano il ministro delle attivita’ produttive Claudio Scajola che, incontrando i consumatori, si era detto contrario ad “una proposta di legge che annullerebbe le liberalizzazioni”, come riferito in un comunicato dal Movimento Difesa del Cittadino.

“Probabilmente il ministro Scajola non ha avuto modo di conoscere ed approfondire la nostra proposta di legge in materia di vendita dei prodotti farmaceutici”, spiegano a loro volta i senatori: “Siamo d’accordo anche noi con la liberalizzazione dei farmaci da banco, specificando che devono essere quelli attuali, cioe’ quelli acquistabili senza obbligo di prescrizione”.

Siamo convinti”, continuano Gasparri e Tomassini, “che questo tipo di farmaci possa essere ampliato aggiungendone altri, almeno il 15 per cento in piu’, ora acquistabili solo con prescrizione ed invece a nostro avviso liberalizzabili. Siamo convinti che tutti i farmaci con prescrizione debbano essere, invece, venduti nelle farmacie. Nessun allarmismo, quindi, puo’ derivare da alcun punto della nostra proposta di legge. Che non solo non fa diminuire l’attuale numero delle parafarmacie, ma anzi conferma i fondamenti che hanno consentito alle parafarmacie di avviare la loro attivita’. Piu’ precisione e meno confusione consentiranno norme utili al paese, per renderlo piu’ libero e tutelare farmacisti, parafarmacisti e consumatori”. (AGI)

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Per il canale parafarmacie riforme condivise:pubblicata lettera della FEF su Farmacia News

Pubblicato da Leonardo Marchitto su Ottobre 8, 2008

Riportiamo il testo della lettera pubblicata integralemnte sul numero di ottobre 2008 di Farmacia News. Come vedrete è una lettera improntata alla volontà di individuare riforme condivise e che faccia sviluppare il canale parafarmacie nel nostro paese e contro proposte “iper” conservatrici o “iper” liberali, in modo tale che chi ha intrapreso un’attività commerciale possa tranquillamente programmare il proprio fututo professionale ed imprenditoriale.

LM

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Gentile dottoressa,

ho letto con interesse il suo editoriale su Farmacia News n°8 settembre 2008, leggo sempre i suoi editoriali e non condivido sempre le sue idee, ma questa volta si, mi sembrano idee giuste ed equilibrate, tra l’altro confortate dalla vostra inchiesta che vede nella stragrande maggioranza (il 76%) i colleghi favorevoli a mantenere il binomio farmaco-farmacista.

I farmacisti tutti (urbani, rurali e non titolari) sembrano presi da un profondo smarrimento da una lotta senza tregua tra “iper”liberali e “iper”conservatori, continuando così si favorirà solo gli “iper”mercati trasformando il farmaco (anche quello senza ricetta) in quello che non potrà mai essere: cioè un prodotto da mass market.

Di questo ne è perfettamente cosciente l’industria farmaceutica dei farmaci di automedicazione (ANIFA) che anche recentemente ha sempre ribadito la nesessità del medico e del farmacista per lo sviluppo di un automedicazione responsabile.

Concordo con lei le parafarmacie hanno avuto un ruolo in questi anni infatti, hanno colmato i vuoti che la pianta organica non è stata in grado soddisfare ( tenga conto che molte parafarmacie sono proprietà di titolari di farmacia) ma aggiungerei che hanno determinato una riduzione dei prezzi sui medicinali ( si veda una recente ricerca di Altroconsumo) smentendo inoltre chi tra gli “iper” conservatori parlava di consumismo farmaceutico prima della riforma Bersani.

E, cosa a mio avviso importante, hanno il merito di aver fatto capire ad una categoria che storicamente non è abituata che il confronto delle capacità, delle idee e, perché no, della professionalità, in poche parole della concorrenza,  non sono valori negativi.

Siamo dunque ora di fronte (parlo del Ministro della Salute) ma ancora di più Gasparri e Tomassini, autorevoli esponenti dei partiti di governo e vicini a Federfarma, che al Senato con il ddl  n° 863 progettano l’eliminazione del farmacista per la vendita degli OTC.

Questa proposta ricorda tanto quella “iper”liberale n° 989 del 30 maggio 2006 tra l’altro a firma dei radicali Poretti, D’Elia, Capezzone e altri ed appoggiata dall’ ADUC anche li si proponeva di eliminare il farmacista nella vendita di SOP e OTC, come si vede gli “iper” in versione conservatrice o liberale si ritrovano sempre nei momenti che contano.

Credo insieme a lei che la nostra categoria abbia ora bisogno di riprendere nelle proprie mani le sue sorti senza provocazioni per nessuno, c’è bisogno di costruire non di bombardare, con l’aiuto di qualcuno interessato, l’architettura della dispensazione del farmaco nel nostro paese.

Concordo con lei: la colonna di questa architettura è il farmacista ovunque sia presente (in farmacia, in parafarmacia che nei corner GDO) e da qui che bisogna partire per una discussione realistica e seria per governare i processi di riforma del settore che volenti o nolenti occorrerà fare, le cose cambiano: non restano immutabili nel tempo.

Quali processi? Provo ad elencarli:

·         Il processo degli “switch” di un certo numero di farmaci attualmente con ricetta a farmaci di automedicazione. Lo richiede il buon senso del lavoro pratico di farmacista, lo chiedono i cittadini che vogliono avere un maggior numero dei farmaci disponibili rapidamente e dietro consiglio, lo richiedono le aziende (si veda le posizioni dell’ANIFA) dato che è  oggettivamente difficile sostenere che farmaci che sono all’estero senza ricetta in Italia devono avere la prescrizione (a volte elusa diciamocelo). Ma Britannici Tedeschi o Francesi hanno una fisiologia diversa dalla nostra? Il sub-emendamento Banti al famoso emendamento D’Elia sulla fascia C può essere una risposta in tal senso

·         La questione della “proprietà delle farmacie in capo solo a farmacisti” che vede i grossi gruppi di distribuzione pronti ad aggredire il mercato

·         La riforma dei concorsi per farmacie, le situazioni di mancata attuazione della pianta organica soprattutto al sud è ormai insostenibile, occorre dare un valore al lavoro di farmacista in parafarmacia, come viene fatto per quello di collaboratore o direttore di magazzino farmaceutico. Occorrono meccanismi trasparenti ed automatici senza burocrazie, non sanatorie ne per le farmacie ne (come sostiene qualcuno emulando qualche titolare) per le parafarmacie.

·         L’allargamento del “Tavolo sulla farmaceutica” anche alle rappresentanze delle parafarmacie, cosa che fino adesso è stata esclusa dai titolari di farmacia e ministri compiacenti. Una cosa ovvia se si vuole governare le riforme necessarie.

Una FOFI saggia, che ha mostrato fino adesso un silenzio assordante, si opporrebbe alla proposta Gasparri-Tomassini pena la sua trasformazione genetica in qualcosa d’altro un ibrido (FederFOFI?) completamente delegittimato agli occhi della maggioranza degli iscritti agli Ordini che, lo ricordo, sono presenti anche nelle parafarmacie e nei corner.

Spero che partendo da punti di vista diversi ci si possa incontrare.

Per questo le sue parole sono utili e credo che la sua rivista possa essere il forum dove dibattere e dico chiaramente “realizzare” le riforme concordate che il mondo della dispensazione del farmaco ha bisogno nel nostro paese.

Dott Leonardo Marchitto

Federerazione Esercizi Farmaceutici – Regione Marche

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Il ministro Scajola contro il ddl Gasparri-Tomassini:MNLF e FEF inviano l’analisi tecnica del ddl al ministro.

Pubblicato da Leonardo Marchitto su Ottobre 8, 2008

Dopo le dichiarazioni del Ministro delle Attività Produttive Scajola (leggi in basso), che si è dimostrato contrario alla

Scajola contrario alla proposta Gasparri-Tomassini

Scajola contrario alla proposta Gasparri-Tomassini

controriforma Gasparri-Tomassini sulla vendita dei farmaci da banco, il MNLF e la FEF hanno inviato al ministro l’analisi tecnica del ddl s863 (testo integrale già pubblicato sul Parafarmacia News).Ecco il testo della lettera:

Movimento Nazionale Liberi Farmacisti – FEF

Gentile Ministro dello Sviluppo Economico

On. Claudio Scajola

con riferimento al ddl S863 Gasparri/Tomassini di riforma del settore farmaceutico, ci permettiamo di fornire alla S.V. uno strumento tecnico per evidenziare, aldilà delle dichiarazioni stampa, quali sarebbero le conseguenze se il progetto fosse approvato.

In particolare poniamo in evidenza i seguenti punti:

- immediata cancellazione di oltre 2.000 aziende (parafarmacie)

- innalzamento dei costi pubblici per la spesa farmaceutica del S.S.N.

- apertura di contenziosi a livello nazionale ed europeo

E’ ad avviso dello scrivente che l’immediato ritiro dello stesso disegno di legge sarebbe la cosa più saggia da fare per ridare certezza ad un settore cresciuto tra mille difficoltà strutturale che non può continuare a vivere in una perenne incertezza.

Se lo riterrà opportuno siamo a completa disposizione per spiegare direttamente alla S.V. i contenuti del progetto e la situazione del settore

Cordiali saluti

MNLF/ FEF – Uff. di Presidenza

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(AGI) – Roma, 7 ott. – “Sono assolutamente contrario alla proposta parlamentare che annulla la liberalizzazione dei farmaci da banco”. Questa la dichiarazione che il Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola ha fatto oggi pomeriggio durante l’incontro con le Associazioni dei consumatori, rispondendo a una domanda del Presidente del Movimento Difesa del Cittadino (MDC) Antonio Longo sui motivi che hanno portato alla proposta Gasparri tendente ad azzerare gli effetti delle liberalizzazioni dei farmaci da banco. Longo ha chiesto al Ministro se era d’accordo con una proposta “che farebbe chiudere oltre 2.000 tra parafarmacie e corner farmaci della Grande Distribuzione Organizzata e che ha creato oltre 3.000 posti di lavoro. Un altro effetto molto positivo della liberalizzazione del settore e’ stata la riduzione dei prezzi dei farmaci da banco del 10-20% anche nelle farmacie, costrette a farlo dalla concorrenza delle parafarmacie”. Scajola ha ribadito: “Si tratta di una proposta parlamentare alla quale sono assolutamente contrario”. (AGI)

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